Come trasformare i contatti in richieste chiare e organizzateI potenziali clienti non sempre sanno spiegare ciò che cercano. E se fossimo noi ad aiutarli, rendendo più semplice il primo contatto con la nostra attività?Ti è mai capitato di ricevere un messaggio da qualcuno che chiede un preventivo, ma senza fornire le informazioni necessarie per prepararlo?Magari vuole realizzare un lavoro, acquistare un prodotto oppure richiedere un servizio, ma non sa bene come spiegare ciò di cui ha bisogno.Comincia così uno scambio di email, telefonate e messaggi WhatsApp per cercare di capire che cosa desidera realmente.A volte il contatto si trasforma in un lavoro. Altre volte si perde per strada.E non sempre perché manca l'interesse.Il cliente non sa sempre cosa chiedereQuando una persona si rivolge a un professionista, spesso conosce il risultato che vorrebbe ottenere, ma non sa quali informazioni servano per arrivarci.Chi cerca casa potrebbe non aver ancora definito tutte le proprie esigenze. Chi desidera un abito su misura potrebbe avere un'idea, ma non sapere come descriverla. Chi deve commissionare un lavoro artigianale potrebbe non conoscere le caratteristiche tecniche necessarie per richiedere un preventivo.È una situazione del tutto normale.Il cliente non è tenuto a conoscere il nostro mestiere.Siamo noi, conoscendo il nostro lavoro, a sapere quali domande porre per comprendere meglio le sue necessità.E allora perché non cominciare a fare queste domande ancora prima del primo contatto?Tanti canali di comunicazione, ma richieste spesso disorganizzateOggi un'attività può essere contattata attraverso il sito web, la posta elettronica, WhatsApp e i social network.Avere tanti canali è un'opportunità, ma gestire le richieste che arrivano attraverso strumenti differenti può diventare complicato.Un messaggio contiene soltanto un numero di telefono. Un altro descrive un lavoro senza indicare dove dovrebbe essere eseguito. Un altro ancora chiede un appuntamento senza specificarne il motivo.Le informazioni arrivano in ordine sparso e dobbiamo ricostruirle ogni volta.Nel frattempo, tra le tante attività quotidiane, può capitare anche di dimenticare una risposta o di perdere di vista una richiesta interessante.Il problema non è soltanto ricevere nuovi contatti. È riuscire a raccogliere le informazioni giuste e gestirle nel modo migliore.E se aiutassimo il cliente a costruire la propria richiesta?Immaginiamo una situazione molto semplice.Un artigiano pubblica su Facebook la fotografia di un cancello appena realizzato.Una persona vede il lavoro, lo trova interessante e vorrebbe chiedere un preventivo.Anziché scrivere il solito messaggio «Quanto costa?», trova un collegamento che lo invita a raccontare ciò che desidera.Si apre una piccola applicazione che pone alcune domande.Che tipo di cancello vorresti realizzare? Preferisci una soluzione semplice o personalizzata? Hai già delle misure? Quando vorresti effettuare il lavoro?Non serve rispondere a tutto immediatamente. Dove necessario, il cliente può anche indicare di non conoscere ancora la risposta.Una domanda alla volta, senza fretta.Alla fine del percorso può controllare le informazioni inserite, aggiungere qualche dettaglio e inviare la propria richiesta.L'artigiano riceve così un riepilogo organizzato, con le informazioni iniziali necessarie per valutare il lavoro e ricontattare la persona.Non abbiamo ancora preparato un preventivo, ma abbiamo fatto qualcosa di importante: abbiamo aiutato il cliente a spiegare ciò di cui ha bisogno.Un'esperienza semplice e magari anche piacevoleNon dobbiamo immaginare questionari interminabili o procedure complicate.Al contrario, l'obiettivo è rendere tutto più facile.Poche domande, un linguaggio comprensibile, scelte immediate e magari qualche immagine che aiuti a individuare ciò che si sta cercando.Il cliente viene accompagnato passo dopo passo, senza dover conoscere termini tecnici o scrivere lunghi messaggi.Potrebbe persino trovare piacevole costruire progressivamente la propria richiesta, scegliendo tra le possibilità che gli vengono presentate.E quando termina, ha la sensazione di aver già fatto un primo passo concreto verso ciò che desidera.Un unico punto di ingresso, anche dai social networkUna piccola applicazione di questo tipo non deve necessariamente essere integrata nel sito web dell'attività.Potrebbe funzionare attraverso un semplice collegamento da condividere su Facebook, Instagram, LinkedIn, WhatsApp oppure tramite email.Chi è interessato può aprirlo e iniziare il percorso.Le richieste inviate attraverso l'applicazione vengono raccolte in un unico spazio, dove l'attività può consultarle e seguirne l'evoluzione.Questo non significa eliminare gli altri canali di comunicazione, ma offrire alle persone un modo più ordinato e guidato per entrare in contatto.E soprattutto significa poter utilizzare meglio anche i canali digitali che già possediamo.Il primo contatto può diventare l'inizio di un rapportoC'è un aspetto che considero particolarmente interessante.Una richiesta di preventivo non deve necessariamente concludersi con l'invio di un messaggio e l'attesa di una risposta.Può essere l'inizio di un dialogo.L'attività, dopo aver ricevuto le informazioni, potrebbe ricontattare il cliente, chiedere ulteriori dettagli, mostrargli alcuni lavori già realizzati oppure suggerire una soluzione più adatta.Il cliente, a sua volta, potrebbe aggiungere informazioni, inviare fotografie o chiarire meglio le proprie preferenze.Un percorso che comincia online e prosegue attraverso una comunicazione più consapevole, perché entrambe le parti conoscono già gli elementi essenziali della richiesta.Non si tratta di sommergere le persone di messaggi promozionali, ma di accompagnarle verso una scelta.Il vero valore non è soltanto acquisire un contatto, ma creare le condizioni per seguirlo meglio.E se arrivassero anche nuove opportunità?Non tutti quelli che visitano una pagina o guardano un contenuto sui social sono pronti a telefonare o a scrivere un messaggio.A volte sono soltanto curiosi. Altre volte vorrebbero approfondire, ma non sanno da dove cominciare.Un percorso guidato potrebbe incoraggiarli a fare quel primo passo.Pensiamo a una persona che vede il lavoro di un artigiano e trova un invito: «Raccontaci cosa vorresti realizzare».Oppure a chi guarda gli immobili pubblicati da un'agenzia e incontra la proposta: «Aiutaci a capire quale casa stai cercando».Non significa che ogni visitatore diventerà un cliente.Significa semplicemente rendere più facile il passaggio dall'interesse a una richiesta concreta.E qualche nuova opportunità potrebbe nascere proprio da qui.Una stessa idea, tante applicazioni differentiQuello che abbiamo descritto non riguarda soltanto gli artigiani.Lo stesso principio può essere applicato a molte attività, cambiando le domande, le informazioni richieste e il risultato finale.Un'agenzia immobiliare potrebbe aiutare le persone a descrivere la casa che cercano.Un atelier potrebbe raccogliere le preferenze di una cliente prima di fissare un appuntamento.Un'agenzia di viaggi potrebbe accompagnare il visitatore nella definizione di una richiesta personalizzata.Un'azienda potrebbe raccogliere informazioni tecniche preliminari per valutare una lavorazione.In tutti questi casi il bisogno è comune: comprendere meglio le esigenze delle persone prima di formulare una proposta.Da questa idea possono nascere piccole applicazioni web, semplici e adattabili a settori differenti.Dall'idea alla realizzazione: le applicazioni web come opportunità professionaleC'è infine un altro aspetto che riguarda chi sviluppa siti web e applicazioni digitali.Siamo abituati a pensare al sito web come a uno strumento per presentare un'attività, raccontarne i servizi e mostrare i lavori realizzati.Ma un sito, o una piccola applicazione indipendente, può fare anche qualcosa di più.Può aiutare un'azienda a raccogliere informazioni, organizzare richieste e rendere più semplice il rapporto con i propri clienti.Non occorre necessariamente costruire software complessi.A volte bastano un percorso ben progettato, alcune domande pertinenti e un sistema capace di raccogliere le risposte.Nei prossimi approfondimenti vedremo come applicare questa idea a differenti settori, attraverso esempi pratici e piccole applicazioni realizzabili con Drupal.Per chi desidera imparare a sviluppare queste soluzioni, alcuni progetti potranno diventare anche percorsi di formazione live online, nei quali costruiremo insieme applicazioni funzionanti.Partire da un bisogno, non dalla tecnologiaQuando pensiamo agli strumenti digitali per un'attività, ci concentriamo spesso sul sito web, sui social network o sulla visibilità online.Sono strumenti importanti, ma forse dovremmo porci anche un'altra domanda:Che cosa succede quando qualcuno manifesta interesse per quello che facciamo?Siamo davvero pronti ad accompagnarlo, a comprenderne le esigenze e a gestire correttamente la sua richiesta?A volte, per migliorare il rapporto con i potenziali clienti, non serve aggiungere un altro canale di comunicazione.Può essere più utile ripensare il modo in cui utilizziamo quelli che abbiamo già.Ed è da questa semplice considerazione che nasce l'idea di un assistente digitale capace di guidare le richieste dei clienti.Una piccola applicazione, indipendente dal sito web, adattabile ad attività differenti e capace di trasformare un primo interesse in una richiesta più chiara.Perché una buona opportunità comincia spesso da una domanda fatta nel modo giusto.Daniele VendittiNon esistono formule magiche, ma possiamo comunicare meglioNessuno strumento digitale ha la bacchetta magica per far arrivare nuovi clienti.Possiamo però migliorare il modo in cui comunichiamo con le persone che si interessano alla nostra attività.Spesso un potenziale cliente ha un'esigenza, un'idea o semplicemente una curiosità, ma non sa bene come esprimerla.È qui che può intervenire un'applicazione web progettata con attenzione: un percorso guidato, costruito sulle caratteristiche dell'attività, che attraverso domande mirate, scelte e passaggi successivi aiuta le persone a comprendere meglio ciò che desiderano e a comunicarlo.Dietro un'esperienza apparentemente semplice c'è quindi un lavoro di progettazione, che richiede di conoscere il problema, individuare le informazioni utili e organizzare il percorso nel modo giusto.Ed è proprio questo che possiamo imparare a realizzare attraverso un percorso di formazione live: non soltanto utilizzare uno strumento, ma progettare e costruire un'applicazione capace di rispondere a un'esigenza concreta.Non abbiamo la certezza di ottenere più clienti, ma possiamo creare condizioni migliori perché un interesse si trasformi in una richiesta concreta.Vuoi imparare a realizzare questa applicazione e adattarla alla tua Attività?L'idea presentata in questo articolo può diventare un progetto concreto.Attraverso un percorso di formazione live individuale, vedremo come realizzare con Drupal un'applicazione web che accompagna gli utenti nella compilazione di richieste di informazioni e preventivi.Partiremo dalla progettazione delle domande per arrivare a un sistema funzionante, capace di raccogliere e organizzare le richieste ricevute.Le lezioni si svolgono online, con orari flessibili e un programma pratico definito.È possibile richiedere un incontro conoscitivo gratuito per approfondire il programma, le modalità e i costi, senza alcun impegno.Contattami per maggiori informazioni
Blog
