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Drupal non è per tutti, e va bene così. In un mondo dove alcuni cms più blasonati sono diventati sinonimo di “sito web”, Drupal ha scelto di rimanere un po’ più complicato, più esigente e più selettivo. Non si tratta di elitismo, ma di una questione di natura. Drupal non è progettato per semplificare la vita a chi cerca scorciatoie; è pensato per far crescere chi lo utilizza.
Questo articolo non è un invito gentile. Non è una guida per principianti. È un messaggio chiaro per chi capisce che un solo CMS, oggi, nell'era dell'AI non basta più.

Se hai lavorato con WordPress per anni, è probabile che tu sia diventato piuttosto veloce. Sai come muoverti, quali plugin utilizzare e come risolvere i problemi più comuni. E qui sta il punto. WordPress ti abitua alla ripetizione, non all’evoluzione. Ogni problema ha una soluzione pronta all'uso. Ogni limite viene aggirato, invece di essere affrontato. Ogni progetto finisce per somigliare a quello precedente, anche quando cerchi di convincerti del contrario.
Drupal cambia completamente questa dinamica. Con Drupal, non inizi mai dalla soluzione. Parti dal problema. Sei costretto a progettare seriamente. Devi capire cosa stai facendo, non solo dove cliccare. Ed è qui che avviene il primo vero cambiamento di mentalità.

Drupal non ti promette risultati rapidi. Non ti fa sentire subito produttivo. All’inizio può sembrare scomodo e frustante perchè indubbiamente rispetto ad altri cms ha una curva di apprendimento molto più ripida e ti fa mettere in discussione le tue competenze. Ma poi, qualcosa cambia perchè come si dice: le opportunità e le maggiori soddisfazioni sono nelle situazioni che manifestano maggiori sacrifici. E realizzi che quello che stai costruendo non è solo un sito, ma un vero e proprio sistema. Drupal non ti offre soluzioni pronte perché non vuole che tu diventi dipendente. Vuole che tu diventi autonomo. E quando questo scatto avviene, non torni più indietro e ti sembra aver fatto un enorme salto di qualità. 

Facciamo un esempio concreto: ACF e Views Immagina di avere un caso pratico, uno di quelli che chi lavora seriamente con WordPress conosce bene. Parliamo di Advanced Custom Fields. ACF è uno dei plugin più amati nell'ecosistema di WordPress, e non è difficile capire il perché: consente di creare campi personalizzati, strutturare contenuti più complessi e dare una forma decente a un sistema che, per sua natura, è un po' scarno in termini di struttura. Ma qui è importante fare una distinzione fondamentale. In WordPress, stai aggiungendo struttura dall'esterno. Stai appoggiando l'architettura dei contenuti su un plugin che non fa parte del core, che dipende da aggiornamenti, compatibilità, licenze e decisioni che non puoi controllare. 
In Drupal, invece, i campi non sono un'estensione. Sono il punto di partenza. Ogni contenuto, ogni entità, ogni relazione è pensata fin dall'inizio come un insieme di dati strutturati. Non stai costringendo il CMS a fare qualcosa per cui non è stato progettato: stai semplicemente utilizzando il suo modello naturale. Ed è qui che entra in gioco Views. Views è una parte fondamentale di Drupal. È così centrale che, senza Views, Drupal non sarebbe nemmeno Drupal. Views è, in sostanza, un costruttore di query. In modo visivo, senza dover scrivere codice, stai creando interrogazioni al database: scegli le entità, filtri i campi, definisci condizioni, ordini i risultati e decidi come e dove mostrarli. Nel mondo dei CMS, semplicemente, non esiste nulla di equivalente.

Nell’era dell’AI, il vero rischio è saper usare senza realmente capire. Oggi, l’AI ha abbattuto molte barriere tecniche. Tutto è diventato più veloce, più accessibile e più automatico. Ma proprio per questo motivo, chi ha una vera comprensione di ciò che sta facendo acquista un valore inestimabile. WordPress è come una monocultura: funziona finché tutto ruota attorno a lui. Drupal, invece, è un sistema. E chi impara a pensare in termini di sistemi diventa molto più difficile da sostituire.

Questo non è per tutti, e non deve esserlo. Se stai cercando comodità, scorciatoie e risultati immediati, allora Drupal non è la scelta giusta per te. Ma se senti che WordPress ti sta un po' stretto, che stai sempre seguendo gli stessi schemi e desideri crescere come professionista, non solo come esecutore, allora sei nel posto giusto. Drupal apre la mente. Non perché sia facile, ma perché ti spinge a diventare migliore.

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Circa un anno fa risposi in modo duro ad un post su un gruppo Facebook dedicato a WordPress. Il post era un attacco diretto a Drupal ed io risposi più o meno in questo modo: "Lasciate stare Drupal, lasciatelo ai professionisti, voi continuate a giocare con le costruzioni" Fui molto duro e poco riflessivo, se avessi contato fino a 10 magari...e poi in un gruppo Facebook dedicato a WordPress: "Daniele nella fossa dei leoni". Vi lascio solo immaginare cosa mi arrivò addosso! 😓

Qualche mese più tardi trovai su YouTube un video di un creator dal titolo "Drupal è meglio di Wordpress?" in risposta al mio post sul gruppo WordPress; Cercatelo voi se siete curiosi perchè io non inserirò alcun altro tipo di riferimento. La parte che mi interessa particolarmente è menzionata più o meno al minuto 2:40 del video e di cui riporto la fedele trascrizione estratta da YouTube:


(inizio trascrizione testo dal video YouTube) 

"una cosa che mi dà particolarmente fastidio è che sto leggendo nei commenti in giro in articoli in altri video in commenti sotto dei post a riguardo è questa convinzione che mi rendo conto sia molto radicata in tantissimi sviluppatori che chi offre il servizio web appoggiandosi a Wordpress non sia un professionista sia quindi qualcuno che gioca a fa Sto mestiere e non lo fa seriamente c'è un commento che ho trovato particolarmente fuori luogo dove veniva scritta una cosa di questo tipo:

"ma Lasciate stare Drupal Lasciatelo ai professionisti voi continuate a giocare con WordPress che va bene così" da dove nasce questa convinzione? Beh è logico che è il lato oscuro della medaglia di Wordpress:

"essendo così eh usabile e avendo a disposizione così tanta roba già pronta inevitabilmente WordPress viene utilizzato anche da cani e porci e in tante di queste situazioni i cani e porci sono webagency agenzie di comunicazione"

Comunque persone che si inventano un'attività e si propongono sul mercato sfruttando Wordpress e tutte le dinamiche che ci girano intorno per poter andare a realizzare cose che di fatto senza Wordpress non saprebbero fare e in questo non c'è niente di male appunto presupponendo però che chi lo fa abbia le competenze necessarie a poter gestire la piattaforma in maniera professionale perché come sempre non è mai lo strumento ma è l'uso che ne viene fatto Ecco questa roba qua a me viene da rispondere:

"Uh Che palle raga cioè questo Ego [BIP BIP] di tanti sviluppatori francamente mi ha abbastanza distrutto le palle poi voi sapete come la penso io..."

lavoro da tanti anni con WordPress sono consapevole di tutte le problema di Wordpress sono consapevole che c'è un mercato di persone che lo sfrutta lo usa senza saper fare professionalmente sto mestiere sono anche consapevole che..."

(fine trascrizione testo dal video YouTube) 


Almeno in quel giorno, quando il creator ha realizzato il video, gli ho involontariamente fornito uno spunto di riflessione reale. Uno di quelli che, al netto dei toni e delle reazioni emotive, meritano di essere affrontati con più calma e più profondità.

Perché è innegabile che, nell’era dell’intelligenza artificiale, certi dubbi su WordPress stiano iniziando a circolare sempre più spesso, anche all’interno della stessa community che per anni lo ha difeso senza esitazioni. Non si tratta di decretare vincitori o sconfitti, né di stabilire chi sia “professionista” e chi no. Sarebbe una semplificazione sterile, esattamente il tipo di semplificazione che ha alimentato quel commento scritto di getto.

Il punto vero, oggi, è un altro: il contesto è cambiato.
Gli strumenti stanno diventando sempre più accessibili, automatizzati, assistiti dall’AI. Molte attività che fino a pochi anni fa richiedevano competenze tecniche specifiche vengono ora svolte da sistemi che abbassano drasticamente la soglia di ingresso. Questo non è un male in sé, ma ha una conseguenza inevitabile: il valore del professionista non può più risiedere solo nello strumento che utilizza.

Ed è qui che il confronto tra WordPress e Drupal smette di essere una guerra ideologica e diventa una riflessione sul ruolo del developer oggi. WordPress ha avuto — e continua ad avere — un merito enorme: democratizzare il web. Drupal, dal canto suo, non ha mai avuto questa ambizione. Ha sempre richiesto studio, progettazione, responsabilità. Non perché sia “per pochi eletti”, ma perché nasce per contesti in cui la complessità non è un difetto da nascondere, bensì una caratteristica da governare.

Se quel video su YouTube che ho sicuramente ispirato ha avuto almeno un merito, è stato quello di riportare al centro una domanda che molti evitano:
cosa rende davvero un professionista tale, in un’epoca in cui il CMS, il page builder o l’AI fanno sempre più lavoro al posto nostro?

Ed è una domanda che vale la pena affrontare senza tifoserie, senza ego e — possibilmente — contando fino a dieci prima di premere “Invio”.

Daniele Venditti (Progettimultimdiali.com)


Vorrei iniziare questo post dedicato al CMS WordPress con due premesse. La prima sta nel titolo ed è racchiusa dalla parola “Forse” perché desidero essere ottimista e dunque pensare ad un futuro fiorente ancora possibile per WordPress. La seconda premessa nasce da una mia riflessione su vari aspetti e criticità di questo CMS che danno una lettura abbastanza oscura circa il futuro nell’utilizzo di WordPress come software ‘Open Source’ nella realizzazione di siti web. Questa mia riflessione, che cercherò di sviluppare nel corso di questo articolo, ha trovato conferme anche in rete. A tale scopo voglio iniziare con un post scritto su uno dei gruppi Facebook più seguiti e dedicato a WordPress:

 

INDICE ARGOMENTI ARTICOLO

 

 

 

WordPress è sicuramente il CMS più utilizzato al mondo per la realizzazione di siti web grazie alla sua facilità di gestione che ha permesso a tantissimi potenziali webmaster di adottarlo come strumento di utilizzo nella realizzazione di siti web. Essendo dunque un software di massa ha trovato innumerevoli sbocchi perché ha permesso di realizzare progetti web velocemente e in maniera professionale. Anche io ho ottenuto benefici non solo come strumento di utilizzo pratico ma anche come materiale di studio per i miei corsi online.
WordPress è nato come software per realizzare blog e devo dire che per questa caratteristica l’obiettivo è stato perfettamente raggiunto. Anche il mio sito/blog di Progettimultimediali.com è stato realizzato con WordPress. Poi però si è evoluto anche per essere utilizzato in altri scopi grazie alla flessibilità di espansione dei Plugin.
Queste estensioni hanno permesso di espandere le funzionalità del CMS e di trasformarlo in diverse applicazioni. Dai Plugin più semplici che ci permettono di realizzare slide, gallery fotograficche o Page builder come ‘Elementor’ a sistemi più complessi che ci permettono di avventurarci in progetti più ardidi come ad esempio un portale di commercio elettronico con il Plugin ‘Woocommerce’.
Questa caratteristica costituita dai Plugin sviluppati da diverse software house ha costituito un vantaggio ma anche una grande limitazione alla crescita e alle prospettive future di WordPress.
Una sorte negativa che già è toccata ad altri CMS precedenti come Joomla con le estensioni formate da componenti, moduli e plugin.
Molti dei Plugin di WordPress è solo in parte gratuito, le estensioni sono infatti limitate nell’utilizzo e prevedono costi spesso in abbonamento per le versioni premium e questa situazione investe anche i temi grafici.
Ci sono poi estensioni completamente gratuite ma che prevedono altri Plugin di corredo come un vero e proprio ecosistema di collegamento. Woocommerce è un classico esempio di questa situazione con centinaia di plugin a pagamento che vanno a completare l’estensione principale concessa gratuitamente.
È come un gioco di seduzione…ci consentono di utilizzare gratis la funzionalità principale dei Plugin per poi rifilarci tantissime altre estensioni a pagamento per completare il nostro lavoro di costruzione dei siti web.
Questa caratteristica ha comportato una specie di appiattimento cerebrale nello sviluppo di siti web; tutto è possibile fino a quando le esigenze diventano più complicate e a questo punto si andrà alla ricerca del solito Plugin che risolverà il problema anche se a pagamento. Il sistema poi è diventato ancora più subdolo perché molte estensioni sono concesse sotto forma di abbonamento annuale e spesso con costi abbastanza onerosi.
Ormai WordPress è prigioniero del mondo dei Plugin una specie di ricatto continuo che investe tantissimi utilizzatori del CMS soprattutto di coloro che si sono avventurati in questo mondo senza avere un background di programmazione con codice PHP, CSS, e JavaScript alle spalle.
Dunque si và alla ricerca del Plugin che possa risolvere il problema di turno, gratuito o a pagamento che sia, o nei casi più estremi anche un’estensione ‘Pezzotta’ o ‘nulled’ come si dice tecnicamente…ma qui apriamo un altro discorso nel sottobosco di WordPress dove per il momento preferirei non addentrarmi.
È un po’ come giocare con le costruzioni dove i plugin sono gli elementi che utilizziamo per assemblare il progetto finale e se non troviamo i mattoncini giusti rincorriamo qualunque metodo per ottenerlo.
Questa caratteristica di WordPress ha visto paradossalmente far lievitare i costi di realizzazione dei siti web. Da strumento in origine Open source a prodotto a pagamento con il sistema dei Plugin i cui costi immancabilmente vengono girati verso il cliente finale.
Succederà presto che WordPress non sarà più conveniente ed allora occorrerà guardarsi intorno alla ricerca di altre drastiche soluzioni possibili.

