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Drupal
Opens Minds

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Drupal per professionisti del web


Molti strumenti di sviluppo web oggi promettono facilità di utilizzo e riduzione dei tempi del lavoro.

Quando un CMS diventa troppo 'democratico' e semplice da utilizzare (e tutti lo utilizzano...ma proprio tutti), il valore del professionista si dissolve e nell'era dell'intelligenza artificiale questa non è una cosa che succederà ma sta già succedendo.

"Se il tuo lavoro si riduce a scegliere tra estensioni e template, copia e incolla di contenuti, trascinare blocchi con il mouse e regolare margini in un builder,  non stai sviluppando: stai assemblando."


Questo portale web è dedicato alla formazione specialistica su Drupal, una piattaforma pensata per sistemi professionali in cui struttura, sicurezza e scalabilità sono requisiti fondamentali e caratteristici di questo cms.
Drupal è uno strumento avanzato, progettato per chi deve gestire situazioni complesse e vuole mantenere controllo sull’architettura, sui dati e sull’evoluzione delle strutture web nel tempo.
La formazione che propongo nel sito affronta lo studio di Drupal in modo chiaro e facile (pur avendo una curva di apprendimento ripida), con un approccio pratico che punta alla comprensione reale della piattaforma senza perdersi in formule teoriche. Affronteremo la logica di funzionamento del cms  e delle scelte tecniche che rendono Drupal adatto a scenari di livello professionale.
L’obiettivo è fornire un metodo efficace e competenze solide, per poter utilizzare Drupal con consapevolezza e qualità, evitando soluzioni superficiali e approcci improvvisati.

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Daniele Venditti (Progettimultimediali.com)


Blog (ultimi 6 articoli)


 📘 DRUPAL Opens MindsOltre i limiti di WordPressHo scritto questo ebook pensando esattamente a te: un professionista che mastica WordPress ogni giorno, ma che sente il bisogno di andare oltre e vuole capire Drupal senza impazzire tra tecnicismi inutili.Dimentica i manuali tecnici pesanti e indigesti. Questo non lo è.L'ho costruito seguendo un percorso semplice e progressivo. Già durante la lettura ti accorgerai di avere tra le mani un modello pronto da testare, qualcosa che sembra quasi girare "su carta".Perché questo approccio?Perché voglio che tu capisca come usare Drupal prima ancora di installarlo. Imparerai a dare una struttura solida ai tuoi contenuti, a gestire i dati e a creare relazioni profonde senza dover dipendere immediatamente da righe di codice o moduli complessi.Oggi, nell'era dell'Intelligenza Artificiale, generare pagine è diventato alla portata di tutti. Ma saper progettare sistemi solidi e scalabili è la competenza che fa davvero la differenza tra un esecutore e un professionista.Se sei pronto a cambiare prospettiva, questo è il tuo punto di partenza.Scarica gratis l'anteprima dell'Ebook(Introduzione e Capitolo 1 e 2 - Download diretto PDF)Scarica Ora 👇🚀 Acquista l’ebook completo  /* Box Celestino Identico al precedente */ .ebook-download-box { background-color: #f0f8ff !important; border: 2px dashed #d1d1d1 !important; border-radius: 12px !important; padding: 25px !important; margin: 20px auto !important; max-width: 450px !important; width: 95% !important; box-sizing: border-box !important; font-family: sans-serif; } /* Stile Pulsante Download (che sostituisce il tasto Subscribe) */ .download-button { display: inline-block !important; background-color: #007bff !important; color: white !important; padding: 12px 30px !important; text-decoration: none !important; border-radius: 6px !important; font-weight: bold !important; margin: 10px 0 !important; transition: background-color 0.3s ease !important; } .download-button:hover { background-color: #0056b3 !important; } .text-align-center { text-align: center !important; } /* Animazione Freccia */ .purchase-cta { text-align: center; margin-top: 15px; font-weight: bold; animation: bounce 2s infinite; } @keyframes bounce { 0%, 20%, 50%, 80%, 100% {transform: translateY(0);} 40% {transform: translateY(-5px);} 60% {transform: translateY(-3px);} } Istruzioni per l'acquisto 2,99 €Consegna: L'ebook verrà inviato all'indirizzo email indicato in PayPal in formato ePub e pdf.Fatturazione: Lasciando i propri dati in risposta all'email di download è possibile ricevere il documento di acquisto.  paypal.Buttons({ style: { layout: 'vertical', color: 'gold', shape: 'rect', label: 'paypal', tagline: false }, createOrder: function(data, actions) { return actions.order.create({ purchase_units: [{ // Questa descrizione è fondamentale per te: la leggerai nella mail di notifica description: "Ebook Drupal Opens Minds", amount: { currency_code: "EUR", value: "2.99" } }] }); }, onApprove: function(data, actions) { return actions.order.capture().then(function(details) { // Reindirizzamento alla pagina di conferma sul tuo sito Drupal window.location.href = "/grazie-acquisto"; }); } }).render('#paypal-button-container-ebook'); Puoi trovarlo anche in versione italiana sui seguenti store: in versione inglese:

Smetti di nascondere la tecnologia: perché formare il cliente è la tua vera forza...Oggi creare un sito web è diventato "facile". Con l'avvento dell'AI e la diffusione di piattaforme come Shopify, Wix o la semplificazione estrema di cms come WordPress, chiunque può mettere online una pagina in poche ore. Davanti a questa semplificazione, molti sviluppatori hanno adottato una strategia difensiva: vendere pacchetti "tutto incluso" (sito, social, comunicazione) partendo dal presupposto che "tanto il cliente non capisce e non ha tempo" oppure è interessato unicamente al proprio business e quindi ai risultati finali.Questo approccio, però, nasconde una trappola: tratta il cliente come un soggetto passivo e riduce il tuo lavoro a un servizio qualsiasi. Il mito del cliente che vuole solo i risultatiÈ vero, l’imprenditore è focalizzato sul suo business. Spesso non percepisce il valore che sta dietro un’architettura complessa e non sa distinguere se un sito è fatto in WordPress o in Drupal. Quello che cerca è il risultato.Tuttavia, la mia esperienza mi ha insegnato che questa è solo metà della storia. Molti professionisti usano la scusa del "cliente che non ha tempo" per evitare di spiegare la qualità del proprio lavoro. Ma agire così significa rinunciare a distinguersi.La mia esperienza: la formazione come leva di fiduciaNella mia carriera ho notato un fenomeno costante. Ogni volta che ho deciso di non limitarmi a "consegnare il lavoro", ma ho iniziato a fare formazione, il rapporto è cambiato drasticamente.Nonostante il cliente sia inizialmente concentrato solo sui numeri, ogni volta che sono entrato in sintonia con lui spiegandogli in modo approfondito il "perché" di certe scelte tecniche, ho riscontrato:Maggiore Rispetto: Smetti di essere un fornitore intercambiabile e diventi un partner strategico.Interesse Genuino: Quando il cliente capisce come la tecnologia (ad esempio un sistema solido come Drupal rispetto a uno standard come WordPress) protegge il suo futuro, smette di guardare solo il prezzo.Apertura e Sintonia: La formazione abbatte le barriere. Il cliente si sente parte del progetto e non più un semplice spettatore.Distinguersi dai generalisti della comunicazione online a 360°Quasi tutte le web agency offrono "servizi a 360 gradi". Promesse bellissime, ma spesso vuote, che puntano a rendere il cliente dipendente dall'agenzia.La vera differenza la fa chi ha il coraggio di educare il proprio cliente. Specializzarsi in tecnologie di alto livello e saperle spiegare è l'unica arma che ti distingue da chi vende pacchetti preconfezionati a 360°.Non temere che il cliente scopra come funzionano le cose. La tecnologia continuerà a semplificarsi in superficie, rendendo i siti web è la comunicazione online qualcosa di standard come una merce a basso costo. Ma è proprio qui che si apre lo spazio per chi lavora diversamente.Se vuoi smettere di combattere la guerra di tutti, differenziati e smetti di considerare il cliente come qualcuno che non può capire. Formarlo non è una perdita di tempo, ma l'investimento più grande che puoi fare per consolidare la tua autorità professionale oggi nell'era dell'AI.[ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER GRATUITA DI DRUPAL NOTES]