Installare Drupal su un hosting condiviso può trasformarsi in una sfida tecnica inaspettata. Segui la documentazione ufficiale, utilizzi Composer e tutto sembra procedere correttamente. Poi arriva il problema: la directory web non è accessibile come dovrebbe, il server impone restrizioni sui percorsi e il sito non si avvia.Devi necessariamente rinunciare a Drupal o cambiare hosting?Non necessariamente.Questo ebook affronta uno dei problemi più concreti dell'installazione di Drupal negli ambienti di hosting condiviso: la difficoltà di utilizzare la struttura standard del progetto quando non puoi configurare liberamente la document root e devi rispettare i limiti imposti dal server.La soluzione proposta è la struttura FLAT, un approccio pratico che consente di adattare l'organizzazione del progetto alle caratteristiche dell'hosting, continuando a utilizzare Composer per gestire Drupal e le sue dipendenze. Cosa impareraiCon questa guida scoprirai come:Superare il vincolo della directory web, quando la document root del server è fissa su public_html/.Affrontare le restrizioni di open_basedir, organizzando i file in modo compatibile con i limiti di accesso dell'ambiente condiviso.Configurare Drupal Scaffold per adattare la struttura del progetto alle esigenze del tuo hosting.Modificare composer.json per gestire correttamente la struttura FLAT.Gestire i collegamenti simbolici (symlink) e comprenderne il ruolo nell'organizzazione dei file.Affrontare gli hosting più restrittivi, attraverso una variante basata su una sandbox interna.Mantenere Composer al centro del progetto, per gestire dipendenze, moduli e aggiornamenti senza affidarti a procedure manuali improvvisate.Una guida operativa, con esempi e videoNon troverai soltanto una sequenza di comandi da eseguire. L'obiettivo è comprendere perché si verificano determinati problemi e come intervenire in modo consapevole.I passaggi sono accompagnati da indicazioni operative, configurazioni ed esempi pratici. Alcune fasi fondamentali sono inoltre supportate da video dimostrativi, per osservare direttamente le operazioni sul terminale e seguire più facilmente le procedure.La guida affronta anche i limiti degli installer automatici in un clic, mettendo a confronto la loro praticità con il controllo offerto da un'installazione basata su Composer.A chi è rivoltoQuesto ebook è pensato per sviluppatori, web designer e professionisti che desiderano installare Drupal su un hosting condiviso, soprattutto quando la struttura standard del progetto entra in conflitto con le limitazioni del server.È particolarmente utile se hai già incontrato errori di percorso, problemi di accesso alla directory vendor/ o difficoltà legate alla configurazione della document root.È consigliata una conoscenza di base di Drupal, Composer e del terminale.Non lasciare che la directory web diventi un ostacolo al tuo progetto. Scopri come affrontare i vincoli dell'hosting condiviso e costruire un'installazione Drupal organizzata per una gestione più consapevole, professionale e aggiornabile nel tempo.IN ATTIVAZIONE
Percorso formativo
Faccio un sito oppure scrivo un libro della mia storia?Se mi avessero posto questa domanda vent'anni fa, non avrei avuto dubbi: avrei risposto che il sito web era l'unica risposta sensata. Per anni è stato il centro della presenza digitale di qualsiasi attività, il luogo dove raccontarsi, presentare i servizi, farsi trovare.Oggi continuo a considerarlo uno strumento importante. Ma negli ultimi tempi mi sono fatto una domanda diversa:se volessi lasciare un segno davvero duraturo della mia esperienza professionale, sceglierei un sito oppure un libro?Il problema dei contenuti digitali di oggiViviamo in un'epoca in cui tutti comunicano e quasi nessuno viene ricordato.Post sui social, video, newsletter, siti web, ogni giorno milioni di contenuti vengono pubblicati e dimenticati nel giro di ore.E ora si è aggiunta l'intelligenza artificiale, che ha accelerato ulteriormente questo processo: chiunque può generare testi, articoli e contenuti in pochi secondi. Il risultato è un flusso continuo di materiale che si assomiglia tutto, scritto da nessuno e diretto a tutti.Perfino un sito web, in questo contesto, tende a diventare una brochure online che nessuno va a cercare.E allora nasce la domanda: cosa resta davvero della nostra esperienza?Il paradosso dell'era AIC'è qualcosa di curioso in quello che sta succedendo. Più gli strumenti digitali diventano veloci, automatici e accessibili, più le persone sembrano rivalutare ciò che è lento, fatto a mano, personale. Il libro funziona esattamente così. In un momento in cui qualsiasi testo può essere generato da una macchina in trenta secondi, un libro scritto da una persona reale, con la sua storia, i suoi errori, la sua visione, diventa qualcosa di raro.Un libro cambia la percezioneImmagina di incontrare un professionista, un avvocato, un commercialista, un architetto, un imprenditore, che durante il vostro primo incontro ti consegna il proprio libro. Non un volantino, non un catalogo: un libro.Nella mente di chi lo riceve scatta qualcosa di quasi automatico. Si pensa:questa persona ha qualcosa da raccontare, ha accumulato esperienza, ha investito tempo per lasciare qualcosa di utile agli altri.Un libro comunica autorevolezza senza bisogno di dichiararlo. E in un'epoca in cui chiunque può pubblicare qualsiasi cosa in pochi minuti, questo peso specifico è aumentato, non diminuito.Oggi pubblicare è possibile per tuttiPer molto tempo pubblicare era un privilegio riservato a pochi: bisognava convincere una casa editrice, aspettare mesi, spesso affrontare costi importanti. Oggi non è più così. Grazie al self publishing ogni professionista può trasformare la propria esperienza in un libro senza essere uno scrittore e senza aver pubblicato nulla in precedenza.Serve soprattutto una cosa: avere qualcosa da raccontare. E ogni attività che esiste da anni possiede una storia.Chi potrebbe scrivere un libro?Molte più persone di quanto si pensi. Un avvocato potrebbe scrivere una guida pratica per affrontare una successione o spiegare in modo semplice aspetti legali che le famiglie faticano a capire con la caratteristica e il supporto della propria esperienza. Un commercialista potrebbe aiutare chi apre una partita IVA a orientarsi tra obblighi e opportunità. Un architetto potrebbe raccogliere anni di esperienza cantieristica in un manuale sugli errori più comuni nelle ristrutturazioni.Le strutture turistiche e i luoghi di cultura hanno forse il materiale più ricco di tutti: la storia di una dimora, il racconto di un territorio, una guida che accompagni il visitatore ben oltre la visita stessa. E gli imprenditori potrebbero lasciare qualcosa di ancora più personale, le sfide, i fallimenti, i valori che hanno permesso all'azienda di crescere.Cosa fa la differenzaI social attirano attenzione. Il sito web presenta l'attività. Il libro costruisce autorevolezza. È una differenza sostanziale, e non è solo una questione di immagine.Un libro può essere regalato a un cliente, consegnato durante un incontro, esposto in uno studio professionale, venduto su Amazon. Continua a parlare di noi anche quando non siamo presenti. Dentro quelle pagine non ci sono soltanto informazioni, ci sono esperienze, errori, visioni. In un certo senso stai consegnando una parte di te stesso, e questo crea una connessione che nessun post o sito web riesce a replicare. Tantomeno un testo generato da un'AI.Quindi cosa sceglierei?Se dovessi promuovere un'attività oggi sceglierei ancora un sito web. Ma se dovessi scegliere uno strumento per lasciare una traccia duratura della mia esperienza, sceglierei un libro, perché un sito racconta cosa faccio, mentre un libro racconta chi sono, cosa ho imparato e perché la mia esperienza può essere utile agli altri.Paradossalmente, è proprio l'avanzata dell'intelligenza artificiale a rendere questo più vero oggi di quanto non fosse dieci anni fa. In un mondo in cui i contenuti costano zero e si producono in automatico, ciò che ha ancora valore è ciò che viene da una persona reale, con una storia reale. Un libro è esattamente questo.Daniele VendittiVuoi approfondire questo argomento con una formazione online?Se desideri approfondire questo argomento con il mio supporto, puoi contattarmi per ricevere maggiori informazioni sui percorsi di formazione live individuale online.Possiamo organizzare un incontro conoscitivo online, senza impegno, durante il quale ti illustrerò le modalità di svolgimento, i costi e le possibili date e orari. Gli orari saranno estremamente flessibili, per trovare insieme una soluzione compatibile con le tue esigenze.Sarà anche l'occasione per capire se il percorso formativo è adatto alle tue necessità e chiarire eventuali dubbi prima di decidere.Scrivimi per maggiori informazioni e per concordare un incontro conoscitivo. Puoi cliccare sul pulsante successivo oppure anche con l'icona WhatsApp a sinistra del sitoClicca qui per approfondireoppure
Per anni il percorso per diventare webmaster è stato sempre lo stesso.Prima HTML. Poi CSS. Poi JavaScript. Poi PHP. Poi WordPress, Drupal o qualche altro CMS. Centinaia di ore di studio, manuali, tutorial e notti passate a cercare soluzioni nei forum.Oggi qualcosa è cambiato.L'intelligenza artificiale ha introdotto un nuovo modo di sviluppare siti web e applicazioni: il Vibe Coding.Cos'è il Vibe CodingIl termine indica un approccio completamente diverso alla programmazione.Invece di scrivere ogni riga di codice manualmente, si descrive all'AI ciò che si vuole ottenere. L'intelligenza artificiale genera il codice, che può poi essere corretto, migliorato e adattato alle proprie esigenze.Con strumenti come ChatGPT, Claude, DeepSeek, Qwen e Copilot è possibile realizzare in pochi minuti attività che fino a poco tempo fa richiedevano ore di lavoro.Ad esempio:Creare una landing page completaGenerare componenti HTML e CSS personalizzatiSviluppare plugin WordPress su misuraScrivere moduli DrupalAutomatizzare operazioni ripetitiveQuesto non significa che la programmazione sia morta.Significa che il modo di programmare sta cambiando.Il problema dei plugin WordPressChi lavora con WordPress conosce bene la situazione.Serve una funzione? Si installa un plugin.Serve una modifica? Un altro plugin.Serve un'integrazione? Ancora un plugin.Dopo qualche anno ci si ritrova con siti pieni di estensioni che rallentano le prestazioni, aumentano i rischi di incompatibilità e rendono più complessa la manutenzione.L'intelligenza artificiale offre una possibile alternativa.Molte personalizzazioni che prima richiedevano un plugin dedicato oggi possono essere realizzate con poche righe di codice generate dall'AI e adattate alle esigenze del progetto.Non sempre è la scelta giusta, ma spesso permette di ottenere soluzioni più leggere e controllabili.E Drupal?Per molti professionisti Drupal è sempre stato percepito come un CMS difficile.In parte è vero.Drupal richiede una mentalità diversa rispetto a WordPress e una curva di apprendimento più impegnativa.Tuttavia l'AI sta abbassando notevolmente questa barriera.Oggi è possibile chiedere all'intelligenza artificiale di generare esempi di codice, spiegare API complesse, creare moduli personalizzati e guidare passo dopo passo lo sviluppo di funzionalità avanzate.Questo rende Drupal molto più accessibile anche per chi proviene dal mondo WordPress.Perché ho scritto questo ebookNegli ultimi anni ho pubblicato diversi manuali dedicati al web development, a WordPress e a Drupal.Osservando l'evoluzione degli strumenti di AI mi sono reso conto che stava nascendo una nuova figura professionale.Un webmaster che non si limita a installare plugin o configurare CMS, ma che utilizza l'intelligenza artificiale per creare soluzioni personalizzate, automatizzare attività e aumentare la propria produttività.Da questa riflessione è nato il nuovo ebook:"Mamma voglio fare il Vibe Coder"Un percorso pratico che parte dalle basi del web e arriva all'utilizzo dell'AI per lavorare con WordPress e Drupal.Cosa troverai nel libroL'ebook è diviso in quattro parti principali.Le basi del webUna panoramica essenziale su HTML, CSS, JavaScript e SEO per comprendere cosa accade dietro le quinte di un sito web.WordPress 2026Temi moderni, block editor e prime applicazioni pratiche del vibe coding per creare funzionalità personalizzate.Drupal 11Tipi di contenuto, Views, Layout Builder e sviluppo assistito dall'intelligenza artificiale.Da WordPress a Drupal con l'AIUn laboratorio finale dedicato alla migrazione e alla trasformazione di progetti esistenti utilizzando prompt e strumenti di AI.A chi è rivoltoQuesto ebook è pensato per:Webmaster WordPressSviluppatori webFreelance digitaliStudentiCuriosi che vogliono capire come sta cambiando il mondo dello sviluppo webNon è necessario essere programmatori esperti.Serve soltanto la voglia di imparare e sperimentare.Prossimamente disponibileL'obiettivo di questo libro non è sostituire lo studio tradizionale.L'obiettivo è mostrare come utilizzare l'intelligenza artificiale in modo concreto e professionale per lavorare meglio, più velocemente e con maggiore autonomia.Il futuro del web non appartiene a chi conosce più comandi.Appartiene a chi sa collaborare con l'intelligenza artificiale senza smettere di capire ciò che sta facendo.E forse il momento migliore per iniziare è proprio adesso.