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Automattic vs WpEngine

 

 

Recentemente, una controversia ha scosso il mondo dell’open source, mettendo a confronto Automattic, l’azienda dietro WordPress, e WP Engine, sviluppatore del popolare plugin ACF. La disputa ha suscitato grande clamore, culminando con una delle due parti che ha deciso di ritirarsi dalla contesa, rivendicando diritti sul controllo di WordPress.”

In pratica WpEngine è stata definita da Automattic come “Un cancro per Wodpress” che nei vari anni ha rubato risorse e prestigio senza apportare alcun supporto vantaggioso per il CMS. Gli utenti sono stati confusi da una comunicazione fuorviante che ha indotto a credere che ACF fosse parte integrante del progetto Worpress.
Sono partite richieste e minacce legali da parte di Automattic verso WpEngine per chiedere una licenza d’uso su WordPress per il mantenimento delle applicazioni gestite da WpEngine all’interno del Repository.
Ricordiamo che ACF è uno dei Plugin più importanti nell’ecosistema di WordPress perchè permette di estendere le funzionalità del core (nato per essere un gestore di Blog) donando al CMS personalizzazione e flessibilità. In pratica con ACF i costruttori di siti web possono agire nel sistema con l’inserimento di campi di vario tipo (testo, immagini, file, date etc) come input di dati e visualizzarli in modo personalizzato (considerate comunque che il CMS Drupal con i moduli CCK+Views già integrati nel core è avanti anni luce dal Plugin ACF in WordPress e simili e questa diatriba non avrebbe modo di esistereCorso Drupal).
Automattic ha imposto la propria autorità cancellando il Plugin dai Repository di Wordrpress nel backend del CMS, per motivazioni di sicurezza, e creando un Plugin analogo con il nome di SCF.

Tutta questa situazione ha disorientato la comunità dei produttori di Plugin e anche degli utenti finali aprendo scenari oscuri sul futuro della piattaforma di WordPress.

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Progetto pratico – costruzione di un Form di registrazione personalizzato per Woocommerce tramite AI e codice PHP

 

 

 

Torniamo adesso al problema principale legato alla diffusione di wordpress come software di massa per lo sviluppo di siti web in relazione all’offerta di estensioni spesso a pagamento o parzialmente gratuite.
Partiamo da un’esperienza personale…un’azienda che ci ha chiesto di realizzare un modulo di registrazione utenti prima di effettuare un’ordine all’interno di un portale di ecommerce realizzato con il Plugin Woocommerce.
Wocommerce, come spiegato in precedenza, è un’altra estensione fantastica che permette di trasformare WordPress in un portale di E-commerce, viene fornito gratuitamente ma corredato anche da una quantità enorme di Plugin che ne completano le funzionalità. Infatti spesso per completare le parti di un sito di commercio elettronico possiamo attingere a un vasto archivio di Plugin di terze parti che ci aiutano facilmente a realizzare i nostri progetti tra cui anche moduli di registrazione con i dati di input collegati automaticamente con il form Checkout di Woocommerce. Molti di questi Plugin hanno però caratteristiche limitate e per utilizzare le funzionalità complete occorre naturalmente pagare un abbonamento annuale spesso non proprio economico.
In questo modo, come spiegato prima, il costo finale del sito web arriverebbe alle stelle e ci troveremmo nella situazione di utilizzare un CMS Open Source solo di facciata con un corredo ampio di Plugin a pagamento.
La soluzione più semplice e gratuita sarebbe quella di agire sul codice di WordPress ma questo richiederebbe conoscenze approfondite su elementi di programmazione web.
Cerchiamo dunque di partire da concetti che possano essere adottati anche da sviluppatori che non hanno una preparazione di base adeguata. Una specie di contrappeso all’utitizzo dei Plugin.

Oggi è possibile fare questo grazie all’avvento dell’intelligenza artificiale utilizzata in modo corretto durante l’esercizio della professione di webmaster.

Obiettivi del progetto: Creazione di un Form di Registrazione i cui dati di input (in particolare quelli fiscali) siano collegati in automatico con il modulo checkout di Woocommerce e dunque salvati anche nel database MySqL nella tabella di Woocommerce corrispondente.
Inoltre i dati di registrazione del dovranno essere inviati all’email del soggetto amministratore e dunque l’azienda che ci ha commissionato il lavoro.

Per iniziare il lavoro possiamo installare il Plugin “Checkout Fiedl Editor For Woocommerce” che ci permetterà di personalizzare i campi del modulo Checkout di Woocommerce che potremo anche utilizzare nel Form di registrazione.

Installato il Plugin Possiamo estendere i campi di Woocommerce a livello di Form Fiscale. Il committente ha bisogno di un Form di registrazione di questo tipo:

Nome, Cognome, Sede legale, Sede operativa (eventuale), città, provincia, cap, telefono, indirizzo email, codice fiscale, partita iva, pec, codice univoco, Personalizzazione del campo note.

 

 

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Per il nostro -scopo- utilizzereremo un account di ChatGpt (questa sezione dell’articolo è corredato anche da un video su YOUTUBE)

 

 

Abbiamo chiesto all’intelligenza artificiale la seguente richesta:

Crea un form di registrazione per Woocommerce con campi personalizzati:

“billing_first_name”
“billing_last_name”
“billing_company”
“billing_addres1”
Billing_adderess2″
“billing_city”
“billing_state”
“billing_postcode”
“billing_phone”
“billing_cf”
“billing_piva”
“billing_pec”
“Billing_sdi”
“order_comments”
inserisci alla fine un campo checkbox obbligatorio con descrizione “Privacy trattamento dati personali”
 

Questi dati di input devono essere validati e obbligatori e richiamati automaticamente anche nel form checkout di woocommerce. Quindi salvati nel database di WordPress

Inoltre i dati devono esserer inviati automaticamente all’email dell’amministratore del sito web.

Il nome dei campi è stato prelevato dal Plugin “Checkout Fiedl Editor For Woocommerce”.
In pratica la costruzione del nostro modulo si sviluppa in 3 fasi:

  1. Creazione dei campi di Input
  2. Validazione dei campi
  3. Salvataggio nel database di WordPress per essere richiamati in automatico nel modulo Ceckout di Woocommerce.

Questo uno schema semplificato del processo di funzionamento del codice PHP:

 

 

 

Dopo alcuni tentativi che hanno rilevato alcuni errori di sintassi nel codice PHP siamo giunti al codice finale dettato da ChatGpt.

Il codice naturalmente deve essere personalizzato con il nome corretto dei campi e il codice va inserito all’interno della “function.php” del tema child.

Il codice è molto semplice e può essere anche un’occasione per apprendere il funzionamento del linguaggio PHP. In basso il risultato finale.

 

 

 

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  • E poi…diciamolo…Wordpress lo sanno utilizzare quasi tutti i Webmaster per distinguerti e presentarti in modo differente dalla massa degli sviluppatori web ci vuole qualcosa di diverso che solo in pochi conoscono perchè più impegnativo da apprendere. Drupal è il cms adatto a questo scopo.

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Il corso online Drupal è indicato per chi vuole imparare a programmare siti web e portali in modo professionale. Le lezioni sono in modalità streaming one to one con il docente Daniele Venditti mediante software di collegamento a distanza e controllo remoto del computer. Al termine l’utente riceverà l’attestato di frequenza al corso online.

QUESTO È IL PROGRAMMA DEL CORSO ONLINE DRUPAL

CORSO WEBMASTER ONLINE DRUPAL

(La scelta degli orari e dei giorni stabiliti per le lezioni sono flessibili in accordo con il docente.)

  • Caratteristiche di Drupal e differenze con altri CMS
  • Come installare Drupal in locale e remoto
  • Pannello di controllo di Drupal
  • CCK (Content Contruction Kit) creare un nuovo tipo di contenuto
  • Il Modulo VIEWS (Le Viste)
  • La Tassonomia, Vocabolari e Termini
  • Gestione delle estensioni
  • Installazione di Temi Grafici
  • Gestione Stili per immagini in Drupal
  • Analisi del modulo Views e Filtri di ricerca
  • ACL (Access Control List) Ruoli, Utenti, Permessi
  • Gestione e creazione di Blocchi
  • Relazioni e Filtri Contestuali
  • Analisi approfondita del modulo CCK e VIEWS
  • Analisi delle estensioni più importanti in Drupal
  • Layout Builder
  • Modulo Paragraphs
  • Come creare un nuovo Tema in Drupal
  • Creare nuove regioni nel Tema
  • Tema Bootstrap e subtheme
  • Elementi di programmazione TWIG
  • Creazione di un sito pratico su spazio Hosting in rete

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(La scelta degli orari e dei giorni stabiliti per le lezioni sono flessibili in accordo con il docente.)

Per rimanere aggiornato sui Video Tutorial Drupal e WordPress iscriviti al Canale YOUTUBE di Progettimultimediali.com

Il collegamento a distanza sarà predisposto tramite software per il controllo remoto del computer. Il docente prenderà possesso del tuo mouse indicando passo passo i passaggi da seguire come se fosse al tuo fianco. E’ possibile predisporre corsi one to one oppure in casi particolari, anche corsi di gruppo.
I software utilizzati sono:
– Google Meet
– Ultraviewer
– Zoom

Ricordiamo che Drupal è un Software Open Source e può essere scaricato dal seguente link:

https://www.drupal.org/

Le lezioni del corso Drupal e gli orari sono particolarmente flessibili, la durata di ogni lezione è di 2 ore ed è possibile variare gli appuntamenti secondo necessità impreviste. Durante le lezioni l’utente verrà fornito di materiale per lo studio e esercitazioni da svolgere. Al termine è possibile richiedere l’attestato di Frequenza online! Massima flessibilità nei pagamenti.

Inoltre se hai un tuo progetto in corso di realizzazione… sarà possibile svolgere tutte le operazioni di personalizzazione con l’assistenza pratica del docente.

Fissa un primo appuntamento gratuito con il docente Daniele Venditti! Durante questo incontro verranno preventivamente analizzate tutte le necessità del cliente

 

 


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Di seguito alcune informazioni tecniche per entrare in sintonia con il CMS Drupal (un piccolo corso online che descrive gli aspetti di rilievo del CMS e che anticipa alcuni argomenti trattati nelle lezioni live. Tra le voci dell’indice anche il link alla nuova guida Drupal base e avanzata). Al termine della pagina il programma e le modalità di erogazione delle lezioni di Drupal. Buona lettura…

Indice dei contenuti
– Caratteristiche di Drupal
– Differenze tra Drupal e altri CMS
– Come installare Drupal
– Pannello di controllo di Drupal
– CCK creare un nuovo tipo di contenuto
– Il Modulo VIEWS (Le Viste)
– Guida a Drupal 10 (base e avanzata)
– Theming Drupal (riferimento guida Drupal 10 avanzata)
– Corso Drupal core e Drupal cms con composer
– Vantaggi del corso Live streaming
[Il corso online Drupal con Attestato finale]
– Programma del corso Drupal (lezioni live)

 

Caratteristiche di Drupal

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Drupal è uno dei CMS più performanti in circolazione. Ha una struttura estremamente flessibile che permette non solo di avere un utile ambiente di lavoro per costruire pagine con Form per l’inserimento dei dati (CCK – Content Construction Kit), ma ha anche nel suo “core” un efficientissimo strumento che ci permette la ricerca dei dati inseriti nei moduli tramite il CCK. Stiamo parlando di VIEWS che consente la ricerca dei dati inseriti nel database e quindi la possibilità di cercare (in termini tecnici la ricerca dei dati inseriti nel database si chiama Query) informazioni in maniera “relativamente” semplice senza conoscere complicati linguaggi di programmazione (e questo naturalmente rientra anche in uno dei vantaggi principali dei CMS). Dalla versione 8 del CMS i moduli CCK e Views sono stati integrati nel core di Drupal. Nelle versioni precedenti invece i moduli dovevano essere installati successivamente dopo la configurazione di Drupal.

Con Drupal, è possibile creare una varietà di contenuti, tra cui pagine web, blog, forum, gallerie di immagini e video, e-commerce e molto altro ancora. Uno dei vantaggi di Drupal è la sua estrema flessibilità: il sistema può essere utilizzato per creare un sito web personale o un portale di grandi dimensioni per un’azienda o un’organizzazione. Inoltre, Drupal è open source, il che significa che è completamente gratuito e che la sua comunità globale di sviluppatori contribuisce costantemente a migliorare e ampliare le funzionalità del sistema. Un altro vantaggio di Drupal è la sua sicurezza: essendo un sistema utilizzato da molte organizzazioni di grandi dimensioni, la sicurezza di Drupal viene costantemente verificata e migliorata. Se sei interessato a creare e gestire un sito web, seguire un corso di Drupal può essere estremamente utile. Imparare come utilizzare questo potente CMS ti darà la capacità di creare un sito web professionale e funzionale, senza la necessità di avere competenze di codifica avanzate. Inoltre, un corso di Drupal ti aiuterà a familiarizzare con le molte funzionalità e opzioni disponibili e ti darà gli strumenti per personalizzare il tuo sito web in base alle tue esigenze specifiche. Seguire un corso di Drupal ti aiuterà a sfruttare al massimo le sue potenzialità e a creare un sito web professionale e funzionale.

Differenze tra Drupal e altri CMS

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Prima di tutto la descrizione fatta precedentemente questa simbiosi perfetta tra CCK e VIEWS è una caratteristica non comune ad altri cms che hanno una struttura che si spinge fino ad avanzate estensioni (spesso di terze parti cioè non sono implementate in maniera nativa nel software) CCK per l’inserimento dei dati ma che hanno sistemi meno evoluti in merito alla ricerca dei dati inseriti nel database e magari sono sistemi riservati a estensioni esterne, a volte a pagamento ed ottenute spesso con la combinazione di più componenti e moduli tra di loro.

Drupal invece ha già tutto al suo interno in maniera nativa. Senza appoggiarsi a produttori esterni di estensioni (come WordPress e Joomla). Ha una struttura modulare ovvero possiamo estendere le funzionalità del CMS aggiungendo altri moduli esterni procurati da una vasta comunità mondiale di programmatori. E’ molto difficile (esempi possono essere fatti per i Temi o alcuni moduli) trovare estensioni a pagamento per Drupal tutto può essere trovato in maniera facile e gratuita (Il massimo del software libero – OPEN SOURCE). In tal senso Drupal rappresenta un FRAMEWORK vero e proprio che ci consente di risparmiare tempo senza riscrivere metri di codice di programmazione in quanto molti elementi utili per comporre il nostro lavoro sono già pronti e messi a disposizione dalla struttura modulare del CMS.

Come installare Drupal

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Drupal può essere installato in diversi modi:
– In locale ad esempio con il web server XAMPP
– Manualmente su spazio hosting in rete
– Automaticamente attraverso il pannello di controllo del nostro Provider

Per l’installazione di Drupal versione 10 attraverso XAMPP rimandiamo ad un video tutorial sul Blog di Progettimultimediali che è stato scritto per l’installazione di Drupal 8 ma che è attualissimo anche per l’ultima versione del cms. Questo è il link:

youtube xamp

XAMPP viene utilizzato spesso a scopo didattico ed è compatibile con sistemi Windows, Mac e Linux. Durante il nostro corso Live tratteremo praticamente questo aspetto che comunque abbiamo anticipato con il video tutorial.

Installare Drupal 10 manualmente per mezzo di un hosting provider funziona esattamente allo stesso modo di XAMPP. Operazioni preliminari sono quelle di trovare un hosting con risorse sufficienti per configurare Drupal (che ha bisogno di caratteristiche lato server particolari), creare attraverso il Pannello del nostro hosting un database da associare a Drupal, procedere con l’installazione manuale che in questo caso (come per XAMPP) è anche facilitata poichè partirà direttamente in lingua italiana. Nel link successivo troverete a disposizione l’installazione manuale di Drupal 9 (praticamente uguale a Drupal 10) per mezzo del Provider Tophost.it

Il provider Tophost (e in particolare la versione hosting Topweb plus utilizzata nel caso specifico) non possiede un sistema automatico per l’installazione di Drupal ma dobbiamo dire che il servizio messo a disposizione dal provider ci ha ampiamente soddisfatto.

L’installazione automatica di Drupal 10 è sicuramente la più semplice e utilizzata. Occorre trovare un hosting provider che ci mette a disposizione un pannello di controllo all’interno del quale sia possibile installare vari cms tra cui le ultime versioni di Drupal. Noi ad esempio consigliamo Host.it che offre strumenti e risorse adeguate per Drupal ma è possibile avvalersi anche di altri Provider adatti a questo scopo.

L’unico aspetto di questo metodo di installazione è che Drupal verrà configurato in lingua inglese e quindi al termine occorrerà tradurlo in Italiano. Ma questo non è assolutamente un problema.

Pannello di controllo di Drupal

Il Pannello di controllo di Drupal si integra con il frontend del sito web. le voci di menu sono posizionate di default nella parte superiore del cms una volta entrati con nome utente e password. Questa è una caratteristica di Drupal che già dalle prime versione del software non ha mai cambiato la disposizione logica del pannello di controllo anche se con gli anni sono stati apportati miglioramenti grafici.

Nel video successivo un tutorial che mostra le caratteristiche del pannello di controllo delle ultime versioni di Drupal 9 praticamente uguale alla versione di Drupal 10

Nelle ultime versioni di Drupal 9 sono state implementate funzionalità ereditate dalla versione successiva di Drupal 10. Le differenze tra le due versioni di Drupal sono minime. Per approfondire questo argomento rimandiamo al seguente articolo sul blog di Progettimultimediali. Clicca qui.

CCK creare un nuovo tipo di contenuto

Drupal è estremamente semplice e potente. Sintetizzando al massimo il suo funzionamento si può dire che esistono due fasi:

  1. immissione dei dati attraverso Form altamente personalizzabili, creati con il CCK (Content Construction Kit) di Drupal.
  2. ricerca, elaborazione e presentazione dei dati (in base alle proprie necessità) con il modulo VIEWS (le viste).

Proviamo a creare ad esempio un contenuto con CCK di Drupal allo scopo di inserire i seguenti dati:

Titolo, immagine, descrizione, file allegato

Per inserire un contenuto del genere dobbiamo prima creare il format per l’inserimento di questi dati cioè il modulo con i vari campi che ci consentirà di introdurre le informazioni da archiviare e successivamente elaborare con le viste.

Per tipo di contenuto quindi si intende ciò che andrà a costituire una pagina del nostro sito, pronta per ricevere determinati dati, quindi con tutti i campi predisposti per inserire ad esempio testo, numeri immagini ed altri contenuti. In questo modo con Drupal si riescono a creare vari tipi di contenuto ognuno adatto per scopi diversi. Ad esempio: un tipo di contenuto per l’immissione della scheda prodotto, un tipo di contenuto per l’immissione degli immobili, un tipo di contenuto per l’immissione dei dati anagrafici etc…

E’ importante e non fare confusione: non confondere il “Tipo di contenuto” che è la struttura tipo di un articolo che andremo a scrivere nel nostro sito internet (con tutti i campi per l’inserimento dei dati che abbiamo predisposto) con il “contenuto” che è l’articolo vero e proprio e quindi i dati che andremo ad introdurre per quel Tipo di contenuto associato.

Dopo la fase di installazione, Drupal si presenta con due contenuti di default (Basic Page, Article cioè Articolo e Pagina base). Per creare un Tipo di contenuto personalizzato per le nostre esigenze dobbiamo procedere nel seguente modo:

 

 

  • Dare un nome al nostro tipo di contenuto, seguendo le indicazioni che troveremo su ogni campo
  • Eventualmente dare una descrizione al nostro contenuto (ma questo non è un passaggio obbligatorio, solo i campi contrassegnati con il simbolo dell’asterisco sono necessari)

Cliccando sul menu di sinistra (dove è scritto: Impostazioni del form d’invio, opzioni di pubblicazione, Impostazione dei commenti, Impostazione dei menu), possiamo personalizzare altri aspetti del Tipo di contenuto che stiamo creando. Ad esempio:

  • Impostazioni del form d’invio… possiamo scegliere il nome da dare all’etichetta del campo titolo che apparirà successivamente nel Form quando inseriremo i dati (possiamo anche lasciare il nome Title come proposto automaticamente dal sistema)
  • Opzioni di pubblicazione… Drupal presenta le opzioni già selezionate di articolo pubblicato e promosso in prima pagina, noi naturalmente possiamo scegliere di modificare le opzioni così come ci vengono presentate ad esempio se non desideriamo mostrare l’articolo che andremo a scrivere con quel Tipo di contenuto in prima pagina, basta deselezionare l’opzione corrispondente.
  • Impostazioni di visualizzazione… mostrare informazioni su autore e data.
  • Impostazione dei menu… scegliere il menu con cui collegare gli articoli che andremo a creare con il nostro Tipo di contenuto.

Nella figura successiva i vari passaggi appena descritti.

 

 

Noi abbiamo deciso di impostare i seguenti parametri:

Nome: “Drupal”.

Descrizione: “Questo è la struttura del nostro primo Tipo di contenuto”.

Impostazione del form d’invio: “Titolo” eventualmente al posto di “Title”.

Opzioni di pubblicazione: solo “Pubblicato”.

Impostazione di visualizzazione: non mostrare “informazioni su autore e data”.

Impostazione del Menu: “Menu principale” impostazioni di default.

A questo punto salviamo il nostro tipo di contenuto. Naturalmente è possibile anche salvare e continuare ad aggiungere nuovi campi alla struttura del Tipo di contenuto.

Nella figura successiva viene mostrata la tabella dei Tipi di contenuto con il nostro nuovo elemento appena creato e che è possibile gestire effettuando diverse operazioni come è chiaramente mostrato nella parte destra della tabella.

Proviamo a cliccare sulla voce “gestisci campi” per personalizzare ulteriormente il nostro Tipo di contenuto con l’aggiunta di nuovi campi. Il nostro obiettivo finale è predisporre il modulo per l’aggiunta di immagini e di un file come allegato.

 

 

Possiamo procedere all’aggiunta di nuovi campi all’interno del tipo di contenuto “Drupal”. In particolare inseriremo un campo immagine e un campo allegato.

 

 

Quindi clicchiamo sul pulsante “Aggiungi Campo” e poi dal menu a discesa corrispondente a “Seleziona un tipo di campo” scegliamo immagine e come etichetta il nome “immagine”, cliccare sul pulsante “Salva e continua” come mostrato nella figura successiva.

 

 

Succesivamente si aprirà un’altra schermata relativa alle impostazioni del campo dove è possibile impostare altre caratteristiche come ad esempio un’immagine di cortesia se nessuna immagine sarà caricata nel contenuto, o stabilire il limite di caricamento delle immagini che nel nostro caso è impostato al valore 1. Anche nella ulteriore schermata che ci apparirà lasciamo tutto come impostato di default e procediamo cliccando sul pulsante “Salva le impostazioni”

 

 

Il nostro lavoro non è ancora terminato, dobbiamo aggiungere un nuovo campo al tipo di contenuto per permettere all’utente di caricare un file allegato, quindi procediamo come per il campo precedente diamo il nome “allegato” e nel menu a discesa selezioniamo “File”. Salviamo le impostazioni e successivamente, seguendo le chiare opzioni proposte dal sistema possiamo decidere ad esempio che tipo di file permettere di caricare (nel nostro caso solo file txt), quanti file caricare, etc.

Salviamo tutte le impostazioni e torniamo nella home del sito web.
Cliccando sulla voce di menu “Gestione visualizzazione Form” è possibile modificare l’ordine dei campi.
A questo punto il nostro tipo di contenuto e pronto per ricevere i dati. Clicchiamo su “aggiungi nuovo contenuto” scegliamo Drupal come tipo di contenuto ed inseriamo i dati richiesti:

 

 

Prima di salvare il contenuto è possibile anche collegare l’articolo con una voce di menu (questo passaggio può essere definito anche in seguito). Dopo aver salvato il risultato finale è indicato nell’immagine successiva:

 

 

Naturalmente è possibile modificare il contenuto cliccando sulla voce modifica oppure su elimina per cancellare il nostro lavoro.

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Il Modulo VIEWS (Le Viste)

Il modulo “VIEWS” o anche le “Viste” in Drupal si trova nel menu “Struttura”.

Il modulo “VIEWS” è fondamentale per il funzionamento di Drupal e lo rende unico rispetto alla platea dei cms come ad esempio WordPress o Joomla. Poter estrarre dal database Mysql i dati inseriti per mezzo del CCK è una caratteristica che porta Drupal sul gradino più alto dei software per la creazione di portali web, solidi e professionali.

All’interno della struttura VIEWS troviamo già delle viste pronte all’uso ma il nostro scopo è creare una nuova Vista che ci consente di capire il funzionamento e dunque l’utilizzo di questo modulo. Ricordiamo che tramite VIEWS eseguiamo sostanzialmente delle “Query” per estrarre i dati dal database senza inserire complicate righe di codice SQL.

Il modulo Views rappresenta indubbiamente l’elemento più caratteristico di Drupal che lo differenzia dagli altri cms in circolazione ma forse anche l’argomento che presenta una curva di apprendimento un pò più ripida. Rimandiamo tutti gli approfondimenti al corso live con il docente e nel video successivo presentiamo un esempio di creazione di una vista con la versione 8 di Drupal.

 

 

 

 

La creazione di una vista attraverso il modulo Views a partire dalla versione 8 di Drupal è molto simile anche nelle versioni 9 e 10 del cms.

Corso Drupal core e Drupal cms con composer

Negli ultimi mesi, l’evoluzione di Drupal ha subito un’accelerazione significativa, portando a importanti novità sia nel core del sistema che nella visione complessiva del CMS. Con Drupal 11, la piattaforma si conferma sempre più orientata alla modernizzazione del codice, all’adozione di standard contemporanei e a un’esperienza d’uso più snella, sia per gli sviluppatori che per gli editori di contenuti. Tra le novità più rilevanti troviamo una migliore gestione delle dipendenze, l’ottimizzazione delle prestazioni e l’integrazione più profonda con strumenti front-end moderni. Ma per comprendere appieno la direzione intrapresa dalla community di Drupal, è utile considerare anche i cambiamenti introdotti nelle versioni precedenti del core, che hanno gettato le basi per questa nuova release, e analizzare in parallelo le potenzialità offerte dal CMS nel suo insieme. Ho approfondito questi aspetti in altri articoli pubblicati sul mio sito, dove esamino nel dettaglio i progressi del core e le applicazioni concrete di Drupal nelle strategie digitali più avanzate… successivamente i link dedicati ad alcuni articoli:

Vantaggi del corso Live streaming

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I vantaggi di un corso live streaming con il docente sono evidenti rispetto ai corsi in aula tradizionali anche rispetto all’e-learning. Il corso online one to one con l’insegnante è una trasposizione dei corsi in aula per mezzo del proprio computer e di software di collegamento a distanza come ad esempio Skype, Google meet, Zoom, Ultraviewer e altri.