Percorso formativo
Se stai leggendo questa guida, probabilmente hai già provato a installare Drupal 11 su un hosting condiviso e hai avuto problemi. Oppure hai seguito il tutorial ufficiale di Drupal e ti sei scontrato con un muro.Nessun problema: questa guida ti spiegherà perché c'è un problema tecnico di fondo e come risolverlo in modo semplice e definitivo (Guida realizzata per Drupal 11 Core e non per Drupal cms ex Starshot).🤔 Il problema di base: perché la struttura standard di Drupal NON funziona su molti hosting condivisi?Partiamo dall'inizio. Drupal 11, quando viene installato con Composer (il gestore di pacchetti PHP ufficiale), crea una struttura di cartelle come questa:progetto-drupal/
├── composer.json
├── composer.lock
├── vendor/ ← tutte le librerie PHP (Symfony, Twig, ecc.)
└── web/ ← la ROOT pubblica (document root)
├── index.php
├── core/
├── modules/
├── themes/
└── sites/Questa struttura è perfetta dal punto di vista della sicurezza perché tutto il codice PHP sensibile (le librerie in vendor/, le configurazioni, ecc.) si trova fuori dalla cartella accessibile al web. Solo la cartella web/ è esposta pubblicamente.Per far funzionare questa struttura, l'hosting deve permetterti di impostare la document root (la cartella che il server web mostra ai visitatori) su web/. In pratica, devi poter dire ad Apache/Nginx: "quando qualcuno visita il mio sito, mostra i file che stanno dentro la cartella web/, non quelli nella cartella principale".🚫 Il problema sugli hosting condivisiLa maggior parte degli hosting condivisi NON ti permette di cambiare la document root. La document root è fissa e bloccata su public_html/ (o httpdocs/ o www/). Non puoi modificarla. Punto.Ma c'è anche un secondo problema, ancora più subdolo: la direttiva open_basedir.🔒 Cos'è open_basedir?È una direttiva di sicurezza di PHP che limita i file che PHP può aprire a una specifica cartella e alle sue sottocartelle. Su molti hosting condivisi, open_basedir è impostata proprio su public_html/. Questo significa che PHP non può "vedere" né accedere a file che stanno fuori da public_html/.Facciamo un esempio concreto. Se provassi a installare Drupal con la struttura standard su un hosting condiviso:public_html/ ← document root fissa (open_basedir punta qui)
├── web/ ← qui dentro ci sono index.php, core, modules...
│ └── ...
vendor/ ← FUORI da public_html! PHP non può accederci!Il risultato? PHP non riesce a caricare le librerie in vendor/ perché si trovano fuori dai limiti imposti da open_basedir. Drupal non si avvia nemmeno, o dà errori inspiegabili.Morale: sugli hosting condivisi, tutto il codice deve stare dentro public_html/. Non puoi avere nulla fuori. Ecco perché serve la struttura FLAT.📜 Un po' di storia: come si installava Drupal "una volta"?Prima dell'avvento di Composer (che è diventato lo standard ufficiale da Drupal 8 in poi), Drupal si installava in modo molto più semplice: scaricavi un pacchetto .zip o .tar.gz dal sito ufficiale, lo decomprimevi direttamente in public_html/, e il gioco era fatto.Quelle si chiamano installazioni "legacy" (o "tradizionali"). Funzionavano così:public_html/ ← tutto dentro qui
├── index.php
├── core/
├── modules/
├── themes/
├── sites/
├── vendor/ ← già incluso nel pacchetto
└── ...Semplice, no? Nessun problema con open_basedir, nessuna storia di document root. E funzionava perfettamente.Ma c'era un problema enorme: la gestione delle dipendenze. Drupal moderno usa decine di librerie PHP esterne (Symfony, Guzzle, Twig, Psr, ecc.). Nel pacchetto scaricabile, queste librerie erano già incluse nella cartella vendor/. Ma come si aggiornavano? Come si gestivano le versioni? Era un caos. Spesso le installazioni legacy finivano con versioni mixate, librerie mancanti o in conflitto.Per questo motivo, dal 2018 circa, il team di Drupal ha abbandonato ufficialmente le installazioni "legacy" con pacchetto scaricabile. Oggi l'unico metodo supportato è Composer.📌 Nota storica: Ancora oggi trovi in giro vecchi tutorial che ti dicono di scaricare un file .zip da drupal.org. Ignorali. Per Drupal 10 e 11, quel metodo non è più supportato e può dare problemi di sicurezza e compatibilità.Ma Composer crea la struttura con web/... e noi non possiamo usarla sugli hosting condivisi. Sembra un paradosso, vero? Fortunatamente esiste una soluzione geniale: il plugin Scaffold.Cos'è il plugin Scaffold di Drupal (e perché è rivoluzionario)Gli sviluppatori di Drupal erano ben consapevoli del problema degli hosting condivisi. Per questo hanno creato un plugin Composer chiamato drupal/scaffold.🔧 Cos'è Scaffold?Scaffold (in inglese "impalcatura") è un plugin che permette a Composer di copiare i file pubblici (index.php, .htaccess, robots.txt, ecc.) dove vuoi tu, non necessariamente dentro web/.Quando lanci composer create-project per installare Drupal, Scaffold viene eseguito automaticamente e copia i file "scaffold" nella cartella che tu gli indichi. Di default, li copia in web/. Ma grazie a Scaffold, puoi decidere tu la cartella di destinazione, modificando il file composer.json.In poche parole, Scaffold disaccoppia la posizione dei file pubblici dal resto del progetto. Questo significa che possiamo dire a Scaffold: "copia index.php, .htaccess e tutti i file pubblici direttamente nella root del progetto, non dentro web/".Ed è esattamente quello che faremo in questa guida: useremo Scaffold per generare una struttura FLAT, dove tutto (inclusi i file pubblici) sta dentro public_html/, risolvendo così i problemi di document root fissa e open_basedir.Il bello è che manteniamo tutti i vantaggi di Composer: composer.json, composer.lock, aggiornamenti sicuri, gestione perfetta delle dipendenze. Il meglio di entrambi i mondi.🔧 Cosa significa "struttura FLAT"?La struttura FLAT è semplicemente l'installazione di Drupal in cui non esiste la cartella web/. Tutto è nella stessa cartella root.Struttura standard (NON funziona su hosting condivisi):public_html/
└── web/
├── core/
├── modules/
├── themes/
├── vendor/
└── index.phpStruttura FLAT (funziona su hosting condivisi):public_html/
├── core/
├── modules/
├── themes/
├── vendor/
├── index.php
├── .htaccess
├── composer.json
├── composer.lock
└── sites/
└── default/
└── files/In pratica, prendiamo tutto ciò che starebbe dentro web/ e lo "spostiamo su" di un livello, eliminando la cartella intermedia.Questa struttura risolve entrambi i problemi:✅ La document root può rimanere public_html/ (nessun problema con hosting che non permettono di cambiarla)✅ Tutto il codice (compreso vendor/) sta dentro public_html/, quindi open_basedir non blocca nulla✅ Manteniamo Composer e il plugin Scaffold per la gestione dei file pubblici📋 RequisitiAccesso SSH al tuo hostingComposer installato (la maggior parte degli hosting lo ha, altrimenti chiedi al supporto)Dominio puntato alla cartella public_html/PHP 8.1 o superiore📌 Scegli la tua Variante di HostingPrima di iniziare, devi sapere che non tutti gli hosting condivisi sono uguali. A seconda delle restrizioni del tuo provider, esistono tre scenari possibili:Variante A (Hosting Flessibile con SSH): Permette di creare cartelle al di fuori della cartella pubblica (public_html o htdocs).Variante B (Hosting Restrittivo con SSH): Ti blinda all'interno dell'unica cartella pubblica (public_html o htdocs) e non ti permette di creare nulla al di sopra di essa.Variante C (Hosting senza SSH): Non offre l'accesso al terminale. Richiede lo sviluppo interamente sul tuo PC (tramite DDEV o Composer in locale) e il送 trasferimento dei file via FTP. Questo scenario sarà l'oggetto della nostra prossima guida dedicata!🎯 Oggetto di questa guida: In questa sede tratteremo esclusivamente la Variante B. Vedremo come aggirare le restrizioni dell'hosting condiviso più rigido sul mercato, creando una "Sandbox Interna a Imbuto" direttamente dentro lo spazio pubblico, per poi trasformare il tutto in un'installazione Drupal "Flat" e pulita.🧭 GUIDA PASSO PASSO
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1️⃣ Prepara l'ambiente e ripulisci public_htmlPer eseguire questa guida è fondamentale avere un hosting con accesso SSHPrima di iniziare, dobbiamo assicurarci che la cartella del tuo sito sia completamente vuota e che la cache globale del server sia azzerata per evitare conflitti con vecchi file orfani o precedenti installazioni fallite.Collegati al terminale ed esegui questi comandi per ripulire tutto l'ambiente in modo profondo:📋 Copy via SSH# Move to the target public folder
cd ~/domains/tuodominio.it/public_html
# Purge all visible files and folders
rm -rf *
# Purge all hidden files and system dotfiles
rm -rf .[^.]* 2>/dev/null
# Clear Composer's physical global user cache to prevent metadata conflicts
rm -rf ~/.composer/cache
composer clear-cacheIMPORTANTE: sostituisci in tutta la guida "tuodominio.it" con il sito reale ad esempio "test26.sviluppo.host"2️⃣ Scarica la struttura di Drupal con installazione congelata (--no-install)Creiamo il progetto scaricando i file in una cartella temporanea isolata. Rimanendo all'interno della cartella pubblica appena ripulita, generiamo una sandbox interna per evitare interferenze con le cache del server durante la fase iniziale:📋 Copy via SSH# Download the initial Drupal configuration files into a nested sandbox directory
composer create-project drupal/recommended-project drupal11tmp --no-install
# Enter the newly generated sandbox directory
cd drupal11tmpPerché usiamo il parametro --no-install? Questo flag dice a Composer di scaricare solo la struttura iniziale dei file di configurazione base, senza avviare subito il download dei pacchetti effettivi del core. In questo modo, congeliamo l'installazione per avere il tempo di modificare i percorsi nel file composer.json nei passaggi successivi. Solo così Composer saprà fin dal primo secondo che si tratta di una struttura FLAT, evitando di generare cartelle errate che poi risulterebbero impossibili da spostare in modo pulito.3️⃣ Sposta i file per la struttura FLATSpostiamo tutto il contenuto strutturale ereditato dalla cartella predefinita web/ direttamente nella radice corrente della nostra sandbox, rimuovendo poi la vecchia directory vuota:📋 Copia via SSH# Copy all visible contents from the web folder to the current directory (silencing empty warnings)
cp -R web/* . 2>/dev/null
# Copy all hidden files (dotfiles) from the web folder to the current directory
cp -R web/.[^.]* . 2>/dev/null