Il maggior vantaggio è rappresentato dal fatto che l’interazione online si svolge proprio uno a uno (studente e insegnante). Nella formazione online i costi gestionali sono quasi azzerati e dunque la spesa didattica è considerevolmente più bassa. Gli utenti non devono spostarsi per seguire le lezioni e molti di loro (anche a causa della recente pandemia di covid) ormai sono abituati a questa nuova forma di apprendimento che qualche anno fa era impensabile.

Ogni lezione è molto flessibile e compatibile con gli impegni dei partecipanti e sostenuta anche da materiale didattico:
– Esercitazioni assegnate periodicamente dal docente
– Video, Ebook riassuntivi della lezione che l’utente può rivedere ogni volta che lo desidera.
– Attestato di frequenza finale al corso dopo aver seguito un vero percorso formativo di apprendimento.
– I corsi sono sempre aggiornati perchè il docente seguirà le ultime versioni dei software.

Nella formazione e-learning invece, l’utente acquista Videocorsi ed Ebook già preassemblati e l’interazione con il docente è praticamente nulla. In questa situazione i problemi più evidenti sono la mancanza di costanza e la scarsa disciplina che spesso portano al fallimento di questa forma di apprendimento.

Nei corsi online in live streaming tutto il percorso di apprendimento è molto più concentrato e stimolante e il rapporto, anche se online, tra docente e studente resta pur sempre nel perimetro delle interazioni umane.

Il corso online Drupal con attestato finale

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Il corso online Drupal 10 è erogato in diretta streaming con il docente e dunque sarà un corso live tramite Google meet e software di controllo a distanza (Ultraviewer).

Per informazioni contattare il docente (Daniele Venditti) a questa pagina per chiedere ulteriori informazioni sulle modalità di erogazione delle lezioni di Drupal.

PRENOTA LA SESSIONE DI ORIENTAMENTO GRATUITA 

 

Realizzare un sito web con Drupal 10 é un corso pratico al 100%, finalmente in italiano, per Webmaster. Il corso online Drupal è erogato one to one con il docente Daniele Venditti che guiderà l’utente passo dopo passo alla costruzione di un portale web per l’inserzione di annunci immobiliari in maniera chiara e semplice. Il corso comprende materiale didattico, esercitazioni assegnate dal docente e Attestato di frequenza finale.

Drupal è sicuramente il CMS più professionale per realizzare i tuoi progetti web. Acquisterai padronanza del software online con una facilità tale da riuscire a realizzare praticamente qualunque sito web, a soddisfare qualunque richiesta dei tuoi clienti (ciò che magari è un più difficile fare con altri tipi di CMS più blasonati). Infatti CMS più semplici da utilizzare per realizzare progetti web sono poi meno flessibili in fase di personalizzazione.

Per chiedere maggiori informazioni sulle modalità del corso live di Drupal clicca sul link successivo per accedere alla pagina contatti.

ACCEDI ALLA PAGINA CONTATTI PER CHIEDERE INFO SUL CORSO

Perchè i siti più importanti utilizzano Drupal? e non un diverso CMS? Sarà forse la sicurezza? La stabilità? La flessibilità e la personalizzazione? Guarda:

governo.it
savethechildren.it
nasa.gov
la7.it
minambiente.it
funzionepubblica.gov.it
unime.it
ox.ac.uk

Lo Staff ringrazia la comunità del sito web http://www.drupal.it per il flusso di visitatori che spesso proviene dal portale e consiglia ai propri utenti l’iscrizione alla Comunity di Drupal.it

In basso il programma dettagliato del corso di Drupal

– La struttura del cms Drupal. PHP con database MYSQL
– Installazione e configurazione del Web Server AMPPS
– Installazione di DRUPAL 10 con AMPPS e XAMPP
– Come cambiare la lingua in italiano
– Come installare Drupal manualmente in italiano
– Installare Drupal in italiano tramite il ProviderTophost
– Installare Drupal Automaticamente tramite Host.it
– Il Pannello di amministrazione di Drupal
– CCK di Drupal. Creare un nuovo tipo di contenuto
– Sito di annunci immobiliari, contenuto, moduli, stili immagini
– Gestione delle immagini in orizzontale con i CSS
– Gestione delle immagini con il modulo colorbox
– Gestione dei contenuti in Drupal. La Tassonomia
– La Tassonomia applicata al sito di annunci immobiliari
– Il modulo View (le Viste)
– Aggiungere un campo immagine alla Vista. Filtri di ricerca
– Temi e Blocchi
– I Menu. Creare una pagina Notizie
– ACL (Access Control List) Ruoli, Utenti, Permessi
– Relazioni e Filtri Contestuali
– Inserire una mappa Google
Drupal Avanzato
– Layout Builder
– Modulo Paragraphs
– Come creare un nuovo Tema in Drupal
– Creare nuove regioni nel Tema
– Elementi di Twig
– Bootstrap e Subtheme

 

E’ possibile fissare un primo appuntamento gratuito con il docente Daniele Venditti. Durante questo incontro verranno preventivamente analizzate tutte le necessità del cliente.
– E’ possibile impostare un corso live da zero per principianti.
– Partire da concetti più avanzati
– Personalizzare il corso creando live un progetto di sito web reale.
Per fissare un primo appuntamento live gratuito potete inviare un messaggio su WhatsApp cliccando sull’icona in basso a sinistra del sito oppure lasciando i dati nel modulo successivo.

Il corso base e avanzato di Drupal ha gli orari particolarmente flessibili, la durata di ogni lezione è di 2 ore ed è possibile variare gli appuntamenti secondo necessità impreviste. Durante le lezioni l’utente verrà fornito di materiale per lo studio e esercitazioni da svolgere. Al termine è possibile richiedere l’attestato di Frequenza online!

 

 


Per sviluppare un sito Drupal moderno e mantenibile, oggi si lavora quasi sempre con Composer, lo strumento che gestisce pacchetti e dipendenze PHP. Ecco i passaggi aggiornati:

1. Installazione di Drupal con Composer

Il metodo consigliato è partire dal progetto ufficiale:

composer create-project drupal/recommended-project my_site

Questo comando scarica Drupal e crea la struttura del progetto nella cartella my_site.

Poi installa i pacchetti per l’ambiente di sviluppo:

composer require drupal/core-dev --dev

2. Configurazione di un ambiente locale

Puoi avviare un web server locale usando DDEV, Lando o Docker, oppure un semplice server PHP:

php -S localhost:8888 -t web

3. Installazione del tema Bootstrap

Con Composer, installa il tema direttamente dal progetto ufficiale:

composer require drupal/bootstrap5

4. Attivazione del tema

Accedi al backend di Drupal, vai su Aspetto (Appearance), abilita il tema Bootstrap e impostalo come predefinito.

5. Creazione di un Sub-Theme (tema figlio)

Per personalizzare al meglio Bootstrap senza modificare i file originali, crea un sub-theme:

  • Duplica la cartella themes/contrib/bootstrap5/starterkits
  • Rinominala (es. themes/custom/mio_tema)
  • Modifica i file .info.yml per aggiornare nome e dipendenze

In questo modo puoi gestire CSS, JS e variabili senza rischiare di perdere modifiche durante gli aggiornamenti.

6. Creazione dei contenuti e Views

  • Usa Content Types per definire le tipologie di contenuti (es. articoli, pagine, portfolio).
  • Configura Views per creare liste, griglie e blocchi dinamici, perfettamente integrati con le classi Bootstrap.

7. Ottimizzazione SEO e performance

  • Installa moduli chiave come:
    • pathauto → URL SEO-friendly
    • metatag → meta tag automatici
    • redirect → gestione redirect 301
  • 👉 Se questi passaggi ti sembrano complessi, non preoccuparti! A breve realizzerò una video guida passo passo sul mio canale YouTube dove mostro tutto in pratica, dall’installazione di Drupal all’attivazione del tema Bootstrap con relativo Sub Thema.

Intanto ti invito all'iscrizione alla mia Newsletter dove potrai ricevere gratuitamente un video Tutorial su Drupal con PDF


Il Self Publishing È la creazione e la pubblicazione di libri in formato elettronico, cartaceo o audio utilizzando il proprio computer e aggirando tutto il processo editoriale classico che sta dietro alla vendita di un’opera frutto del proprio ingegno intellettuale. In pratica si diventa editori di se stessi. È stato possibile grazie ad internet e ad una serie di portali nazionali e internazionali che permettono la realizzazione di questa fantastica opportunità. Tra questi lo store di Amazon KDP (Kindle Direct Publishing) è sicuramente uno dei più importanti.
Il funzionamento del Self Publishing Amazon è semplice e può essere sintetizzato in questi brevi passaggi:
1) Essere esperti di un argomento che può spaziare tra i più vari…letteratura, romanzi, nozioni tecniche, scientifiche etc…
2) Utilizzare gli strumenti di creazione, pubblicazione e distribuzione messi a disposizione da soggetti come ad esempio il già citato Amazon KDP per iniziare la propria avventura editoriale.
3) Guadagnare le giuste royalty dalla vendita delle proprie opere.


Indice dei contenuti
  • Cosa è il Self Publishing
  • Distorsioni del meccanismo in Italia e nel mondo
  • …non tutto è oro ciò che luccica!
  • Self Publishing Amazon…sveglia!
  • Self Publishing Amazon…secondo Google!
  • Self Publishing e fisco
  • Intelligenza artificiale e Self Publishing: Uso improprio e Analisi di ChatGPT
  • Normativa Europea DAC 7 e Self Publishing

Voglia di scrivere, pazienza e impegno costante non sono comunque elementi secondari in questo processo di creazione editoriale!

Per certi aspetti si è aperta una grande opportunità per molti autori…una specie di rivoluzione nel campo dell’editoria…quella di autopubblicare in poco tempo e da soli le proprie opere trasmettendo ad altri il proprio sapere. E l’originalità sta proprio in questo… trasmettere ad altri quello che sappiamo fare bene sia esso raccontare una storia, una raccolta di poesie o un corso tecnico scientifico.

 

Distorsioni del meccanismo in Italia e nel mondo

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Il business è diventato ben presto vasto e ghiotto e come avviene in tutti questi casi sul dolce miele non si posano solo le api ma anche altri tipi di insetti.
Si sono sviluppati a livello internazionale perlopiù soggetti che promettono di accorciare e semplificare questo processo produttivo delle 3 fasi che ho descritto poco sopra…furbetti che hanno creato un metodo (adatto a tutti…) per ‘fare soldi’ (tanti soldi) con il self publishing (di Amazon soprattutto). Ora questi soggetti stanno spuntando come funghi anche in Italia e non sono certo i primissimi a livello internazionale!
Non voglio dire nomi e cognomi ma basta fare una semplice ricerca su Google ed usciranno tutti fuori dal big all’ultimo ragazzotto della catena (di S.Antonio)…promettono di accorciare con il loro metodo il processo del self publishing e realizzare una montagna di soldi 💰è possibile tutto ciò? Vediamolo insieme.

Fase 1) Non occorre essere esperti di un bel niente…basta solo trovare argomenti sull’onda del mercato…quello che loro chiamano ‘ricerca delle keywords profittevoli‘…e seguire precisamente il metodo che dice di affidarsi a società terze (società di ghostwriting) che solo loro conoscono bene, le quali grazie al vasto serbatoio di scrittori (ghostwriter) che attiveranno a comando faranno il lavoro sporco di scrittura delle opere su argomenti di cui nessuno è esperto ma che sono generati da ricerche ritenute il trend del momento. 😱
Il mercato di riferimento sarà quello internazionale…Amazon.com e non .it…dove ci sono le maggiori opportunità. Le opere immesse in questo mercato sono piccoli opuscoli con poche informazioni vendute a prezzo basso nel formato elettronico, cartaceo e audio e scritte sotto pseudonimoecco perché non troverete mai su Amazon opere con il nome e cognome di questi benefattori che vi promettono faraonici guadagni seguendo il loro metodo.
Fase 2) Non occorre nemmeno utilizzare da soli gli strumenti di self publishing messi a disposizione da Amazon…per realizzare i propri desideri ci saranno sempre queste fantomatiche società di ghostwriting (che nessuno nomina gratuitamente ma sono ben racchiuse nel loro metodo) le quali penseranno a tutto anche alla creazione delle copertine di vendita (perché creare una bella copertina è importante e ammiccante per il pollo…pardon… l’utente finale che acquista) e alla pubblicazione delle opere nel circuito internazionale di Amazon. E per finire le opere essendo immesse soprattutto nel mercato americano saranno scritte in inglese per cui non è importante essere esperti in questa lingua poiché ci saranno scrittori madrelingua (delle innominabili società terze) che penseranno anche a questo.
E cosa volere di più…l’autore è accompagnato per mano…e vedrá magicamente materializzare le idee dalla propria mente alle opere finali, immesse nel circuito di vendita senza fare quasi un bel niente e passare con somma soddisfazione all’ultima fase…la 3 (quella delle tanto agognate royalty di Amazon)…questo meccanismo sembra meglio della lampada di Aladino…il desiderio che si trasforma in realtà.

STOP! FERMI TUTTI…A QUESTO PUNTO DELLA SCENA C’È UN’ALTRO PICCOLO PASSAGGIO DA SODDISFARE prima della fase 3…Quale?

La fase intermedia tra la 2 e la 3 cioè quella che separa il desiderio che deve materializzarsi in realtà attraverso tanti soldini che dovrebbero entrare nelle tasche di pseudo scrittori…è quella più importante per i soggetti creatori del famoso e infallibile metodo e che si potrebbe racchiudere nel famoso motto:

Pagare moneta…Vedere Cammello🐪
È la fase 2,5…diciamo!

Ebbene si…prima di strusciare la lampada di Aladino per vedere realizzato il vostro desiderio di immensi guadagni dalle vostre opere (scritte e realizzate da altri 😀) dovrete strusciare i soldi dal vostro portafogli 😂 una lampada di Aladino tutta umana e per nulla magicale informazioni “segrete” per diventare ricchi si pagano! e a caro prezzo! 😬
Allora diciamola tutta per capire bene la verità…

self publishing amazon

Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant’è profonda la tana del bianconiglio🐇.’..scusate sono andato off topic su Matrix.😉
Forse non tanto però il senso della questione è proprio questo e cioè: volete divulgare il vostro sapere e le vostre conoscenze ad altri diventando degli scrittori oppure volete la cosa più umana e scontata del mondo e cioè guadagnare e basta? A voi la scelta della pillola più giusta secondo le vostre intenzioni.

 

…non tutto è oro ciò che luccica!

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Se avete l’ambizione dello scrittore, di trasmettere ad altri il vostro sapere, in qualunque campo, il metodo del self publishing professato da questi guru del settore…non sarà utile alla vostra opera, al contrario se cercate solo il miraggio di enormi guadagni senza che il prodotto finale sia farina del vostro sacco accettate pure la sfida a vostro rischio e pericolo!
Questo perchè avrete a che fare con un metodo uguale per tutti e dunque con probabili dosi di fallimento…dopo aver strusciato pesanti soldini per seguire il loro metodo vi sentirete dire “seguite minuziosamente i nostri consigli perchè noi abbiamo già fatto il lavoro sporco per trasmettere a voi il metodo”…naturalmente se qualcosa non dovesse andare per il giusto verso è facile dire…che i loro insegnamenti sono stati fuorviati o interpretati male!
Il prodotto finale non sono le vostre opere che tra l’altro saranno create da altri sotto pseudonimo, il prodotto finale sarete proprio voi stessi! a questi soggetti non interessa produrre opere di self publishing ma vendere i loro corsi (cioè il loro metodo) al più vasto pubblico possibile di persone che bramano solo di diventare ricche. Giocano dunque su questo aspetto dell’animo umano senza pensare che spesso sparando nel mucchio riescono a cogliere persone in stato di indigenza che vogliono migliorare il proprio tenore di vita e gente che abbandona il lavoro convinte dalle parole diffuse spietatamente nei numerosi video prodotti da questi guru del self publishing (lo stesso meccanismo è sfruttato anche in altri settori diversi dal Self Publishing come ad esempio il dropshipping).
Spendono ore e ore davanti ad una telecamera per promuoversi con video utili a convincere le persone ad acquistare il loro metodo vincente per diventare presto ricchi, sfoggiano sfondi meravigliosi alle loro spalle con ville, piscine, posti incantevoli…devono dare un senso di opulenza e ricchezza…devono trasmettere solo questo messaggio…”io ce l’ho fatta e anche tu puoi diventare ricco se acquisti il mio metodo di self publishing”. E allora li vediamo sull’aereo con posti rigorosamente di prima classe che raccontano la loro vita in diretta sui social tra uno champagnino e altro, atterrare e vivere nella terra promessa per la ricchezza e il business che molto spesso è Dubai (finchè il carro tira…), denigrare i nostri modi di vivere: l’Italia è un paese provinciale, La scuola è ai tempi della preistoria etc…
Bene se vi va di provare…comodi di farlo…ognuno è padrone delle proprie idee e soprattutto dei propri soldi…se desiderate invece trasmettere il vostro sapere agli altri state alla larga da questi soggetti.
Chi fa il vero Self Publishing ha come obiettivo finale il prodotto che racchiude le informazioni da trasferire agli altri è ovvio che alla fine comunque ci sarà un introito…anche i maestri e i professori sono pagati per il proprio lavoro. Possiamo anche farci aiutare in questo, ad esempio collaborare con un correttore di bozze, un grafico per le cover o un traduttore per distribuire la nostra conoscenza nei mercati internazionali, ma comunque il centro di tutto resta sempre l’opera finale frutto del nostro ingegno e non il miraggio dei facili guadagni attraverso creazioni scritte da altri con lo scopo di farle acquistare da onesti lettori. Questo non è il vero Self Publishing ma qualcosa ancora da definire bene! Un modo parassita di fare business con il Self Publishing!

 

Self Publishing Amazon…sveglia!

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self publishing amazon

Ma dico io…Amazon cosa ci sta a fare in questo discorso?…DOVREBBE COMBATTERE QUESTO MODO DI FARE. E SONO CONVINTO CHE PRESTISSIMO AMAZON LO FARA’!
Lo sono perchè così si viene a perdere la vera missione del self publishing che non è il facile guadagno ma aiutare gli scrittori a creare e distribuire le proprie opere e comunque Amazon ha iniziato come la più grande biblioteca online per poi estendersi a tutti gli altri settori dell’ecommerce. E’ impossibile che non veda questa deformazione del sistema.
Prodighiamoci affinchè questo avvenga il prima possibile…chiediamo ad Amazon di alzare lo standard qualitativo delle opere immesse da autori di self publishing e controllare più attentamente lo svilupparsi di questo fenomeno negativo che sminuisce il vero Self Publishing e dunque il nobile e originale obiettivo di Amazon.

 

Self Publishing Amazon…secondo Google!

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self publishing amazon

E inoltre una tiratina di orecchie anche al più blasonato motore di ricerca…Google! Ci hanno spiegato che la SEO secondo Google negli ultimi tempi è quella di strutturare logicamente il contenuto per ottenere un posizionamento ottimizzato. Chi scrive articoli ad alto valore di contenuti dando informazioni immediate e chiare agli utenti che le cercano è privilegiato dalla SEO. Ebbene fra le prime posizioni per le keywords “self publishing amazon” oppure “self publishing on amazon“appariranno video e articoli che ci spiegano come diventare ricchi da 0 a 100000€ in poco tempo, come guadagnare senza aver mai scritto niente di niente affidando il lavoro a scrittori fantasma, come insegnare ad altri queste pseudo tecniche di guadagno facile… con corsi e sessioni online…

immaginiamo un utente che cerca su google “self publishing amazon” per informarsi perchè ha sentito parlare di questo argomento, cosa troverà? In prima pagina tra le primissime posizioni video e articoli di Guru e anche soggetti improvvisati che insegnano ad altri come diventare ricchi con il self publishing!

Quale idea si farà l’utente alla ricerca di notizie? che questo è il vero significato del self publishing? Per iniziare questo lavoro è indispensabile acquistare uno dei tanti corsi online e farsi scrivere i libri da scrittori ghostwriter? Perchè Google non mette tra le prime posizioni chi professa questa attività lealmente e senza scorciatoie di alcun tipo? Google è forse confuso del vero significato del self publishing?

Se fosse così c’è da preoccuparsi perchè dimostrerebbe uno strano comportamento dell’algoritmo dei motori di ricerca! Chi cerca il vero significato del termine “Self Publishing” dovrebbe come minimo trovare subito in prima pagina informazioni chiare senza dover dribblare tra i vari corsetti dei guru che ammiccano a futuri guadagni astronomici. 😱 Tanto per essere chiari il vero significato del termine “Self Publishing Amazon” è semplicemente spiegato fra le prime righe di questo articolo!

Acquistare un corso, far scrivere i libri da altri, farsi assistere in tutte le fasi di questo lavoro non è il vero Self Publishing. “Self” in inglese significa “se stesso” ora voi mi dite che cosa ci sarebbe di Self nei costosissimi corsi proposti dai Guru del settore? E non troviamo giustificazioni di ogni sorta nel dire che scrivere un libro da autori “veri” oppure dopo aver acquistato un percorso programmato e accompagnato in tutte le sue fasi è “giocare su campionati diversi“…come ho letto su commenti in altri siti web che elogiano questo sfrenato business. Ecco chiamiamolo in un altro modo ad esempio “business su Amazon per la creazione di opere scritte da altri al solo scopo di guadagnare” e non certo “Self Publishing”!


Self Publishing e fisco

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Amazon KDP ha creato una piattaforma magnifica che permette a tutti di pubblicare le proprie opere. In Italia però sorge un problema di natura fiscale. Amazon non è un editore ma solo un distributore di ebook e libri cartacei. La responsabilità resta all’autore che in questo caso è anche editore di se stesso per cui per il fisco italiano svolge attività d’impresa. Questa cosa si può fare benissimo ma va inquadrata con iscrizione in camera di commercio e di conseguenza con pagamento contributi INPS gestione commercianti più comunicazione attività al comune di appartenenza. Tutto questo perché con il contratto che si stipula con Amazon non si fa cenno a cessione del diritto d’autore (che è una condizione essenziale che separa la definizione di Autore da quella di Imprenditore) per cui le royalty che si incassano dalla vendita delle proprie opere sui circuiti di Amazon non equivalgono a quello che si avrebbero con un regolare contratto tra editore e autore. In Italia ci sono altri distributori simili ad Amazon KDP come ad esempio Youcanprint. Ma alcuni hanno fatto notare che anche Youcanprint, pur essendo più conforme al fisco italiano rispetto ad Amazon, è pur sempre un distributore di opere letterarie perché anche sul loro contratto non si fa cenno alla cessione del diritto d’autore in modo chiaro. La questione è comunque molto complicata perché di fatto in Italia non esiste al momento una norma che regolamenta il self publishing per cui ognuno fa e ritiene di operare secondo la propria interpretazione. Il fisco però ha iniziato ad accendere i riflettori su questa questione poiché durante la pandemia queste attività si sono moltiplicate a dismisura…anche a danno di editori reali.

Quindi alla domanda occorre aprire la partita iva per svolgere l’attività di Self Publishing?…la risposta e “SI” se l’attività è rilevante dal punto di vista del reddito ed è esercita in modo professionale e continuativo! Pubblicare su un portale come Amazon un libro h24 sempre disponibile all’acquisto significa che si sta esercitando una forma di attività in modo continuativo per cui ciò implica l’apertuta di Partita IVA (restiamo naturalmente nell’ipotesi che l’utente eserciti un’attività rilevante dal punto di vista del reddito e continuativa. Molti hanno giocato su questi due importanti elementi a causa della carenza di regole chiare interpretando la situazione a proprio vantaggio cioè è come dire: come si fa a stabilire se un’attività online è rilevante dal punto di vista reddituale o esercitata abitualmente? La nuova normativa DAC7 – vedi sotto – da una prima risposta a questo dilemma). Inoltre anche perchè, nel caso specifico del Self Publishing, non avviene in questo caso nessuna forma di cessione del diritto d’autore (un Autore che cede contrattualmente i diritti di edizione non ha l’obbligo di apertura della P.Iva) in quanto Amazon è solo un distributore. E’ come se chiedessimo ad una libreria di vendere le nostre opere corredate da qualche altro servizio di stampa.

In mancanza di una disciplina che regoli l’attività di Self Publishing e del lavoro online in generale, occorre seguire le linee guida di regole già esistenti. Se è vero che l’autore ha la piena disponibilità anche economica delle proprie opere e anche giusto dire che le regole del diritto d’autore scattano solo in alcuni casi particolari e cioè quando c’è cessione del diritto d’autore verso un editore che assume tutto il rischio d’impresa sulle proprie spalle per l’attività di pubblicazione, distribuzione e stampa delle opere dell’autore. Queste regole devono essere sancite chiaramente da un contratto di edizione in mancanza del quale tutto il rischio d’impresa resta in capo all’autore che diventerà anche editore di se stesso e per il fisco italiano l’attività di editore è sempre considerata un’attività di impresa (iscrizione camera di commercio, INPS gestione commercianti, SCIA presso il comune di appartenenza). Fino a qualche anno fa la legislazione è stata molto carente in merito ed anche abbastanza permissiva proprio perchè l’analisi dei fattori per determinare se un soggetto che opera online è obbligato o meno all’apertura della P.Iva non è stata mai chiara e non lo è tutt’ora ma lo sviluppo di internet, la spinta dovuta alla Pandemia che ha fatto prendere maggiore coscienza delle potenzialità della rete, ha acceso i riflettori anche in questo campo. La nuova normativa DAC7, di cui tratteremo successivamente entrata in vigore nel 2023, è figlia di questo scenario.

In teoria la regola vale sia quando si è veri autori e realizzatori delle proprie opere in modo autonomo e sia quando ci si avvale di risorse esterne in forma di attività organizzata come ad esempio Ghostwriter, traduttori, grafici, impaginatori, correttori di bozze etc.

Contratto Amazon KDP ART 6. “Proprietà e Controllo delle Proprietà Amazon e dei Dati dei Clienti/ Feedback. Fatte salve le autorizzazioni che ci concedete tramite il presente Accordo, voi mantenete tutti i diritti di proprietà, i diritti d’autore e ogni altro diritto e interesse relativamente ai vostri Libri...”
Questo articolo chiarisce che per Amazon tutti i diritti d’Autore resteranno in capo all’autore dell’opera che eserciterà il rischio d’impresa delle proprie azioni.