# Remove the empty web directory
rm -rf web🔍 Nota di trasparenza (Cosa sta succedendo?): Se dopo aver eseguito questo comando controlli la cartella tramite il File Manager dell'hosting, noterai che sono presenti solo tre file: composer.json, composer.lock e LICENSE.txt. È del tutto normale!Poiché al Punto 2 abbiamo usato il comando --no-install, Composer ha scaricato solo il modello di base (template). In questa fase iniziale, la cartella web/ non conteneva ancora i file veri e propri di Drupal (come la cartella core/, index.php, moduli o temi), ma ospitava solo pochissimi file di configurazione nascosti. Con questo passaggio abbiamo spostato quei pochi elementi e rimosso la cartella web/ per preparare il terreno. I veri file di Drupal compariranno solo tra poco, quando lanceremo l'installazione effettiva.4️⃣ Modifica il file composer.json per la struttura FLATApri il file composer.json presente nella cartella temporanea (utilizzando l'editor del tuo hosting o un editor di testo via SSH come nano composer.json) e configuralo per la struttura FLAT.Dobbiamo effettuare tre modifiche chirurgiche: impostare la web-root su ./, rimuovere il prefisso web/ da tutte le voci presenti in installer-paths e, soprattutto, inserire la direttiva per disattivare i collegamenti simbolici.Il file deve apparire esattamente così:📋 Struttura corretta del file composer.json{
"name": "drupal/recommended-project",
"type": "project",
"repositories": {
"drupal": {
"type": "composer",
"url": "https://packages.drupal.org/8"
}
},
"require": {
"composer/installers": "^2.3",
"drupal/core-composer-scaffold": "^11.4",
"drupal/core-recipe-unpack": "^11.4",
"drupal/core-project-message": "^11.4",
"drupal/core-recommended": "^11.4",
"drupal/metatag": "^2.2"
},
"config": {
"allow-plugins": {
"composer/installers": true,
"drupal/core-composer-scaffold": true,
"drupal/core-recipe-unpack": true,
"drupal/core-project-message": true,
"symfony/runtime": true
}
},
"extra": {
"drupal-scaffold": {
"//2": "Force core entry scripts (index.php, .htaccess) to populate directly on current root",
"locations": {
"web-root": "./"
},
"//3": "Disable symbolic links generation to bypass restricted hosting server rules",
"symlinks": false,
"//3b": "Authorize scaffold plugin to generate files safely on the root folder",
"allowed-packages": [
"*"
]
},
"installer-paths": {
"core": ["type:drupal-core"],
"libraries/{$name}": ["type:drupal-library"],
"modules/contrib/{$name}": ["type:drupal-module"],
"profiles/contrib/{$name}": ["type:drupal-profile"],
"themes/contrib/{$name}": ["type:drupal-theme"],
"drush/Commands/contrib/{$name}": ["type:drupal-drush"],
"modules/custom/{$name}": ["type:drupal-custom-module"],
"profiles/custom/{$name}": ["type:drupal-custom-profile"],
"themes/custom/{$name}": ["type:drupal-custom-theme"],
"recipes/{$name}": ["type:drupal-recipe"]
}
}
}🔍 Focus Tecnico: Cosa sono i Symlink e perché li disattiviamo? I symlink (collegamenti simbolici) sono file "finti" che funzionano come scorciatoie, rimandando a un file reale memorizzato altrove. Di default, Drupal crea dei symlink nella cartella pubblica per file critici come index.php o .htaccess. Tuttavia, molti hosting condivisi bloccano la creazione di symlink per rigide regole di sicurezza. Inserendo la riga "symlinks": false, ordiniamo a Composer di non creare scorciatoie, ma di copiare fisicamente i file reali e indipendenti nella cartella. È proprio questo comando che trasforma l'installazione in una struttura FLAT a prova di errore.⚠️ Nota di controllo: Assicurati di non dimenticare le virgole quando inserisci la riga "symlinks": false. Un errore di sintassi nel file JSON bloccherà l'esecuzione dei comandi successivi di Composer.5️⃣ Abilita i plugin ed esegui lo Scaffold nella SandboxAutorizziamo il plugin dello Scaffold, avviamo il download dei pacchetti ed eseguiamo la generazione dei file di avvio direttamente all'interno della sandbox temporanea:📋 Copy via SSH# Step 1: Whitelist and authorize the core composer scaffold plugin explicitly
composer config allow-plugins.drupal/core-composer-scaffold true
# Step 2: Update dependencies and generate a clean unified lock file bypassing proxy filters
composer update --no-plugins
# Step 3: Extract core packages, modules, and themes physically onto the filesystem
composer install
# Step 4: Run the scaffold with native plugins enabled to generate root entry files
composer drupal:scaffold
# Step 5: Build a clean mapping file for the PHP class loader
composer dump-autoload6️⃣ Svuota la sandbox a "imbuto" nella cartella pubblica principaleOra che l'installazione FLAT è pronta nella sandbox ed è completa di tutti i file vitali (come index.php, .htaccess e la cartella vendor/), dobbiamo portare tutto fuori e riversarlo nella directory pubblica finale del dominio.Rimani all'interno della cartella drupal11tmp ed esegui il comando di spostamento a imbuto verso la cartella superiore (..):📋 Copy via SSH# Move all visible deployment files and folders up to public_html
mv * ..
# Move all hidden configuration files and dotfiles up to public_html
mv .[^.]* .. 2>/dev/nullNota: Il secondo comando serve a spostare i file nascosti fondamentali (come il file .htaccess o i file di configurazione con il punto iniziale). L'errore finale restituito dal terminale è del tutto normale, poiché il sistema ti avviserà che non può spostare la cartella corrente in sé stessa o la cartella superiore.7️⃣ Entra nella directory pubblica finale e crea la cartella files per i mediaSpostati nella cartella principale del tuo sito ed elimina la sandbox temporanea (che ora è rimasta vuota). Successivamente, generiamo la directory in cui Drupal gestirà le immagini e i caricamenti pubblici degli utenti, assegnandole i permessi di scrittura adatti all'ambiente condiviso:📋 Copy via SSH# Step back up into your main web document root (public_html / httpdocs)
cd ..
# Remove the empty sandbox directory safely
rmdir drupal11tmp
# Provision the system uploads folder and set directory permissions for shared hosting
mkdir -p sites/default/files
chmod 775 sites/default/files8️⃣ Finalizza l'autoloader di ComposerSiamo giunti all'ultimo passaggio sul terminale. Eseguiamo la rigenerazione finale dell'autoloader di Composer direttamente dalla radice del sito per registrare in modo definitivo la posizione piatta di tutti i file di Drupal 11:📋 Copy via SSH# Regenerate the autoloader configuration targeting the final FLAT filesystem map
composer dump-autoload🎉 Complimenti! La tua installazione di Drupal 11 in modalità interamente FLAT è completata con successo ed è a prova di blocchi del server. Puoi aprire il tuo browser, digitare l'indirizzo del tuo sito web e procedere con la classica configurazione guidata di Drupal sullo schermo (scelta della lingua, inserimento dei dati del database e creazione dell'utente amministratore).9️⃣ Installa Drupal dal browserApri il tuo browser preferito e digita l'indirizzo del tuo sito internet:🌐 Indirizzo del sitohttps://tuodominio.itSegui la normale procedura guidata di configurazione sullo schermo inserendo le credenziali del database. La tua installazione FLAT di Drupal 11 su hosting condiviso è terminata e perfettamente funzionante!
.guida-drupal .note, .guida-drupal .danger, .guida-drupal .warning {
padding: 15px !important;
border-radius: 6px !important;
margin: 20px 0 !important;
font-size: 15px !important;
line-height: 1.5 !important;
}
.guida-drupal .note {
background-color: #ecf3fe !important;
border-left: 5px solid #1a73e8 !important;
color: #1e293b !important;
}
.guida-drupal .danger {
background-color: #fde8e8 !important;
border-left: 5px solid #e02424 !important;
color: #9b1c1c !important;
}
.guida-drupal .warning {
background-color: #fef3c7 !important;
border-left: 5px solid #d97706 !important;
color: #92400e !important;
}
.guida-drupal .comparison {
display: flex !important;
gap: 20px !important;
margin: 20px 0 !important;
flex-wrap: wrap !important;
}
.guida-drupal .comparison-col {
flex: 1 !important;
min-width: 280px !important;
background-color: #f8fafc !important;
padding: 20px !important;
border-radius: 8px !important;
border: 1px solid #e2e8f0 !important;
}
.guida-drupal .comparison-col h4 {
margin-top: 0 !important;
font-size: 16px !important;
border-bottom: 2px solid #e2e8f0 !important;
padding-bottom: 8px !important;
}
.guida-drupal .comparison-col ul {
padding-left: 20px !important;
margin-bottom: 0 !important;
}
.guida-drupal .comparison-col li {
margin-bottom: 8px !important;
font-size: 14px !important;
}
⚠️ Problema comune dopo l'installazione: interfaccia admin "monca"Su alcuni hosting condivisi, dopo l'installazione potrebbe capitare che:La toolbar di amministrazione sia ridotta o incompleta.Manchino voci di menu vitali.L'interfaccia sembri "tagliata" o i fogli di stile non funzionino correttamente.Causa: Un file .htaccess generato automaticamente da Drupal all'interno di sites/default/files/ che fa uso di alcune direttive Apache (Options) non sempre permesse dagli hosting condivisi. Spesso Apache non restituisce un errore 500 esplicito, ma blocca l'accesso ad alcuni script impedendo a Drupal di caricare gli asset.✅ SoluzioneApri il file posizionato in questo percorso:📁 Percorso del filepublic_html/sites/default/files/.htaccessTrova al suo interno questa riga esatta:🔍 Riga da individuareOptions -Indexes -ExecCGI -Includes -MultiViewsCommentala inserendo il simbolo del cancelletto all'inizio del testo:📝 Modifica da salvare#Options -Indexes -ExecCGI -Includes -MultiViewsSalva il file sul server e procedi immediatamente a ricostruire la cache di Drupal lanciando questo comando da terminale:📋 Copia via SSHcd ~/domains/tuodominio.it/public_html