A nostro avviso anche in altri operatori simili ad Amazon dove è possibile esercitare l’attività di Self Publishing si configura sempre un contratto di distribuzione e non di edizione…nel caso di Youcanprint al punto 8.1 dei termini di contratto possiamo leggere che:

L’Autore sarà tenuto a corrispondere a YCP i corrispettivi per la fornitura del servizio di riproduzione a stampa delle copie in formato cartaceo dell’Opera da lui acquistate e/o del servizio di conversione in formato digitale (eventualmente anche audio) nonché degli ulteriori Servizi Editoriali e di Marketing (ivi incluso l’eventuale Servizio Editoriale di traduzione dell’Opera in altra/e lingua/e scelta/e dall’Autore) eventualmente richiesti entro 5 (cinque) giorni lavorativi dalla data di acquisto dei relativi servizi.
Si evince chiaramente che è l’autore che deve pagare per usufruire dei servizi messi a disposizione da Youcanprint per cui quest’ultimo non si assume alcuna responsabilità o rischio di impresa e per tale motivo non è da considerarsi un Editore ma solo un distributore di opere con altri valori aggiunti allo stesso modo di Amazon.

Intelligenza artificiale e Self Publishing. Analisi di ChatGPT

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self publishing amazon

Il 2023 si è aperto con una nuova rivoluzione informatica, dall’era dei Social Network che ha dominato in modo incontrastato per tutto il ventennio precedente stiamo velocemente passando all’era delle “Intelligenze Artificiali” che hanno l’ardire di dominare ogni lato del sapere umano. Senza alcuno sforzo (o almeno con uno sforzo minimo) chiederemo consiglio ad un computer tramite la rete di scrivere un articolo per noi, magari un intero libro, la stesura di programmi in qualsiasi linguaggio di programmazione, idee per la produzione di video o immagini, preparare discorsi per riunioni o appuntamenti galanti e chissà cosa altro ancora sarà possibile fare in un futuro ormai dietro l’angolo.

Forse un giorno lontano la macchina supererà l’uomo e riuscirà in questa impresa perchè la capacità di logica e di ragionamento della mente umana verrà annullata dall’aiuto onnipresente delle intelligenze artificiali a cui basta chiedere per ottenere qualunque cosa senza il prezzo di stressanti sforzi mentali (vi ricorda qualcosa il Film Matrix?).

Per tutti quelli che utilizzano il Self Publishing per passione ma soprattutto per lavoro (i soliti pseudo scrittori del Self Publishing Business da cui questo articolo ha avuto origine) il caso dell’intelligenza artificiale rappresentata dal sistema di ChatGPT è la vera novità di cui servirsi per avere idee o addirittura produrre con il minimo lavoro interi testi in forma digitale e cartacea per poi distribuire sulle solite piattaforme online (con la speranza di guadagnare una montagna di soldi 💰).

Tanti scrittori lo stanno già facendo…produrre interi testi anche in diverse lingue per ottimizzare i loro guadagni riducendo al minimo il supporto di collaboratori esterni come, ghostwriter, traduttori, grafici. Dove arriverà la qualità delle opere letterarie in questo modo? Ci saranno controlli da parte dei distributori di libri in rete come Amazon KDP, Google Libri etc? Cosa diventerà in questo modo il Self Publishing ma anche il mondo dell’editoria in generale se potrò produrre libri automaticamente? Nascerà magari una nuova classe di scrittori (quelli veri, quelli di sempre) che si contrapporrà a tutti quelli che utilizzeranno le intelligenze artificiali per le proprie composizioni testuali?. Non è possibile dare adesso risposte esaustive a questi dilemmi… è troppo presto. In questo ragionamento però non dobbiamo dimenticare un aspetto importante della questione, già velatamente menzionato in questo articolo. E’ un pò come se a volte gli scrittori e soprattutto chi professa il Self Publishing per soli scopi di lucro (utilizzando adesso le AI) lo facesse giocando una partita da solo senza avere la minima considerazione dell’altra controparte.

La controparte in questo caso sono i lettori che secondo la considerazione di moltissimi self publisher dovrebbero essere sempre pronti ad inghiottire qualsiasi cosa venga loro proposta di acquistare…se si ragionasse in questi termini tutto il mondo dell’auto pubblicazione perderà inesorabilmente qualità e dunque interesse e il vasto pubblico degli acquirenti si rivolgerà da tutt’altra parte.
Questo approccio opportunista rischia non solo di svalutare l’intero ecosistema del self publishing, ma anche di compromettere la credibilità dell’IA come strumento serio e professionale. L’intelligenza artificiale, infatti, è una risorsa potentissima nelle mani di chi scrive con consapevolezza, ricerca e visione editoriale, ma nelle mani di chi cerca scorciatoie può diventare un boomerang. Il problema, quindi, non è lo strumento, ma l’intenzione con cui lo si utilizza. E nel mondo della scrittura, il lettore – prima o poi – se ne accorge.

Intanto nell’attesa di risposte ai nostri quesiti abbiamo provato a porre a ChatGPT la seguente domanda:

“Scrivi un articolo per usare ChatGPT con il Self Publishing

La risposta che abbiamo ottenuto è abbastanza precisa anche se molto sintetica e poco approfondita ma che ci ha dimostrato come questa intelligenza artificiale possa essere un valido supporto per le decisioni umane o uno strumento per servirsene solo per scopi economici. Come per tutte le cose l’utilizzo che ne facciamo è quello che fa la differenza e perciò alla fine il libero arbitro che è una caratteristica umana ha sempre il sopravvento. Buona lettura…

“Scrivi un articolo per usare ChatGPT con il Self Publishing


Il Self Publishing è un’ottima opzione per gli scrittori che vogliono pubblicare il proprio libro senza l’aiuto di una casa editrice tradizionale. Grazie alla tecnologia moderna, oggi è possibile autopubblicare facilmente i propri libri e raggiungere una vasta audience. E con l’ausilio di ChatGPT, il processo di scrittura e pubblicazione può diventare ancora più semplice ed efficace.

ChatGPT è un modello di lingua naturale basato su intelligenza artificiale, creato da OpenAI. Il suo compito è quello di rispondere alle domande degli utenti in modo simile a quello di un essere umano. Tuttavia, il suo potenziale va ben oltre la semplice conversazione. Infatti, ChatGPT può essere utilizzato come assistente virtuale per la scrittura e la pubblicazione di libri.

Ecco alcuni modi in cui ChatGPT può aiutare gli autori self-published:

  1. Generazione di idee per il tuo libro ChatGPT può aiutare a superare il blocco dello scrittore suggerendo idee per il tuo libro. Puoi porre domande su un argomento specifico o semplicemente chiedere a ChatGPT di generare idee per te. Il modello risponderà con una lista di possibili idee che possono ispirarti a scrivere il tuo libro.
  2. Creazione di una trama Una volta che hai un’idea per il tuo libro, ChatGPT può aiutarti a creare una trama dettagliata. Puoi descrivere la tua idea al modello e chiedere di generare una trama che segua quella direzione. ChatGPT può anche suggerire nuovi personaggi e sottotrame per arricchire la tua storia.
  3. Revisione del tuo manoscritto Dopo aver scritto il tuo libro, ChatGPT può aiutarti a rivedere il tuo manoscritto. Puoi chiedere al modello di verificare la coerenza, la grammatica e la struttura del tuo libro. Inoltre, ChatGPT può anche suggerire alternative di parole o frasi per migliorare la fluidità del testo.
  4. Pubblicazione del tuo libro Una volta completato il tuo libro, ChatGPT può aiutarti a pubblicarlo. Puoi porre domande sulle diverse opzioni di self-publishing, ad esempio su come caricare il tuo libro su una piattaforma di self-publishing, come impostare il prezzo e come promuovere il tuo libro.

In conclusione, ChatGPT può essere un prezioso alleato per gli autori self-published. Grazie alla sua intelligenza artificiale, ChatGPT può aiutare a generare idee per il tuo libro, creare una trama, rivedere il tuo manoscritto e pubblicare il tuo libro. Se stai pensando di autopubblicare il tuo libro, non esitare a utilizzare ChatGPT come assistente virtuale per rendere il processo ancora più semplice ed efficace.

Normativa Europea DAC 7 e Self Publishing.

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Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate“…diceva Dante nell’inferno della Divina Commedia.
Con la direttiva europea DAC7 che sarà recepita a livello nazionale nel 2023 tutti i dati di coloro che guadagnano più di 2000 € o 30 transazioni l’anno saranno automaticamente trasmessi all’agenzia delle entrate.
Tutto questo riguarda i guadagni online ottenuti tramite le piattaforme di vendita via web come:
Amazon
Ebay
Vinted
Airbnb
etc
Questa nuova norma è stata creata per contrastare l’evasione fiscale online e riguarderà con certezza matematica tutti gli utilizzatori di piattaforme di vendita online. Non ci saranno controlli a campione ma praticamente tutti i dati di tutti gli utenti verranno trasmessi alle autorità fiscali di competenza di ogni stato europeo.
E’ una norma spartiacque e rivoluzionaria che non lascia più scuse a tutti quelli che fino ad oggi hanno guadagnato e lavorato nell’ombra pensando che avere un lavoro online, magari secondario, non fosse fiscalmente simile ad un lavoro reale…da oggi quello che è stato una giungla in assenza di norme certe verrà finalmente e chiaramente regolamentato. Facciamo un esempio banale…se un giorno avessi voglia di aprire un’attività reale come ad esempio una negozio di computer, una pizzeria, un ristorante o qualsiasi altro tipo di attività che potenzialmente genera un reddito, e magari ho anche un altro lavoro come dipendente, secondo voi potrei ragionare con il fisco dicendo “per il momento provo ad aprire l’attività se va bene successivamente aprirò anche la P.Iva con tutto il bagaglio burocratico connesso altrimenti lasciamo stare”. Secondo voi il fisco accetterà un ragionamento di questo tipo? Naturalmente non sarebbe possibile per cui l’utente sarà prima di tutto invitato a regolarizzare la sua posizione fiscale e dopo potrà aprire l’attività economica a prescindere dal reddito che questa potenzialmente potrà generare. Questo perchè il fisco italiano non ammette un periodo di prova per cui anche l’attività online deve essere paragonata ad una attività reale e non deve essere considerata qualcosa di serie B solo per il fatto che è più accessibile e più facile, per certi versi, professare.
Anche il Self Publishing espresso nelle varie piattaforme online sarà pienamente investito da questa grande rivoluzione.
Se ci sono ancora persone che sono state sedotte dai video di sedicenti guru sul Self Publishing in relazione a stratosferici guadagni operando nel totale anonimato fiscale…è giunta l’ora di mettersi in regola con il fisco.
…e noi lo avevamo detto in tempi non sospetti. Chi professa la vendita di Ebook, libri o audiolibri online nelle varie piattaforme è da considerarsi editore di se stesso e quindi un lavoratore che esercita attività di impresa. In quanto tale, anche se dovesse pubblicare un solo libro visibile H24 sulle piattaforme di distribuzione online, sarà obbligato ad aprire la P.Iva perchè la sua attività sarà valutata dal fisco come esercizio di impresa in modo coordinato e continuativo (Non ci stancheremo di ripetere che le piattaforme online di Self Publishing non sono degli editori, a cui non si applicano queste regole, ma dei distributori).
Questa decisione non sarà più lasciata alla buona volontà degli utenti ma sarà la stessa Agenzia delle Entrate a decidere se un utente dovrà o non dovrà mettersi in regola con il fisco perchè tutti i dati delle varie transazioni online verranno direttamente comunicati ai vari enti tributari dalle piattaforme web utilizzate come canali di vendita.
Dunque chi ha deciso che guadagnare online (magari con il Self Publishing) sarà la professione da svolgere dovrà anche regolarizzare la propria posizione fiscale…e questo lato utente venditore. Il dilemma di tutti questi anni è stato questo: quale è il reddito generato online per cui posso dire che sono obbligato ad aprire la P.Iva oppure no? Come dimostrare che il mio lavoro online è frutto di un’attività occasionale oppure professionale o commerciale? Gli utenti che operano online saranno controllati in base alla normativa DAC7 e naturalmente ogni situazione sarà valutata caso per caso. Prima di tutto verranno controllate le dichiarazioni fiscali degli utenti che hanno operato online…e successivamente se l’attività è svolta in modo continuativo o meno. E questa volta l’interpretazione non sarà lasciata al singolo contribuente!

Ricordiamo tre cose molto semplici ma altrettanto importanti:

  • La soglia dei 5000 euro è intesa come una soglia contributiva INPS e non come “posso lavorare senza criterio fino a 5000 euro e poi devo regolarizzarmi”.
  • I redditi online, e questa è la cosa più importante soprattutto all’inizio quando ancora non si capisce se l’attività è esercitata abitualmente o meno, devono essere prima di tutto denunciati nella propria dichiarazione dei redditi (art. 67 del TUIR, “redditi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente” e vanno indicati nel quadro RL).
  • Se verrà rilevato, caso per caso, che l’attività è esercitata in modo continuativo allora sicuramente l’utente sarà invitato ad aprire P.Iva.

e successivamente se occorre mettersi in regola in altro modoAdesso non capisco come alcune piattaforme di distribuzione online possano continuare a dire (e ci sono anche tracce sul web) che per fare Self Publishing non occorre aprire la P.Iva…perciò è importante fare attenzione e soprattutto lasciarsi consigliare da un valido consulente fiscale.

E per concludere alcune testimonianze incontrate sul web su questo argomento.


Un elemento sulle distorsioni del significato del Self Publishing è tratto da un interessante articolo scritto dalla Dottoressa Loredana de Michelis e che si trova nel suo blog al seguente linK:

Corsi per guadagnare con il selfpublishing: la solita fuffa


Questo articolo del Blog è stato pubblicato nel 2019 con un altro cms e ultimamente revisionato. Ha riportato 10 importanti commenti. con la nuova piattaforma Drupal per motivi tecnici abbiamo deciso di resettare tutti i commenti e le risposte inserite in calce all'articolo


Quando si parla di realizzare un sito web professionale, una delle prime domande da porsi è: quale CMS scegliere? In questo articolo mettiamo a confronto due dei sistemi di gestione dei contenuti più popolari al mondo: Drupal e WordPress.

Entrambi sono strumenti potenti, ma molto diversi tra loro. Vediamo insieme le principali differenze e scopriamo qual è il più adatto in base alle tue esigenze.

 

 

 

 

 

 

[INDICE]
– Introduzione ai due CMS
– Le due anime di Drupal
– Tipi di contenuto: flessibilità al massimo
– Il pannello di controllo a confronto
– La potenza delle Viste in Drupal
– WordPress: semplicità prima di tutto
– Drupal o WordPress? Dipende da cosa ti serve
– Video Youtube
– Richiedi una consulenza gratuita
– Risorse
 

Introduzione ai due CMS

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WordPress nasce nel 2003 come piattaforma per blog, ma oggi è utilizzato anche per la creazione di qualsiasi tipo di sito web. È conosciuto per la sua semplicità e per l’ampia disponibilità di plugin e temi.

Drupal, invece, ha origini ancora più lontane: nasce nel 2001 ed è pensato per progetti più complessi e strutturati, come portali aziendali o siti per enti e pubbliche amministrazioni. È ideale quando si ha bisogno di una struttura solida, flessibile e altamente personalizzabile.

Le due anime di Drupal

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Dal gennaio 2025, Drupal si è “sdoppiato” in due versioni:

  • Drupal Core, pensato per utenti esperti;
  • Drupal CMS, orientato a chi ha meno esperienza e vuole iniziare in modo più semplice grazie a un’interfaccia più user-friendly e moduli preinstallati.

In questo articolo ci concentriamo principalmente su Drupal Core.

Tipi di contenuto: flessibilità al massimo

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Una delle principali differenze tra WordPress e Drupal riguarda il modo in cui vengono gestiti i contenuti.

In Drupal, troviamo due concetti fondamentali: il contenuto e il tipo di contenuto.

  • Il contenuto è, ad esempio, l’articolo che vogliamo pubblicare.
  • Il tipo di contenuto è invece la struttura che definisce quali campi avrà quel contenuto: titolo, immagine, testo, link, file, date, ecc.

La potenza di Drupal sta proprio qui: possiamo creare tipi di contenuto personalizzati con tutti i campi che ci servono, direttamente dal pannello di controllo, senza dover installare moduli aggiuntivi. Questo livello di flessibilità è difficile da trovare in altri CMS.

In WordPress, invece, esistono due tipi di contenuto predefiniti: articoli e pagine. Per ottenere una flessibilità simile a quella di Drupal, è necessario installare plugin di terze parti, come ad esempio ACF (Advanced Custom Fields).

Il pannello di controllo a confronto

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WordPress presenta un’interfaccia più semplice e immediata. Le voci di menu si trovano sulla sinistra e l’editor Gutenberg (editor a blocchi) rende la creazione di contenuti molto intuitiva, anche per chi è alle prime armi.

Drupal ha un’interfaccia meno immediata, ma decisamente più potente. La curva di apprendimento è più ripida, ma permette di costruire soluzioni su misura già a partire dal core.

La potenza delle Viste in Drupal

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Un’altra caratteristica unica di Drupal è il modulo Views (viste). Grazie a questo modulo possiamo elaborare i dati presenti nel database e mostrarli sul sito nel formato desiderato, senza scrivere una sola riga di codice SQL.

Il modulo Views è una vera arma in più: consente di visualizzare contenuti filtrati, ordinati o raggruppati in modo dinamico, e può essere configurato tramite interfaccia grafica.

Nessun altro CMS, ad oggi, offre un sistema così completo e potente per gestire la visualizzazione dei dati.

WordPress: semplicità prima di tutto

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WordPress resta comunque la scelta ideale per chi cerca un sistema più semplice e immediato, adatto a:

  • Blog personali
  • Siti vetrina
  • Piccoli e-commerce
  • Progetti dove la velocità di sviluppo conta più della complessità strutturale

Con l’aiuto di plugin e page builder, come Gutenberg o altri strumenti visuali, WordPress può coprire molte esigenze, anche se con limiti maggiori nella personalizzazione avanzata rispetto a Drupal.

Drupal o WordPress? Dipende da cosa ti serve.

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  • Scegli WordPress se vuoi partire subito, con una curva di apprendimento bassa e un’interfaccia intuitiva.
  • Scegli Drupal se hai bisogno di un CMS robusto, scalabile, estremamente flessibile e sei disposto a investire un po’ di tempo per impararne la logica.

Entrambi i sistemi hanno punti di forza e possono essere utilizzati con successo per costruire siti professionali. La vera domanda è: quale CMS si adatta meglio al tuo progetto?

Se hai dubbi o vuoi approfondire l’argomento, contattami per una sessione di orientamento gratuita. Il mio ruolo è quello di consulente web: affianco imprenditori, freelance e webmaster per aiutarli a usare gli strumenti digitali in modo strategico ed efficace. Posso guidarti passo dopo passo come un coach, durante l’esercizio del tuo lavoro sul sito e in tutta la comunicazione digitale: insieme possiamo trovare la soluzione più adatta alle tue esigenze reali, senza perdere tempo ed energie. Non sei solo!

 

Come funziona il mio “Metodo Facile online”

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1️⃣ Sessione di orientamento gratuita iniziale
Analizziamo insieme il tuo sito, la tua comunicazione online i tuoi obiettivi. Le tue esigenze personali nella comunicazione online. Durante questa sessione affronteremo anche tutti gli altri argomenti tecnici sulle modalità di erogazione delle lezioni online.

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Alla fine del percorso sarai in grado di gestire il tuo sito web, creare contenuti efficaci e costruire una strategia online solida e duratura.

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Un saluto a tutti gli utenti del portale di Progettimultimediali.com – In questo articolo, esploreremo come installare estensioni e moduli in Drupal, sia nella versione più recente del CMS che con il metodo tradizionale di Drupal Core. Affronteremo anche una breve storia sull’evoluzione dell’installazione delle estensioni in Drupal, dalle versioni precedenti alla 8 fino alle attuali.

Drupal 7: Un’Apparente Rivoluzione

Installare un nuovo modulo con Drupal 7 era relativamente semplice. Bastava cliccare su un link o un pulsante analogo e si avevano a disposizione due metodi: incollare il link reperibile dalla lista dei moduli sul portale di drupal.org oppure scaricare il file sul proprio computer e procedere a un’installazione manuale tramite il pulsante “sfoglia”. Cliccando su “installa”, il modulo veniva facilmente integrato nella versione di Drupal 7.

Questa soluzione sembrava aver rivoluzionato l’installazione delle estensioni, considerando che precedentemente era ancora più complicata. Tuttavia, ci si è presto resi conto di alcune limitazioni.

Le Limitazioni di Drupal 7

Le limitazioni risiedevano nel fatto che ogni estensione in Drupal richiede, per il suo funzionamento, l’installazione e a volte l’attivazione di alcuni moduli complementari. Ad esempio, il modulo Field necessitava dell’installazione dei moduli Field SQL storage, text, comment, image e così via. Se questi moduli non erano presenti, Field non poteva funzionare. Questa era una prima limitazione, poiché occorreva installare manualmente tutte le dipendenze.

Un altro problema era che a volte questi moduli necessitavano di aggiornamenti o collegamenti con librerie esterne, ovvero piccoli programmi PHP open source che dovevano essere installati preventivamente. Non bastava quindi aggiungere altri moduli, ma anche queste librerie esterne.

L’Introduzione di Composer

Per ovviare a questi problemi di dipendenza e di gestione delle librerie, è stato deciso di introdurre Composer. Composer è un software open source che può essere installato sugli hosting e che permette di gestire automaticamente le dipendenze tra i moduli e di installare o aggiornare facilmente le librerie.

L’Installazione con Composer

Per molti, questa novità ha complicato un po’ le cose, poiché il sistema di installazione di Drupal 7 è stato in parte temporaneamente mantenuto, ma l’introduzione di Composer ha portato a un sistema di funzionamento a linea di comando.

Per collegarsi tramite Composer al proprio Drupal e installare le estensioni, occorre un accesso SSH, i dati di login del servizio FTP e aprire il prompt dei comandi (o la console di Linux).

La sintassi per collegarsi al server è:

ssh nomeutente@url-del-sito

Dopo aver inserito la password, ci si collega tramite SSH e si può utilizzare Composer. È necessario raggiungere la directory dove è installato Drupal (ad esempio nel nostro caso, public_html).

Con Composer, è possibile installare nuovi moduli, aggiornarli e persino installare Drupal stesso.

Aggiornamento del Core di Drupal con Composer

Per aggiornare il core di Drupal, si utilizza il comando:

php composer.phar update drupal/core –with-dependencies

Dopo l’aggiornamento, è consigliabile eseguire un update del database tramite la URL del sito (update.php).

Installazione di un Modulo con Composer

Per facilitare l’installazione dei moduli, è possibile utilizzare il modulo Project browser, una caratteristica della nuova versione di Drupal CMS. Questo modulo permette di visualizzare la lista dei moduli e di installarli tramite Composer.

Ad esempio, per installare il modulo Metatag, si può utilizzare il comando:

php composer.phar require drupal/metatag

Dopo l’installazione, è necessario aggiornare il database e pulire la cache.

Drupal CMS vs Drupal Core

A gennaio 2025, Drupal si è sdoppiato in Drupal CMS (ereditato da Drupal Starshot) e Drupal Core. La differenza principale è che Drupal CMS ha una grafica diversa ed è corredato di più moduli per facilitarne l’utilizzo, tra cui Automatic update e Project browser.

In Drupal CMS, l’installazione dei moduli è più semplice e non richiede l’uso diretto della linea di comando di Composer, che funziona in background.

Tuttavia, è consigliabile utilizzare ancora la versione Drupal Core e attendere che i moduli di Drupal CMS maturino.

Spero che questo articolo ti sia utile. Per ulteriori tutorial, continua a seguire il canale di Progettimultimediali.com


 

 


Drupal ora offre due versioni principali:

  • Drupal CMS: una versione user-friendly, pensata per chi ha meno esperienza con Drupal. Permette l’installazione di moduli ed estensioni attraverso un’interfaccia grafica, senza necessità di utilizzare Composer dalla linea di comando.
  • Drupal Core: la versione tradizionale, destinata a utenti più esperti. L’installazione di moduli avviene tramite Composer, mantenendo la piena flessibilità e il controllo avanzato della piattaforma.

Nonostante le differenze, le due versioni condividono la stessa base. Drupal CMS include già moduli preinstallati per facilitare l’uso, mentre Drupal Core richiede un’installazione manuale di questi componenti.

Dalla Dashboard di Drupal CMS, l’interfaccia si presenta con un pannello di controllo sulla sinistra, offrendo un’esperienza di navigazione più intuitiva. La versione base è in inglese, ma è possibile tradurre l’interfaccia in italiano direttamente dalle impostazioni.

Per tradurre Drupal CMS in italiano, basta seguire questi passi:

  1. Accedere alla sezione Extend e individuare i moduli per la gestione delle lingue.
  2. Installare i moduli necessari alla traduzione.
  3. Andare su Configurazione > Regional Settings, selezionare “Italiano” come lingua principale e impostare il fuso orario.
  4. Aggiungere la lingua italiana da Configurazione > Linguaggi.
  5. Attendere il download e l’installazione automatica della traduzione.

Una volta completata la configurazione, gran parte dell’interfaccia sarà tradotta, con aggiornamenti progressivi per eventuali elementi ancora in inglese.

Una delle principali novità di Drupal CMS è l’inclusione di moduli preinstallati, che semplificano l’utilizzo della piattaforma. Tra questi troviamo:

  • Media Library: simile a WordPress, facilita la gestione dei contenuti multimediali.
  • Automatic Updates: permette di aggiornare il sistema senza operazioni manuali complesse.
  • Project Browser: offre un’interfaccia grafica per la ricerca e l’installazione di nuovi moduli senza usare Composer.

Drupal Core mantiene la struttura tradizionale, con un approccio pensato per sviluppatori e utenti esperti. La gestione dei moduli avviene tramite Composer, garantendo maggiore controllo e stabilità.

L’introduzione di Drupal CMS segna un passo avanti nella semplificazione dell’esperienza utente, rendendo il CMS accessibile a un pubblico più ampio. Tuttavia, Drupal Core resta la scelta ideale per chi necessita di una gestione avanzata e personalizzata.

Con questa nuova suddivisione, Drupal mira a soddisfare le esigenze sia di chi cerca un CMS facile da usare, sia di chi desidera il massimo della flessibilità e del controllo.


 

 


In questo articolo studieremo come installare o aggiornare moduli e temi tramite Composer che è uno strumento diventato indispensabile per lo sviluppo di siti web con Drupal. Non è una procedura semplicissima e secondo noi questo è stato uno dei tanti problemi che hanno spinto la community di Drupal a trovare soluzioni semplificate che poi sono sfociate nel progetto Drupal Starshot (rinominato in Drupal cms).

In particolare utilizzeremo lo strumento su un sito web di prova messo a disposizione gratuitamente dal Provider Host.it e dunque l’esperienza sarà calibrata sull’utilizzo di Drupal su questo Hosting. Su altri spazi web composer potrebbe essere leggermente diverso…è sempre bene chiedere come procedere all’assistenza tecnica del proprio Hosting Provider. Quello che a noi interessa sottolineare in questo articolo è la logica e il funzionamento dello strumento composer con Drupal.

Inoltre per eseguire questa prova utilizzeremo il nostro terminale Linux Mint, per altri sistemi operativi occorre utilizzare i relativi terminali come il prompt dei comandi in Windows. Ci sono comunque altri metodi di collegamento al server del nostro Provider, il software “Putty” è uno di questi.