php core/scripts/drupal cache:rebuildAlternativa: Se riesci comunque a navigare nei menu rimasti, puoi andare su /admin/config/development/performance e cliccare sul pulsante "Svuota tutte le cache". L'interfaccia grafica tornerà immediatamente alla normalità.📌 Nota: Ricorda che alcuni aggiornamenti importanti di Drupal (eseguibili tramite composer update) potrebbero rigenerare da zero il file .htaccess nella cartella files/. Se il problema della grafica monca si ripresenta in futuro, ti basterà ripetere questa rapida modifica.🚫 Perché evitare gli installer automatici (tipo "installazione in 1 click")⚠️ ATTENZIONE: Molti hosting commerciali offrono all'interno del pannello dei pulsanti pronti del tipo "Installa Drupal in 1 click". Sebbene possa sembrare una scelta comoda ed immediata, si rivela quasi sempre una trappola strutturale. Ecco i motivi principali per cui dovresti evitarli.❌ I problemi delle installazioni automaticheNessuna gestione delle dipendenze: Il core moderno di Drupal si appoggia a decine di librerie PHP esterne di alto livello (come Symfony, Guzzle, Twig). Un installer automatico si limita a fornirti questi componenti già "impacchettati" e statici, privandoti di un vero sistema di controllo.Il file composer.lock non esiste o è incompleto: Questo è il punto più critico. Il file composer.lock ha il compito fondamentale di congelare con precisione chirurgica la versione di ogni singola libreria e modulo installato nel sistema. Senza questo file, non hai alcuna certezza su cosa sia realmente in esecuzione sul tuo spazio web.Nessuna mappatura delle versioni: Quando utilizzi Composer, ogni singolo pacchetto dichiara una versione definita (ad esempio symfony/http-foundation: v6.4.0). Con gli installer ad un click ti ritrovi una "zuppa" di file mescolati senza tracciabilità del software.Aggiornamenti disastrosi: Quando proverai ad aggiornare una versione di Drupal installata automaticamente, il sito molto probabilmente smetterà di funzionare poiché mancano i file storici che indicano a Composer quali versioni di librerie terze fossero presenti prima del processo.Impossibile aggiungere moduli moderni: La sintassi composer require drupal/nome_modulo rappresenta lo standard assoluto per espandere il CMS. Negli installer automatici questa funzione è spesso bloccata o genera conflitti distruttivi.Struttura e percorsi fragili: Questi sistemi alterano i percorsi predefiniti di Drupal creando configurazioni anomale sui server condivisi che rompono la compatibilità con i futuri moduli di terze parti.📊 Il cuore del problema: composer.lock e la mappatura delle dipendenzeQuando installi Drupal utilizzando Composer in modo nativo, il sistema si appoggia su due file di testo essenziali:📄 Ruoli dei file di configurazionecomposer.json → Specifica cosa desideri installare (es. "drupal/core": "^11")
composer.lock → Registra cosa hai installato ESATTAMENTE (es. "twig/twig": "3.8.0")Il file composer.lock funge da vera e capita "mappa catastale" del tuo intero applicativo web, catalogando ogni dipendenza e sottodipendenza insieme al rispettivo hash crittografico di integrità. Gli installer in un click rompono questo equilibrio perché:❌ Il file composer.lock è completamente assente.❌ Oppure viene inserito un file fasullo generato in modo artificiale.❌ La cartella vendor/ diventa un ammasso statico di codice non tracciabile.✅ Con Composer (questa guida)File composer.json e composer.lock reali e coerenti.Ogni pacchetto ha una versione specifica e sicura.Mappatura completa e nativa di tutte le sottodipendenze.Aggiornamenti stabili e rapidi con il comando composer update.Moduli aggiuntivi installabili in pochi secondi.Possibilità di ricostruire l'intero progetto da zero in qualsiasi momento.Piena compatibilità con le strutture degli hosting condivisi.Standard di sviluppo pulito e professionale.❌ Con installer automaticoFile composer.lock assente, incompleto o corrotto.Versioni reali delle librerie interne del tutto sconosciute.Nessuna mappatura nativa o sicura delle dipendenze PHP.Rischio altissimo di rompere il database durante gli aggiornamenti.Gestione dei moduli obsoleta via FTP come nel 2005.Impossibilità di replicare l'installazione su altri server di test.Frequenti problemi e blocchi di permessi con i server condivisi.Approccio limitato a utilizzi puramente hobbistici.🎯 Cosa fare se hai già usato un installer automatico?Se sul tuo spazio web è già attiva un'installazione di Drupal creata tramite un tool automatico ad un click, ti trovi davanti a due opzioni:Rimuovere tutto e reinstallare seguendo questa guida: È la scelta che ti consiglio caldamente. Richiede pochissimo tempo e ti garantisce fin da subito una piattaforma web professionale, sicura, robusta e aggiornabile per gli anni a venire.Vuoi approfondire questo argomento con una formazione online?Se desideri approfondire questo argomento con il mio supporto, puoi contattarmi per ricevere maggiori informazioni sui percorsi di formazione live individuale online.Possiamo organizzare un incontro conoscitivo online, senza impegno, durante il quale ti illustrerò le modalità di svolgimento, i costi e le possibili date e orari. Gli orari saranno estremamente flessibili, per trovare insieme una soluzione compatibile con le tue esigenze.Sarà anche l'occasione per capire se il percorso formativo è adatto alle tue necessità e chiarire eventuali dubbi prima di decidere.Scrivimi per maggiori informazioni e per concordare un incontro conoscitivo. Puoi cliccare sul pulsante successivo oppure anche con l'icona WhatsApp a sinistra del sito
Hai cercato "come installare Drupal", hai trovato tre guide diverse, hai provato a seguirle e qualcosa si è rotto.Non sei tu il problema. È che nessuno te lo ha mai spiegato nel modo giusto.Questo libro fa una cosa sola: ti fa avere Drupal funzionante sul tuo computer in meno di 10 minuti, usando gli strumenti che usano i professionisti, DDEV e Composer, senza perdere una giornata intera su errori incomprensibili.Cosa imparerai:- Come installare DDEV su Windows in particolare, Mac e Linux- La procedura esatta per installare Drupal con Composer, quella che tutti sbagliano- Come gestire moduli, database e aggiornamenti da terminale con pochi comandi- La struttura delle cartelle che Drupal richiede per essere sicuro e professionale- Come risolvere gli errori più comuni in 5 minuti invece di cercare per ore su GooglePer chi è questo libro:Per chi arriva da WordPress e vuole capire come funziona davvero lo sviluppo Drupal. Per chi ha già provato a installare Drupal e si è bloccato. Per chi vuole imparare a usare gli strumenti standard del mercato, non soluzioni artigianali.Apri il libro, segui i passaggi, e dopo 10 minuti hai Drupal che gira nel browser. Poi puoi approfondire. Ma prima devi partire.Leggi l'anteprima del libro su Amazon KDPAcquistalo su Amazon KDP oppure leggilo GRATIS su Kindle unlimited https://www.amazon.it/dp/B0GHWZS9LQEnglish versionhttps://www.amazon.com/dp/B0GRTL7ZRH
Quando si parla di realizzare un sito web professionale, una delle prime domande da porsi è: quale CMS scegliere? In questo articolo mettiamo a confronto due dei sistemi di gestione dei contenuti più popolari al mondo: Drupal e WordPress.Entrambi sono strumenti potenti, ma molto diversi tra loro. Vediamo insieme le principali differenze e scopriamo qual è il più adatto in base alle tue esigenze.INDICE– Introduzione ai due CMS– Le due anime di Drupal– Tipi di contenuto: flessibilità al massimo– Il pannello di controllo a confronto– La potenza delle Viste in Drupal– WordPress: semplicità prima di tutto– Drupal o WordPress? Dipende da cosa ti serve– Video Youtube– Ebook consigliatoIntroduzione ai due CMS[Menù]WordPress nasce nel 2003 come piattaforma per blog, ma oggi è utilizzato anche per la creazione di qualsiasi tipo di sito web. È conosciuto per la sua semplicità e per l'ampia disponibilità di plugin e temi.Drupal, invece, ha origini ancora più lontane: nasce nel 2001 ed è pensato per progetti più complessi e strutturati, come portali aziendali o siti per enti e pubbliche amministrazioni. È ideale quando si ha bisogno di una struttura solida, flessibile e altamente personalizzabile.Le due anime di Drupal[Menù]Dal gennaio 2025, Drupal si è "sdoppiato" in due versioni:Drupal Core, pensato per utenti esperti;Drupal CMS, orientato a chi ha meno esperienza e vuole iniziare in modo più semplice grazie a un'interfaccia più user-friendly e moduli preinstallati.In questo articolo ci concentriamo principalmente su Drupal Core.Tipi di contenuto: flessibilità al massimo[Menù]Una delle principali differenze tra WordPress e Drupal riguarda il modo in cui vengono gestiti i contenuti.In Drupal, troviamo due concetti fondamentali: il contenuto e il tipo di contenuto.Il contenuto è, ad esempio, l'articolo che vogliamo pubblicare.Il tipo di contenuto è invece la struttura che definisce quali campi avrà quel contenuto: titolo, immagine, testo, link, file, date, ecc.La potenza di Drupal sta proprio qui: possiamo creare tipi di contenuto personalizzati con tutti i campi che ci servono, direttamente dal pannello di controllo, senza dover installare moduli aggiuntivi. Questo livello di flessibilità è difficile da trovare in altri CMS.In WordPress, invece, esistono due tipi di contenuto predefiniti: articoli e pagine. Per ottenere una flessibilità simile a quella di Drupal, è necessario installare plugin di terze parti, come ad esempio ACF (Advanced Custom Fields).Il pannello di controllo a confronto[Menù]WordPress presenta un'interfaccia più semplice e immediata. Le voci di menu si trovano sulla sinistra e l'editor Gutenberg (editor a blocchi) rende la creazione di contenuti molto intuitiva, anche per chi è alle prime armi.Drupal ha un'interfaccia meno immediata, ma decisamente più potente. La curva di apprendimento è più ripida, ma permette di costruire soluzioni su misura già a partire dal core.La potenza delle Viste in Drupal[Menù]Un'altra caratteristica unica di Drupal è il modulo Views (viste). Grazie a questo modulo possiamo elaborare i dati presenti nel database e mostrarli sul sito nel formato desiderato, senza scrivere una sola riga di codice SQL.Il modulo Views è una vera arma in più: consente di visualizzare contenuti filtrati, ordinati o raggruppati in modo dinamico, e può essere configurato tramite interfaccia grafica.Nessun altro CMS, ad oggi, offre un sistema così completo e potente per gestire la visualizzazione dei dati.WordPress: semplicità prima di tutto[Menù]WordPress resta comunque la scelta ideale per chi cerca un sistema più semplice e immediato, adatto a:Blog personaliSiti vetrinaPiccoli e-commerceProgetti dove la velocità di sviluppo conta più della complessità strutturaleCon l'aiuto di plugin e page builder, come Gutenberg o altri strumenti visuali, WordPress può coprire molte esigenze, anche se con limiti maggiori nella personalizzazione avanzata rispetto a Drupal.Drupal o WordPress? Dipende da cosa ti serve.[Menù]Scegli WordPress se vuoi partire subito, con una curva di apprendimento bassa e un'interfaccia intuitiva.Scegli Drupal se hai bisogno di un CMS robusto, scalabile, estremamente flessibile e sei disposto a investire un po' di tempo per impararne la logica.Entrambi i sistemi hanno punti di forza e possono essere utilizzati con successo per costruire siti professionali. La vera domanda è: quale CMS si adatta meglio al tuo progetto?Video Youtube[Menù]Guarda il video Drupal vs WordPress su YoutubeIn questo video approfondisco i concetti e le differenze più importanti tra Drupal e WordPress.