 

 

 

 

Il passo iniziale dell’utilizzo del modulo composer in gran parte degli hosting provider è il collegamento del nostro computer con il Server hosting tramite il protocollo SSH

Il protocollo SSH (Secure Shell) fornisce un accesso sicuro ai computer remoti perchè permette di crittografare la comunicazione tra client e server. Questa possibilità deve essere messa a disposizione dal Provider ed ecco perchè uno dei tanti motivi per cui con Drupal occorre scegliere hosting performanti è appunto questa.

Utilizzando la nostra console di Linux Mint eseguiamo il primo collegamento al server tramite SSH che host.it ci mette a disposizione. Per fare questo abbiamo bisogno di conoscere i dati di Login FTP al nostro sito web.

Anche Drupal può essere installato tramite composer ma noi per la nostra prova abbiamo utilizzato “Softaculous” e quindi ci limiteremo a installare con composer solo moduli e temi.

Utilizzeremo il comando:

sudo ssh ugwqs2e7@test22.sviluppo.host – dove la parte iniziale è la user FTP e “test22.sviluppo.host” è il nome del nostro sito web.

Nel caso di Linux, ci verrà richiesta la password di sistema e occorre rispondere “yes” alla domanda che ci verrà proposta successivamente.

 

 

Portiamoci nella directory della root di Drupal e digitiamo la password FTP (non vedremo i caratteri che digitati).

Questa è l’installazione dei pacchetti di composer all’interno del server

curl -ss https://getcomposer.org/installer | php

Installare il modulo o il tema tramite il link composer da recuperare nelle istruzioni del modulo

Nel nostro caso abbiamo prelevato il link di composer al modulo “Project Browser” che sarà installato di serie nella nuova versione di Drupal cms…e che comunque è già presente nelle ultimissime versioni di Drupal.

 

 

ed adattato con il comando (nel caso di Host.it), il tutto deve essere installato nella cartella del cms:

php composer.phar require 'drupal/project_browser:^2.0@alpha'

In caso di esito negativo seguire prima le istruzioni a video o contattare il proprio Provider e ripetere il comando

A questo punto il pacchetto sarà installato con tutte le relazioni necessarie senza preventivamente installare moduli complementari. Il vantaggio di composer è dunque quello di rendere più veloce e semplice l’installazione e la configurazione delle estensioni. Come per i moduli la procedura per l’installazione dei temi è analoga. Ricordiamo che spesso i moduli in Drupal richiedono l’installazione di altre estensioni complementari. Composer risolve questo problema corredando gli elementi con tutte le estensioni necessarie per il loro funzionamento.

Nel video successivo verrà approfondito il concetto di installazione con un ulteriore modulo e di un tema grafico tramite composer.

Nella prossima versione di Drupal cms tutti questi procedimenti saranno eseguiti in automatico dal cms e in background. L’utente potrà operare esclusivamente dal browser senza la complicazione di entrare nella console del proprio sistema operativo e digitare comandi testuali che potrebbero risultare ostici a molti e anche differenti in base ai diversi Provider. Questo renderà Drupal più User Friendly…un fattore importante che, a nostro avviso, ha fatto allontanare molti utenti dal cms negli ultimi anni dirottandoli verso altre piattaforme più smart.


 

 

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“Drupal 11 è appena stato rilasciato, mentre la comunità apre la strada a Drupal CMS, il prodotto dell’iniziativa Starshot. Costruito sul core Drupal e sui comuni moduli contrib, Drupal CMS renderà l’incredibile potenza di Drupal più utilizzabile per tutti.”

Adesso cambia tutto e la data è fissata per il 15 Gennaio 2025…Drupal farà un altro passo da gigante. Da sempre sinonimo di flessibilità e potenza, sta compiendo un salto in avanti con Starshot. Il nuovo progetto mira a unificare le migliori caratteristiche di Drupal con un’interfaccia utente intuitiva e un approccio più orientato al drag-and-drop. Questo permetterà di ottenere un CMS in grado di creare siti web personalizzati e complessi senza le tradizionali barriere di ingresso. Sarà rivolto anche ai nuovi utenti che non hanno mai avuto esperienze nell’utilizzo con questo cms. Drupal è sempre stato apprezzato per la sua flessibilità e potenza, ma la sua complessità iniziale ha spesso scoraggiato i principianti. Con Starshot, Drupal si apre a un nuovo pubblico, promettendo un’esperienza utente più intuitiva e accessibile.

 

 

Quasi certamente Drupal Starshot non sarà il nome definitivo ma solo quello utilizzato in fase di sviluppo. A lavori ultimati si chiamerà semplicemente “Drupal CMS“, resterà un prodotto Open Source sempre in rapida evoluzione che consentirà ai creatori di siti web, anche senza esperienza in Drupal, di creare facilmente nuovi progetti web. Tutto questo sarà possibile grazie all’introduzione di nuovi elementi innovativi come ad esempio i “Recipies” (Ricette) che potranno anche essere preconfigurati utilizzando esclusivamente il proprio browser.

Attualmente il progetto è ancora in fase beta, ma si può installare e testare il prototipo su tecnologia “ddev/Docker” attraverso il seguente link:

https://git.drupalcode.org/project/drupal_cms

Drupal Starshot promette di far creare siti web in modo semplice ed intuitivo racchiudendo all’interno del pacchetto di installazione tutti quei moduli già esistenti in Drupal ma che con questo progetto assumono un nuovo significato per differenti obiettivi. E’ abbastanza complicato infatti spiegare ad un neofita in Drupal concetti come l’utilizzo del modulo Paragraphs, Layout Paragraphs, Layout Builder etc, la loro installazione in un ambiente Drupal puro risulterebbero abbastanza difficili da comprendere, almeno nel breve termine per un utente alle prime armi con il cms. In un ambiente studiato appositamente anche per i principianti si cambierà metodo e tutta l’esperienza di Drupal sarà racchiusa nel Kit di installazione di Starshot.

Drupal Starshot (o Drupal cms come si chiamerà) sarà affiancato da Drupal Core (diciamo l’attuale Drupal) che verrà quindi riservato ad un pubblico di sviluppatori più avanzato. Comunque i due elementi non si escludono ma potranno vivere parallelamente, ampliati e modificati in base alle proprie esigenze senza alcuna sorta di limitazione. L’unica differenza resterà questa: Drupal CMS avrà un approccio molto semplificato rispetto a Drupal Core più riservato ad una utenza già avviata.

Drupal Starshot verrà corredato di serie da un pacchetto di estensioni che faranno parte del kit. Al suo interno troveremo il tema “Gin” lato amministrazione , i moduli Navigation, Coffee e Project Browser. Inoltre partirà anche con un set di elementi Media già esistenti e contenuti preconfigurati.

Durante la fase di installazione semplificata ci chiederà di iniziare con una configurazione già prestabilita che preparerà un kit di moduli, contenuti, etc adatti ai nostri obiettivi. In pratica sono già le “Recipes” che poi in seguito potremo ulteriormente sviluppare.

 

 

Dopo l’installazione troveremo una dashboard molto più intuitiva rispetto al pannello di controllo tradizionale di Drupal 11

 

 

Gli elementi più importanti del nuovo Drupal CMS che rivoluzioneranno il lavoro degli sviluppatori (anche principianti) sono:

Recipes o (Ricette): In Drupal, un recipe è essenzialmente una collezione di configurazioni che definiscono come dovrebbe essere strutturato un sito web. Immagina un recipe come una sorta di “ricetta” che ti indica gli ingredienti (moduli, temi, configurazioni) e i passaggi (installazione, abilitazione, configurazione) necessari per creare un determinato tipo di sito.

Esempi di utilizzo

  • Creazione di un blog: un recipe può installare e configurare i moduli necessari per creare un blog, come quelli per la gestione dei contenuti, la creazione di categorie e la gestione dei commenti.
  • Implementazione di un sito e-commerce: un recipe può installare e configurare un modulo e-commerce completo, con funzionalità per la gestione dei prodotti, dei carrelli e dei pagamenti.
  • Creazione di un sito multilingue: un recipe può configurare il sito per gestire contenuti in più lingue e impostare le traduzioni.

In conclusione:

I recipes sono uno strumento molto potente in Drupal che permette di automatizzare molte delle attività di configurazione e di gestire in modo più efficiente i siti web e lavorare in modo più rapido e produttivo.

Project Browser: Immagina il Project Browser come un negozio di moduli Drupal direttamente integrato nell’interfaccia di amministrazione del tuo sito. Questo strumento ti permette di:

  • Cercare moduli: Puoi effettuare ricerche per nome, categoria o parola chiave per trovare esattamente il modulo che ti serve.
  • Installare moduli: Una volta trovato il modulo desiderato, puoi installarlo con un semplice click.
  • Visualizzare dettagli: Ogni modulo è accompagnato da una descrizione dettagliata, informazioni sulla compatibilità e recensioni degli utenti.

Perché è così utile?

  • Semplifica l’installazione: Elimina la necessità di cercare moduli su Drupal.org e di eseguire manualmente i comandi di installazione.
  • Centralizza la gestione: Tieni traccia di tutti i moduli installati direttamente dall’interfaccia del tuo sito.
  • Migliora la scoperta: Scopri nuovi moduli e le ultime versioni disponibili.

 

 

Integrazione con Composer:

Project Browser lavora in stretta collaborazione con Composer, il gestore di dipendenze di PHP. Quando installi un modulo tramite Project Browser, in realtà stai eseguendo un comando Composer in background. Questo garantisce una gestione precisa e affidabile delle dipendenze del tuo progetto.

Un esempio pratico:

Supponiamo che tu voglia aggiungere un modulo di contatto al tuo sito Drupal. Basta aprire il Project Browser, cercare “modulo contatto”, selezionare il modulo più adatto alle tue esigenze e cliccare su “Installa”. In pochi secondi, il modulo sarà installato e pronto all’uso.

Experience Builder: in poche parole, è un potente strumento visuale che permette di creare layout personalizzati per le pagine del tuo sito web in modo intuitivo e senza dover scrivere codice. È come avere un editor WYSIWYG (What You See Is What You Get) super potenziato, appositamente progettato per Drupal.

Quali sono le sue principali caratteristiche?

  • Layout Builder integrato: Al cuore dell’Experience Builder troviamo il Layout Builder, un modulo che consente di organizzare i contenuti sulla pagina trascinando e rilasciando blocchi predefiniti (ad esempio, un titolo, un’immagine, una colonna di testo).
  • Paragraphs: Questo modulo permette di creare contenuti composti da diversi elementi, come immagini, gallerie, citazioni, ecc., che possono essere facilmente organizzati e riutilizzati in diverse pagine.
  • Single Directory Components (SDC): Questa funzionalità consente di creare componenti personalizzati e riutilizzabili, che possono essere gestiti e aggiornati in modo indipendente.
  • Integrazione con altri moduli: L’Experience Builder si integra perfettamente con altri moduli Drupal, come Layout Discovery e Field Layout, offrendo un’esperienza di creazione di contenuti ancora più flessibile.

Quali sono i vantaggi dell’Experience Builder?

Migliore collaborazione: L’Experience Builder facilita la collaborazione tra sviluppatori e content editor.

Maggiore flessibilità: Puoi creare layout personalizzati per ogni tipo di contenuto, senza essere limitato da template predefiniti.

Maggiore velocità: La creazione di nuove pagine è più rapida e intuitiva, grazie all’interfaccia visuale.

Maggiore controllo: Hai il pieno controllo sulla struttura e sull’aspetto delle tue pagine.

 

 

Drupal Starshot rappresenta un punto di svolta per Drupal. Questa nuova iniziativa ci offre un’opportunità unica per ripensare il modo in cui costruiamo i nostri siti web. Siamo entusiasti di far parte di questa rivoluzione e di contribuire allo sviluppo di un futuro ancora più luminoso per Drupal.


🌿 Casa Federica – Alloggi turistici nel cuore di Isola del Liri

Benvenuti a Casa Federica, un piccolo rifugio di charme situato nel centro storico di Isola del Liri Superiore, uno dei borghi più suggestivi del Lazio, celebre per la sua cascata naturale nel cuore del paese, un unicum in Europa.

I nostri due alloggi, entrambi situati al primo piano di un elegante palazzo d’epoca di fine Ottocento, si affacciano uno di fronte all’altro, offrendo intimità e tranquillità in un contesto storico affascinante.

Ogni camera è arredata con cura e personalità, con dettagli che richiamano l’anima autentica del territorio: materiali naturali, tocchi di design contemporaneo e un’atmosfera accogliente pensata per farvi sentire a casa.

A pochi passi da Casa Federica potrete scoprire:

  • la celebre Cascata Grande,
  • il Castello Boncompagni-Viscogliosi,
  • le passeggiate lungo il Liri,
  • e un vivace centro storico ricco di botteghe, caffè e sapori locali.

Nel raggio di poche centinaia di metri troverete tutto ciò che serve per un soggiorno senza pensieri: supermercati, farmacie, bar, pasticcerie artigianali e ristoranti tipici.

Che siate in viaggio per rilassarvi, esplorare la Valle del Liri o vivere un weekend romantico, Casa Federica è il punto di partenza ideale per scoprire la bellezza nascosta di un luogo ancora autentico e poco turistico.

CIN: IT060043C24EALIIZV – IT060043C2RHAK2KNF

✅ All’interno di un palazzo storico di fine ‘800
✅ Sito web: www.homecasafederica.com
✅ Via Guglielmo Marconi, 8 Isola del Liri (Fr)
✅ Tel. 3773383223
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