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Il Self Publishing è la creazione e la pubblicazione di libri in formato elettronico, cartaceo o audio utilizzando il proprio computer, aggirando tutto il processo editoriale classico che sta dietro alla vendita di un'opera frutto del proprio ingegno intellettuale. In pratica si diventa editori di se stessi. È stato possibile grazie a internet e a una serie di portali nazionali e internazionali che permettono la realizzazione di questa fantastica opportunità. Tra questi lo store di Amazon KDP (Kindle Direct Publishing) è sicuramente uno dei più importanti.Il funzionamento del Self Publishing Amazon è semplice e può essere sintetizzato in questi brevi passaggi:1) Essere esperti di un argomento che può spaziare tra i più vari… letteratura, romanzi, nozioni tecniche, scientifiche ecc.2) Utilizzare gli strumenti di creazione, pubblicazione e distribuzione messi a disposizione da soggetti come ad esempio il già citato Amazon KDP per iniziare la propria avventura editoriale.3) Guadagnare le giuste royalty dalla vendita delle proprie opere.Indice dei contenutiCosa è il Self PublishingDistorsioni del meccanismo in Italia e nel mondo…non tutto è oro ciò che luccica!Self Publishing Amazon…sveglia!Self Publishing Amazon…secondo Google!Self Publishing e fiscoVoglia di scrivere, pazienza e impegno costante non sono comunque elementi secondari in questo processo di creazione editoriale!Per certi aspetti si è aperta una grande opportunità per molti autori… una specie di rivoluzione nel campo dell'editoria… quella di autopubblicare in poco tempo e da soli le proprie opere trasmettendo ad altri il proprio sapere. E l'originalità sta proprio in questo… trasmettere agli altri quello che sappiamo fare bene, sia esso raccontare una storia, una raccolta di poesie o un corso tecnico scientifico.[ torna al menu ]Il Self Publishing è dunque molto più di una semplice opportunità commerciale: è uno strumento per democratizzare la conoscenza e dare voce a chiunque abbia qualcosa di autentico da dire. Prima di addentrarci nelle distorsioni del sistema, vale la pena fissare bene questo concetto di base.Distorsioni del meccanismo in Italia e nel mondo[ torna al menu ]Il business è diventato ben presto vasto e ghiotto e come avviene in tutti questi casi sul dolce miele non si posano solo le api ma anche altri tipi di insetti.Si sono sviluppati a livello internazionale perlopiù soggetti che promettono di accorciare e semplificare questo processo produttivo delle 3 fasi che ho descritto poco sopra… furbetti che hanno creato un metodo (adatto a tutti…) per "fare soldi" (tanti soldi) con il self publishing (di Amazon soprattutto). Ora questi soggetti stanno spuntando come funghi anche in Italia e non sono certo i primissimi a livello internazionale!Non voglio dire nomi e cognomi ma basta fare una semplice ricerca su Google ed usciranno tutti fuori, dal big all'ultimo ragazzotto della catena (di S. Antonio)… promettono di accorciare con il loro metodo il processo del self publishing e realizzare una montagna di soldi… è possibile tutto ciò? Vediamolo insieme.Fase 1) Non occorre essere esperti di un bel niente… basta solo trovare argomenti sull'onda del mercato, quello che loro chiamano "ricerca delle keywords profittevoli"… e seguire precisamente il metodo che dice di affidarsi a società terze (società di ghostwriting) che solo loro conoscono bene, le quali grazie al vasto serbatoio di scrittori (ghostwriter) che attiveranno a comando faranno il lavoro sporco di scrittura delle opere — su argomenti di cui nessuno è esperto ma che sono generati da ricerche ritenute il trend del momento.Il mercato di riferimento sarà quello internazionale… Amazon.com e non .it… dove ci sono le maggiori opportunità. Le opere immesse in questo mercato sono piccoli opuscoli con poche informazioni vendute a prezzo basso nel formato elettronico, cartaceo e audio e scritte sotto pseudonimo… ecco perché non troverete mai su Amazon opere con il nome e cognome di questi benefattori che vi promettono faraonici guadagni seguendo il loro metodo.Fase 2) Non occorre nemmeno utilizzare da soli gli strumenti di self publishing messi a disposizione da Amazon… per realizzare i propri desideri ci saranno sempre queste fantomatiche società di ghostwriting (che nessuno nomina gratuitamente ma sono ben racchiuse nel loro metodo) le quali penseranno a tutto, anche alla creazione delle copertine di vendita e alla pubblicazione delle opere nel circuito internazionale di Amazon. E le opere, essendo immesse soprattutto nel mercato americano, saranno scritte in inglese — per cui non è importante essere esperti in questa lingua poiché ci saranno scrittori madrelingua a pensare anche a questo.E cosa volere di più… l'autore è accompagnato per mano… e vedrà magicamente materializzare le idee dalla propria mente alle opere finali, immesse nel circuito di vendita senza fare quasi niente, per passare con somma soddisfazione all'ultima fase… la 3 (quella delle tanto agognate royalty di Amazon)… questo meccanismo sembra meglio della lampada di Aladino… il desiderio che si trasforma in realtà.STOP! FERMI TUTTI… A QUESTO PUNTO DELLA SCENA C'È UN ALTRO PICCOLO PASSAGGIO DA SODDISFARE prima della fase 3… Quale?La fase intermedia tra la 2 e la 3, cioè quella che separa il desiderio che deve materializzarsi in realtà attraverso tanti soldini che dovrebbero entrare nelle tasche di pseudo scrittori… è quella più importante per i soggetti creatori del famoso e infallibile metodo e che si potrebbe racchiudere nel famoso motto:Pagare moneta… Vedere Cammello 🐪È la fase 2,5… diciamo!Ebbene sì… prima di strusciare la lampada di Aladino per vedere realizzato il vostro desiderio di immensi guadagni dalle vostre opere (scritte e realizzate da altri 😀) dovrete strusciare i soldi dal vostro portafogli 😂 una lampada di Aladino tutta umana e per nulla magica… le informazioni "segrete" per diventare ricchi si pagano! e a caro prezzo! 😬Allora diciamola tutta per capire bene la verità…Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant'è profonda la tana del bianconiglio 🐇… scusate, sono andato off topic su Matrix 😉Forse non tanto però, perché il senso della questione è proprio questo: volete divulgare il vostro sapere e le vostre conoscenze ad altri diventando degli scrittori, oppure volete la cosa più umana e scontata del mondo, e cioè guadagnare e basta? A voi la scelta della pillola più giusta secondo le vostre intenzioni.…non tutto è oro ciò che luccica![ torna al menu ]Se avete l'ambizione dello scrittore, di trasmettere ad altri il vostro sapere in qualunque campo, il metodo del self publishing professato da questi guru del settore… non sarà utile alla vostra opera. Al contrario, se cercate solo il miraggio di enormi guadagni senza che il prodotto finale sia farina del vostro sacco, accettate pure la sfida — a vostro rischio e pericolo!Questo perché avrete a che fare con un metodo uguale per tutti e dunque con probabili dosi di fallimento… dopo aver strusciato pesanti soldini per seguire il loro metodo vi sentirete dire "seguite minuziosamente i nostri consigli perché noi abbiamo già fatto il lavoro sporco per trasmettere a voi il metodo"… naturalmente se qualcosa non dovesse andare per il giusto verso è facile dire che i loro insegnamenti sono stati fuorviati o interpretati male!Il prodotto finale non sono le vostre opere — che tra l'altro saranno create da altri sotto pseudonimo — il prodotto finale siete proprio voi stessi! A questi soggetti non interessa produrre opere di self publishing ma vendere i loro corsi (cioè il loro metodo) al più vasto pubblico possibile di persone che bramano solo di diventare ricche. Giocano dunque su questo aspetto dell'animo umano senza pensare che spesso, sparando nel mucchio, riescono a cogliere persone in stato di indigenza che vogliono migliorare il proprio tenore di vita, e gente che abbandona il lavoro convinta dalle parole diffuse spietatamente nei numerosi video prodotti da questi guru del self publishing (lo stesso meccanismo è sfruttato anche in altri settori come ad esempio il dropshipping).Spendono ore e ore davanti a una telecamera per promuoversi con video utili a convincere le persone ad acquistare il loro metodo vincente per diventare presto ricchi, sfoggiano sfondi meravigliosi alle loro spalle con ville, piscine, posti incantevoli… devono dare un senso di opulenza e ricchezza… devono trasmettere solo questo messaggio: "io ce l'ho fatta e anche tu puoi diventare ricco se acquisti il mio metodo di self publishing". E allora li vediamo sull'aereo — con posti rigorosamente di prima classe — raccontare la loro vita in diretta sui social tra uno champagnino e l'altro, atterrare e vivere nella terra promessa per la ricchezza e il business, che molto spesso è Dubai (finché il carro tira…), denigrare i nostri modi di vivere: "l'Italia è un paese provinciale", "la scuola è ai tempi della preistoria" ecc.Bene, se vi va di provare… comodi di farlo… ognuno è padrone delle proprie idee e soprattutto dei propri soldi. Se desiderate invece trasmettere il vostro sapere agli altri, state alla larga da questi soggetti.Chi fa il vero Self Publishing ha come obiettivo finale il prodotto che racchiude le informazioni da trasferire agli altri. È ovvio che alla fine comunque ci sarà un introito… anche i maestri e i professori sono pagati per il proprio lavoro. Possiamo anche farci aiutare in questo — ad esempio collaborare con un correttore di bozze, un grafico per le cover o un traduttore per distribuire la nostra conoscenza nei mercati internazionali — ma comunque il centro di tutto resta sempre l'opera finale frutto del nostro ingegno e non il miraggio dei facili guadagni attraverso creazioni scritte da altri con lo scopo di farle acquistare da onesti lettori. Questo non è il vero Self Publishing ma qualcosa ancora da definire bene! Un modo parassita di fare business con il Self Publishing!Self Publishing Amazon…sveglia![ torna al menu ]Ma dico io… Amazon cosa ci sta a fare in questo discorso?… DOVREBBE COMBATTERE QUESTO MODO DI FARE. E SONO CONVINTO CHE PRESTISSIMO AMAZON LO FARÀ!Lo sono perché così si viene a perdere la vera missione del self publishing, che non è il facile guadagno ma aiutare gli scrittori a creare e distribuire le proprie opere. Amazon ha iniziato come la più grande biblioteca online per poi estendersi a tutti gli altri settori dell'ecommerce. È impossibile che non veda questa deformazione del sistema.Prodighiamoci affinché questo avvenga il prima possibile… chiediamo ad Amazon di alzare lo standard qualitativo delle opere immesse da autori di self publishing e controllare più attentamente lo svilupparsi di questo fenomeno negativo che sminuisce il vero Self Publishing e dunque il nobile e originale obiettivo di Amazon.Self Publishing Amazon…secondo Google![ torna al menu ]E inoltre una tiratina di orecchie anche al più blasonato motore di ricerca… Google! Ci hanno spiegato che la SEO secondo Google negli ultimi tempi è quella di strutturare logicamente il contenuto per ottenere un posizionamento ottimizzato. Chi scrive articoli ad alto valore di contenuti, dando informazioni immediate e chiare agli utenti che le cercano, è privilegiato dalla SEO. Ebbene, fra le prime posizioni per le keywords "self publishing amazon" oppure "self publishing on amazon" appariranno video e articoli che ci spiegano come diventare ricchi da 0 a 100.000€ in poco tempo, come guadagnare senza aver mai scritto niente affidando il lavoro a scrittori fantasma, come insegnare ad altri queste pseudo tecniche di guadagno facile… con corsi e sessioni online.Immaginiamo un utente che cerca su Google "self publishing amazon" per informarsi perché ha sentito parlare di questo argomento: cosa troverà? In prima pagina, tra le primissime posizioni, video e articoli di guru e soggetti improvvisati che insegnano ad altri come diventare ricchi con il self publishing!Quale idea si farà l'utente alla ricerca di notizie? Che questo è il vero significato del self publishing? Che per iniziare questo lavoro è indispensabile acquistare uno dei tanti corsi online e farsi scrivere i libri da ghostwriter? Perché Google non mette tra le prime posizioni chi professa questa attività lealmente e senza scorciatoie di alcun tipo? Google è forse confuso sul vero significato del self publishing?Se fosse così c'è da preoccuparsi, perché dimostrerebbe uno strano comportamento dell'algoritmo dei motori di ricerca! Chi cerca il vero significato del termine "Self Publishing" dovrebbe come minimo trovare subito in prima pagina informazioni chiare senza dover dribblare tra i vari corsetti dei guru che ammiccano a futuri guadagni astronomici. 😱 Tanto per essere chiari, il vero significato del termine "Self Publishing Amazon" è semplicemente spiegato fra le prime righe di questo articolo!Acquistare un corso, far scrivere i libri da altri, farsi assistere in tutte le fasi di questo lavoro non è il vero Self Publishing. "Self" in inglese significa "se stesso": ora voi mi dite che cosa ci sarebbe di "Self" nei costosissimi corsi proposti dai guru del settore? E non troviamo giustificazioni di ogni sorta nel dire che scrivere un libro da autori "veri" oppure dopo aver acquistato un percorso programmato è "giocare su campionati diversi"… come ho letto su commenti in altri siti web che elogiano questo sfrenato business. Ecco, chiamiamolo in un altro modo: ad esempio "business su Amazon per la creazione di opere scritte da altri al solo scopo di guadagnare" — e non certo "Self Publishing"!Self Publishing e fisco[ torna al menu ]"Molti mi chiedono: 'Ma se non è un business di speculazione, allora cos'è? Come si gestisce legalmente?'In una versione precedente di questo articolo, affrontavo la questione fiscale con un approccio estremamente prudente, quasi timoroso. Mi ero lasciato influenzare da una visione puramente 'commerciale' e burocratica che, col senno di poi, rischiava di soffocare l'entusiasmo di chi vuole davvero produrre valore.Oggi, con una maggiore consapevolezza e anni di esperienza sul campo, voglio fare chiarezza su un punto fondamentale che spesso viene ignorato dai 'guru' e dai commercialisti troppo cauti: il confine tra attività commerciale e Diritto d'Autore.""Il Self-Publishing non è la vendita di un prodotto fisico qualsiasi; è la concessione dei diritti di sfruttamento economico di un'opera dell'ingegno. Questo cambia tutto.Mentre i 'furbetti' si scontrano con le complessità di gestire un business basato su volumi e algoritmi (spesso finendo in zone grigie fiscali), l'Autore che pubblica contenuti di valore ha una strada maestra tracciata dalla legge:La tutela dell'Opera: Il fisco italiano riconosce un valore speciale alla creatività. I redditi derivanti dal diritto d'autore non sono equiparabili alla vendita di bulloni o all'e-commerce puro. Godono di una deduzione forfettaria delle spese (del 25% o addirittura del 40% per gli under 35) che semplifica enormemente la gestione.Uscire dalla 'Paura della P.IVA': Per chi inizia o per chi scrive come attività complementare, non è sempre necessario lo spauracchio della Camera di Commercio o dei contributi INPS fissi da commerciante — che sono spesso il motivo per cui molti rinunciano a priori. Se l'attività rimane nell'alveo della creazione intellettuale e del diritto d'autore, le regole sono diverse, più umane e decisamente più sostenibili.Dall'Ansia alla Libertà: Smettere di guardare il Self-Publishing solo attraverso la lente del "fisco punitivo" mi ha permesso di tornare a scrivere e a creare corsi. La protezione del Diritto d'Autore è lo scudo che permette a noi creatori di concentrarci sulla qualità, lasciando la guerra dei prezzi e delle keyword agli speculatori.Quindi, se sei qui perché vuoi creare qualcosa di tuo, non farti bloccare dai timori burocratici che io stesso avevo alimentato in passato. Il mercato si sta ripulendo: Amazon sta premiando la qualità e le leggi tutelano chi crea valore reale."Un elemento sulle distorsioni del significato del Self Publishing è tratto da un interessante articolo scritto dalla Dottoressa Loredana de Michelis e che si trova nel suo blog al seguente link:Corsi per guadagnare con il selfpublishing: la solita fuffaQuesto articolo del blog è stato pubblicato nel 2019 con un altro CMS e ultimamente revisionato. Ha riportato 10 importanti commenti. Con la nuova piattaforma Drupal, per motivi tecnici, abbiamo deciso di resettare tutti i commenti e le risposte inserite in calce all'articolo.
XAMPP è un web server gratuito che puoi installare direttamente sul tuo computer Windows, senza bisogno di un hosting esterno. È lo strumento che utilizziamo per tutte le prove pratiche dell'ebook PHP + MySQL Facile: Corso pratico al 100%.In questo articolo trovi tutti i passaggi dell'installazione. Se preferisci seguire in video, lo trovi qui sopra.Scaricare XAMPPSul sito ufficiale di XAMPP puoi scegliere la versione per il tuo sistema operativo: Windows, Linux o OSX. Per questa guida utilizziamo Windows.Clicca sull'icona di download corrispondente e il download partirà automaticamente. Se non vuoi attendere il contatore, clicca direttamente sulla voce di menù Scarica. Una volta completato, salva il file e avvia l'installazione.Installazione: attenzione al firewallDurante l'installazione potrebbero apparire degli alert da parte del firewall di Windows. È normale: devi accettare e dare il consenso ogni volta che ti viene richiesto, altrimenti il server non funzionerà correttamente.Avviare il web serverUna volta installato XAMPP, apri il pannello di controllo e avvia i due servizi principali:Apache (il server web)MySQL (il database)Clicca sul pulsante Start accanto a ciascuno dei due.Noterai che XAMPP utilizza la porta 80 e la porta 443. Se hai installato sul computer software come Microsoft Teams, Zoom o Google Meet, potrebbe verificarsi un conflitto su queste porte. In quel caso segui le indicazioni che compaiono a schermo per liberare le porte e dare i permessi necessari.Verificare che funzioni tuttoPer controllare che il server sia attivo, apri il browser e digita nella barra degli indirizzi:localhostSe vedi la pagina di benvenuto di XAMPP, significa che tutto funziona correttamente. Il tuo web server locale è operativo.Dove vengono pubblicati i fileXAMPP si installa nella cartella C:\xampp del tuo computer. Tra tutte le sottocartelle, quella fondamentale per il nostro lavoro è:C:\xampp\htdocsÈ qui che devi copiare i tuoi file PHP per farli girare sul server locale. Nella cartella htdocs puoi creare una sottocartella dedicata al tuo progetto — nel video vedrete ad esempio una cartella php_course che contiene già i file delle prove dell'ebook.Il passo successivo: l'ebook PHP + MySQL FacileOra che hai XAMPP installato e funzionante, sei pronto per iniziare a scrivere PHP e interrogare un database MySQL direttamente sul tuo computer.Tutte le prove pratiche che trovi in questo articolo e nel video corrispondente sono tratte dall'ebook PHP + MySQL Facile: Corso pratico al 100%. Puoi scaricare gratis l'anteprima dei primi due capitoli direttamente dalla pagina dell'ebook.Rimani aggiornatoSe vuoi ricevere aggiornamenti sull'ebook e sui nuovi contenuti del sito, puoi iscriverti alla newsletter gratuita. Potrai anche interagire direttamente con l'autore per domande e approfondimenti.Questo articolo è tratto dalla trascrizione del video tutorial disponibile sul canale YouTube di progettimultimediali.com.In questo video ti mostro come scaricare e installare XAMPP sul tuo computer Windows, il web server locale che utilizziamo per tutte le prove pratiche dell'ebook PHP + MySQL Facile.
⏱ 0:19Come scaricare XAMPP dal sito ufficiale e avviare l'installazione su Windows⏱ 1:27Come avviare Apache e MySQL dal pannello XAMPP e gestire i conflitti di porta⏱ 2:49Dove trovare la cartella htdocs e come pubblicare i tuoi file PHP sul server locale📘 PHP + MySQL Facile: Corso pratico al 100%Impara a dominare PHP e MySQL partendo dalle basi.Contiene esempi Pratici al 100%! Clicca qui o sull'immagine per accedere all'ebookdi Daniele Venditti
Perché imparare PHP e MySQL oggi? (Guida pratica 2026)Pubblicato originariamente nel 2021 e integralmente revisionato nel Marzo 2026 per riflettere le nuove tecnologie e il lancio del nuovo manuale "PHP + MySQL Facile".Molti webmaster iniziano il loro percorso con WordPress. Installano temi, configurano plugin e vedono il sito funzionare. Ma cosa succede quando un plugin si rompe o quando il cliente chiede una personalizzazione che non esiste sul mercato?È qui che conoscere il "motore" del web fa la differenza. Gestire il linguaggio PHP in connessione con un Database MySQL non è solo una competenza tecnica: è la chiave per smettere di essere un semplice "installatore" e diventare un vero sviluppatore web.Dal codice ai CMS professionali (come Drupal)Oggi l'intelligenza artificiale può scrivere righe di codice, ma non può progettare l'architettura di un dato o capire come un database si interfaccia profondamente con un CMS professionale. Capire come WordPress o Drupal gestiscono i tuoi contenuti "sotto il cofano" ti mette in una posizione di vantaggio competitivo enorme.Cosa imparerai nel percorso praticoIl mio metodo di insegnamento è da sempre pratico al 100%. Invece di perdersi in teoria astratta, il percorso si snoda attraverso esercitazioni reali che puoi testare subito sul tuo computer (usando strumenti gratuiti come XAMPP o MAMP).Ecco i pilastri fondamentali per chi vuole iniziare:Le basi del linguaggio: Variabili, flussi di controllo (IF...ELSE) e gestione dei dati.Il Database MySQL: Creazione di tabelle e gestione dei dati tramite PHPMyAdmin.L'interazione Web: Inserire, modificare e cancellare informazioni nel database tramite interfacce create da te.Sicurezza e Sessioni: Creare aree riservate e gestire i login in modo sicuro.Il salto di qualità: L'Ebook 2026Questo articolo è nato anni fa come sintesi di un corso online. Oggi, quel materiale è stato completamente riscritto, aggiornato alle ultime versioni di PHP 8.x e arricchito con una lezione speciale su come questi concetti si applicano ai moderni sistemi professionali.Se vuoi davvero padroneggiare queste tecnologie e non dipendere più dai limiti dei plugin pre-confezionati, ti invito a scoprire la nuova edizione del manuale.📘 PHP + MySQL Facile: Corso pratico al 100%Impara a dominare PHP e MySQL partendo dalle basi.Contiene esempi Pratici al 100%! Clicca qui o sull'immagine per accedere all'ebook di Daniele Venditti
Le Variabili in PHP: Il pilastro della programmazione dinamicaUn aspetto fondamentale del linguaggio PHP è quello di “Variabile” (concetto comune a quasi tutti i linguaggi di programmazione). Per scrivere un codice pulito, intuitivo e scalabile, padroneggiare le variabili è il primo passo indispensabile.Cos'è una variabile?In PHP, una variabile è rappresentata dal simbolo del dollaro $ seguito dal nome che scegliamo. Possiamo immaginarla come un contenitore di dati. Ad esempio:$messaggio = "Ciao";In questo caso, abbiamo creato un contenitore chiamato $messaggio che contiene la parola "Ciao".Regole d'oro per la sintassiPer evitare errori nel codice, ricorda che il nome di una variabile:Non deve iniziare con uno spazio o contenere spazi interni (usa l'underscore _ per separare le parole, es: $nome_utente).Non deve iniziare con un numero.È Case-Sensitive: $Variabile è diversa da $variabile.Un esempio pratico:<?php
$nome = "Mario";
$cognome = "Rossi";
$sitoweb = "www.progettimultimediali.com";
echo "<p style='text-align:center;'>Benvenuti nel mio sito web: $sitoweb</p>";
echo "<p style='text-align:center;'>Realizzato da $nome $cognome</p>";
?>Cosa succede nel codice?Il codice inizia con: <?php e si chiude con ?>Abbiamo dichiarato tre variabili: $nome, $cognome e $sitoweb.L'istruzione echo serve a mostrare a video i risultati.Gli strumenti per programmare oggiUn tempo si usava il semplice Notepad di Windows o Notepad++. Oggi lo standard professionale è Visual Studio Code (VS Code), un editor gratuito che ti aiuta a colorare il codice e a trovare gli errori all'istante.Una volta scritto il file, salvalo sempre con l'estensione .php (es: prova1.php).Testare il codice: Dal server remoto all'ambiente localeInvece di caricare ogni piccola modifica via FTP su un provider esterno (come Altervista), oggi gli sviluppatori preferiscono testare tutto sul proprio PC usando ambienti locali come XAMPP o DDEV. Questi programmi simulano un server reale sul tuo computer, permettendoti di vedere il risultato istantaneamente all'indirizzo http://localhost/prova1.php.Quando visualizzerai la pagina nel browser, non vedrai traccia del codice PHP: il server lo elabora e restituisce all'utente solo puro HTML.Concatenare le variabiliÈ possibile unire più variabili tra loro per semplificare il codice. Per farlo si usa l'operatore punto (.):<?php
$nome = "Mario";
$cognome = "Rossi";
// Concateniamo nome e cognome in una nuova variabile
$nome_completo = $nome . " " . $cognome;
echo "Realizzato da $nome_completo";
?>La sintassi $nome . $cognome serve a "incollare" le stringhe. Nota che per le variabili concatenate non si usano le virgolette intorno ai nomi delle variabili, ma solo per gli eventuali spazi aggiunti.Se vuoi approfondire questi concetti accedi all'Ebook PHP + MySQL Facile: 📘 PHP + MySQL Facile: Corso pratico al 100%Impara a dominare PHP e MySQL partendo dalle basi.Contiene esempi Pratici al 100%! Clicca qui o sull'immagine per accedere all'ebook di Daniele Venditti
Programmare in PHP: Le Basi e il Funzionamento del Web DinamicoPrima di immergersi nella scrittura del codice, è fondamentale comprendere come PHP interagisce con il sistema web. La prima distinzione da fare è tra applicazioni “Stand-alone” e “Embedded”.Applicazioni Stand-alone: Sono software in grado di funzionare autonomamente sul sistema operativo senza bisogno di altri programmi "ospiti". Un esempio tipico sono i linguaggi come il C++ o Rust, che generano file eseguibili direttamente dall'utente.Applicazioni Embedded: Il codice ha bisogno di un altro software per essere eseguito. HTML, JavaScript e PHP appartengono a questa categoria. In particolare, il PHP vive "incorporato" all'interno del server web.L'ecosistema del Web DinamicoPer far funzionare un sito moderno, entrano in gioco tre elementi chiave che lavorano in sinergia:Il Browser: (Chrome, Firefox, Safari, Edge) Lo strumento con cui l'utente visualizza il sito.Il Server Web: (Solitamente Apache o Nginx su sistemi Linux). È lo spazio dove risiedono fisicamente i file del sito.Il Database: (MySQL o MariaDB). È il "grande magazzino" dove sono archiviate tutte le informazioni (articoli, utenti, commenti) che vengono recuperate e assemblate in tempo reale.Cos'è il PHP?PHP (acronimo ricorsivo per PHP: Hypertext Preprocessor) è un linguaggio di scripting open source nato per lo sviluppo web. La sua forza è la capacità di essere integrato direttamente nell'HTML.A differenza del JavaScript (che viene eseguito sul computer dell'utente), il PHP viene eseguito interamente sul server. L'utente riceve solo il risultato finale in formato HTML e non potrà mai vedere il codice sorgente PHP originale. Questo garantisce sicurezza e potenza di calcolo.Sito Statico vs Sito DinamicoCaso 1 (Sito Statico - Solo HTML): È una comunicazione diretta tra Browser e Server. Il server invia il file così com'è memorizzato. Non c'è elaborazione: la pagina è uguale per tutti e non cambia mai finché non viene modificato il file manualmente.Caso 2 (Sito Dinamico - PHP & MySQL): La pagina viene elaborata dal server prima di essere inviata al browser. Ad esempio, in un modulo contatti o in un'area riservata, il PHP riceve i dati, comunica con il database, verifica le informazioni e "costruisce" la pagina HTML su misura per l'utente in quel preciso istante.Lo spazio di lavoro: Preparare l'ambiente di sviluppoUn tempo per imparare si usavano servizi hosting gratuiti online o il semplice "Blocco Note". Oggi, per lavorare come i professionisti, la strada è diversa:L'Editor di Codice: Dimentica il Blocco Note. Oggi usiamo Visual Studio Code (VS Code). È gratuito, leggero e ti aiuta a scrivere il codice senza errori, evidenziando la sintassi e suggerendo i comandi.L'Ambiente Locale: Invece di caricare file via FTP su provider esterni per ogni prova, installiamo sul nostro PC software come XAMPP o DDEV. Questi programmi trasformano il tuo computer in un vero server locale, permettendoti di testare il codice PHP e il database MySQL istantaneamente, anche senza connessione internet.La struttura di una pagina PHPOgni pagina PHP deve rispettare una sintassi precisa. Per "entrare" in modalità programmazione, usiamo il tag di apertura <?php e per uscirne il tag di chiusura ?>. Tutto ciò che sta all'esterno di questi tag viene trattato dal server come semplice testo o HTML.La tua prima pagina PHP: Pratica e PubblicazionePer capire come il server elabora il codice, creiamo un file che unisca la struttura standard dell'HTML con la potenza del PHP.Il Codice<?php echo "La mia prima pagina web in HTML con PHP"; ?>
<html lang="it">
<head>
<meta charset="UTF-8">
<title>La mia prima pagina con PHP</title>
</head>
<body>
<h1>Risultato del server:</h1>
<?php echo "La mia prima pagina web in HTML con PHP"; ?>
</body>
</html>Nota tecnica: Abbiamo usato <?php echo ...; ?>. Ricorda che in PHP moderno le istruzioni sono case-sensitive ed è fondamentale usare le virgolette dritte ", non quelle curve dei programmi di scrittura.Salvataggio e CaricamentoSalva il file sul tuo computer con il nome: prima.php.Regola d'oro: Usa sempre lettere minuscole. I server Linux (usati dalla quasi totalità dei provider come Altervista o quelli professionali) distinguono tra Prima.php e prima.php. Usare il minuscolo ti eviterà molti errori di "Pagina non trovata".Come pubblicare il file nel 2026Ambiente Locale (Consigliato): Se hai installato XAMPP o DDEV, ti basta spostare il file nella cartella locale del server (es. htdocs) e digitare localhost/prima.php nel browser. È il metodo più veloce perché non devi aspettare il caricamento online.Il risultato finaleUna volta digitato l'indirizzo URL nel browser (es: www.tuosito.it/prima.php), vedrai apparire la frase:La mia prima pagina web in HTML con PHPCosa succede "dietro le quinte"?Se clicchi con il tasto destro sulla pagina e selezioni "Visualizza sorgente pagina", noterai qualcosa di magico: la riga <?php echo ...; ?> è completamente scomparsa. Al suo posto troverai solo il testo pulito.Questo succede perché il server ha "letto" il PHP, ha eseguito l'istruzione e ha inviato al tuo browser solo il risultato finale in HTML. L'utente finale non vedrà mai la logica o il codice che hai scritto nel server: questo è il segreto della sicurezza e della dinamicità del PHP!Puoi approfondire i concetti:📘 PHP + MySQL Facile: Corso pratico al 100%Impara a dominare PHP e MySQL partendo dalle basi.Contiene esempi Pratici al 100%! Clicca qui o sull'immagine per accedere all'ebookdi Daniele Venditti
PHP + MySQL Facile: Corso pratico al 100%, dal codice a Drupal, per chi usa WordPress e vuole andare oltre.Hai iniziato con WordPress. Probabilmente come tutti.Un giorno hai installato un tema, poi un plugin, poi un altro. Il sito funzionava, il cliente era contento, e tu ti sentivi un professionista del web. E lo eri, non c'è nulla di sbagliato in questo.Ma ad un certo punto qualcosa è cambiato.Forse hai notato che i siti che realizzi cominciano ad assomigliarsi tutti. Forse un plugin si è rotto dopo un aggiornamento e hai passato ore a capire perché. Forse hai visto arrivare l'intelligenza artificiale e hai pensato: *"Se chiunque può creare un sito con un prompt, cosa rimane del mio lavoro?"*Queste domande non nascono per caso. Nascono perché sei una persona curiosa, che vuole capire davvero le cose. E questa è esattamente la caratteristica che ti ha portato qui.Quello che WordPress non ti ha mai mostratoWordPress è uno strumento eccellente. Lo dico senza ironia. Ha permesso a milioni di persone di costruire siti web senza scrivere una riga di codice, e questo è stato rivoluzionario.Ma c'è un prezzo da pagare per tutta questa comodità: non hai mai visto cosa succede sotto il cofano.Ogni volta che scrivi un articolo e clicchi su "Pubblica", WordPress esegue in automatico decine di operazioni in PHP e MySQL. Prende il tuo testo, lo inserisce in un database, lo collega a categorie e tag, aggiorna gli indici di ricerca interni. Tutto in pochi millisecondi, tutto invisibile a te.Questo libro ti mostra esattamente cosa succede in quei millisecondi.Non per rendere le cose più complicate. Ma perché chi capisce il motore guida meglio la macchina. E soprattutto, può scegliere una macchina diversa quando quella che ha non basta più.Perché proprio adessoIl web sta cambiando velocemente. L'intelligenza artificiale genera contenuti, e la figura del webmaster "tuttofare" è sotto pressione come non mai.In questo scenario ci sono due strade.La prima è restare dove sei, aggiungere plugin, sperare che il prossimo aggiornamento non rompa nulla, e competere su un mercato sempre più affollato e sempre meno remunerativo.La seconda è capire davvero come funziona il web, costruire competenze solide che nessuna intelligenza artificiale può sostituire, e fare il salto verso strumenti professionali che ti mettono in una categoria diversa.Questo libro è per chi sceglie la seconda strada.Come è strutturato questo libroIl percorso è diviso in nove lezioni pratiche.Nelle prime otto imparerai PHP e MySQL partendo da zero, o quasi. Se hai già qualche nozione di HTML non avrai difficoltà. Se invece non hai mai scritto una riga di codice, non preoccuparti: ho scritto questo libro pensando esattamente a te.Ogni lezione costruisce sulle precedenti. Non troverai teoria fine a se stessa. Ogni concetto viene spiegato e subito applicato con un esempio reale che puoi provare sul tuo computer.La nona lezione è quella che preferisco. Metteremo insieme tutto quello che hai imparato e ti mostrerò come PHP e MySQL siano il motore di un CMS professionale come Drupal, uno strumento che oggi usano università, governi e grandi aziende in tutto il mondo, e che rappresenta il naturale passo successivo per chi vuole lavorare sul web a un livello diverso.Gli strumenti che useremoA differenza della prima edizione di questo libro, non utilizzeremo uno spazio hosting esterno per le esercitazioni. Tutto il lavoro si svolgerà sul tuo computer, in locale, grazie a XAMPP (Windows) o MAMP (Mac), software gratuiti che installano un server web completo di PHP e MySQL direttamente sulla tua macchina.Questo significa che puoi lavorare ovunque, senza dipendere da connessioni internet o account esterni. Quando sei pronto a portare il tuo lavoro online, il passaggio è semplice.Per scrivere il codice useremo un editor di testo. Ti consiglio Visual Studio Code, gratuito e disponibile per tutti i sistemi operativi, oppure il classico Notepad++ se sei già abituato.Una nota personaleHo scritto la prima versione di questo libro nel 2014. All'epoca funzionò bene: molti lettori mi scrissero che era stato il punto di partenza per una carriera nel web.Oggi lo riscrivo da zero, non solo per aggiornare il codice, ma perché il contesto è completamente cambiato. Chi lavora con il web nel 2026 ha bisogno di competenze diverse, di una visione più ampia, e di strumenti che tengano il passo con un settore in continua evoluzione.Quello che non è cambiato è l'approccio: pratico al 100%, senza fronzoli, con esempi reali che funzionano davvero.Daniele Venditti progettimultimediali.comLeggi l'anteprima del libro su Amazon KDPAcquistalo su Amazon KDP oppure leggilo GRATIS su Kindle unlimited https://www.amazon.it/dp/B0GS3TZT5TEnglish Versionhttps://www.amazon.com/dp/B0GSHCR2ZD📘 Risorse Gratuite e Anteprime del PercorsoSe vuoi testare la qualità tecnica del manuale prima dell'acquisto, ho preparato per te alcuni articoli di approfondimento che toccano i punti più importanti del corso PHP MYSQL:Imparare PHP MYSQL - Guida PraticaLe Variabili in PHPProgrammare in PHP - Le basiCome installare XAMPP su Windows per fare pratica con PHP e MySQLQuesti articoli sono tratti direttamente dai capitoli tecnici dell'ebook "PHP + MySQL Facile: Corso pratico al 100%, dal codice a Drupal, per chi usa WordPress e vuole andare oltre.".
📘 DRUPAL Opens MindsOltre i limiti di WordPressHo scritto questo ebook pensando esattamente a te: un professionista che mastica WordPress ogni giorno, ma che sente il bisogno di andare oltre e vuole capire Drupal senza impazzire tra tecnicismi inutili.Dimentica i manuali tecnici pesanti e indigesti. Questo non lo è.L'ho costruito seguendo un percorso semplice e progressivo. Già durante la lettura ti accorgerai di avere tra le mani un modello pronto da testare, qualcosa che sembra quasi girare "su carta".Perché questo approccio?Perché voglio che tu capisca come usare Drupal prima ancora di installarlo. Imparerai a dare una struttura solida ai tuoi contenuti, a gestire i dati e a creare relazioni profonde senza dover dipendere immediatamente da righe di codice o moduli complessi.Oggi, nell'era dell'Intelligenza Artificiale, generare pagine è diventato alla portata di tutti. Ma saper progettare sistemi solidi e scalabili è la competenza che fa davvero la differenza tra un esecutore e un professionista.Se sei pronto a cambiare prospettiva, questo è il tuo punto di partenza.Leggi l'anteprima del libro su Amazon KDP
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