La sirena d'allarme che nessuno vuole sentire: quando creare un sito web diventa un gioco da ragazzi.C'è un video che ho trovato su YouTube che mi ha colpito particolarmente. Mostra un creator, non un programmatore, non un designer che in pochi minuti riesce a creare un sito web completo. Nel video è evidente che il creator svolge un servizio di presentazione per un importante e conosciuto hosting nazionale e in particolare si parla di Hosting dedicato a WordPress. Chi acquista l'hosting specifico viene fornito di un avanzato strumento per realizzare un sito web in WordPress con L'intelligenza artificiale. Tutto attraverso un semplice questionario e qualche riga di chat. Niente codice e nessuna competenza richiesta.Il video ha il titolo " Come CREARE un SITO WORDPRESS da PRO con AI in pochi minuti" e per i più curiosi invito a cercarlo poiché non darò riferimenti e link diretti. Questa la trascrizione di una parte del video che vi darà coscienza di ciò che sta succedendo:Inizio Trascrizione YouTubeOggi vi mostro un tool fantastico per creare un sito web con intelligenza artificiale, senza essere un web designer, senza avere delle competenze di programmazione e addirittura senza avere delle idee chiarissime su quello che dovrà essere il vostro sito dal punto di vista grafico.Non solo, questo tool vi permette di creare un sito WordPress che è la tecnologia più diffusa per la creazione dei siti web, quella, diciamo, più solida, più storica, dove anche ci sono più competenze online. Perché è importante? Perché se in un domani volete magari, non so, affidarvi a un web designer per, non so, fare il salto di qualità, oppure volete scalare questo sito web, diciamo, complicarlo, aggiungere dei livelli di complessità, volete aggiungere dei plugin, integrarlo, ecco, il fatto che sia su WordPress vi dà una certa tranquillità, sia per trovare delle competenze, sia per trovare dei plugin, sia per permettervi l'integrazione del vostro sito con altri strumenti esterni.Ora, prima di andare a creare il nostro sito web insieme, vi faccio vedere eh qual è lo strumento in questione. Si chiama AI Assistant per WordPress di (Bip Bip) che è anche lo sponsor di questo video e che ringrazio.di base come funziona? Nel momento in cui acquistate un ehm hosting per WordPress, eh di base vi viene regalato ai site assistant, quindi vi viene preinstallato, diciamo, WordPress, per cui non dovete fare nessun tipo di sbatti, ma direttamente dalla dashboard accedete al vostro, diciamo, al backend del vostro sito web, rispondete a tutta una serie di domande, fate una sorta di questionario, ci sono dei template tra cui scegliere, tra poco vediamo tutto questo e poi di base il vostro sito in pochi minuti è pronto.Vedete qui vi faccio vedere velocemente domande personalizzate per iniziare la configurazione. Qui c'è il discorso della modifica di cui parla. supporto intelligente anche per plugin di terze parti, nel senso che hai site Assistant, eh tramite questo interfaccia di chat vi permette anche di avere assistenza su altri plugin. Eh tra l'altro crea immagini con intelligenza artificiale senza uscire da WordPress e quindi potete cambiare il layout molto velocemente...Stop Trascrizione YouTubeIl video tutorial continua fino alla realizzazione completa di un sito web con WordPress completo in modo velocissimo tramite lo strumento di AI messo a disposizione dall'hosting Provider.Sembra una grande vittoria per la democratizzazione del web. Ma in realtà, è solo l'inizio di una tempesta silenziosa che potrebbe travolgere chi ha costruito la propria carriera sulla capacità di creare siti web (soprattutto con un solo strumento cms facile da utilizzare). Il vero problema non è che l'intelligenza artificiale sostituirà gli sviluppatori. Quella è una narrazione comoda che ci distrae dalla realtà: l'AI non sta eliminando il lavoro, ma lo sta svuotando di valore. Quando chiunque può ottenere un risultato "sufficiente" in pochi minuti, la competenza tecnica smette di essere un fattore distintivo e diventa un optional costoso. Il mercato non premia più chi sa fare meglio e svolge in minor tempo lo stesso lavoro. WordPress, per anni celebrato come il CMS del popolo, oggi si rivela il veicolo perfetto per questa svalutazione. La sua forza che è l'accessibilità, la standardizzazione, l'enorme ecosistema di plugin è diventata il suo tallone d'Achille. Più un sistema è prevedibile, più è facile da automatizzare. Più è diffuso, più diventa un bersaglio privilegiato per strumenti che trasformano anni di apprendimento in un semplice clic.La cosa ormai è chiara a tutti: il vero allarme non è tanto il fatto che oggi si possa creare un sito web con l'AI. Il problema è il silenzio con cui stiamo accettando che questa diventi la nuova normalità.È giunto il momento di alzare l'asticella verso livelli di complessità che l'automazione non può ancora raggiungere, oppure ci si condanna a diventare sempre più irrilevanti in un mercato che non fa più distinzione tra professionista e principiante — perché per lui, ormai, non c'è più differenza. La formazione al momento è l'unica arma che ci consente di superare questo momento che inizia a farsi complicato.Per capire quanto velocemente stia cambiando il panorama, basta dare un'occhiata a questo short YouTube di di Salvatore Aranzulla: 

In Drupal il concetto di Node e Content Type sono due facce della stessa medaglia. Non può esistere l'uno senza l'altro.Possiamo dire che il loro legame è un rapporto di "Regola" e "Applicazione della regola". Facciamo degli esempi per capire meglio perchè questi concetti sono la base per capire il cms Drupal e spesso restano argomenti astratti. Un pò come a scuola quando si dice agli insegnanti di aver capito ed invece si hanno resistenze mentali alla comprensione (mi faccio domanda e risposta, cerco di interpretare perchè all'inizio anche io ho avuto gli stessi problemi).I mattoncini si chiamano NodeIn Drupal ogni pezzo di contenuto è un Node. Un articolo è un Node. Una pagina è un Node. Un annuncio immobiliare è un Node.I mattoncini di Drupal: il concetto di Node In WordPress, quando crei qualcosa, pensi subito a un "Articolo" o a una "Pagina". In Drupal, invece, usiamo un termine unico per tutto: il Node (che in italiano potremmo tradurre come "Nodo").Non farti spaventare dal nome tecnico. Un Node è semplicemente "una cosa" nel tuo sito.- Scrivi un articolo? È un Node.- Crei una pagina di servizi? È un Node.- Inserisci un annuncio per una casa? È un Node.L'esempio del negozio di scarpePer capire meglio, immagina un grande magazzino di scarpe. Ogni singola scatola sugli scaffali ha un'etichetta con un codice a barre univoco. Quel codice dice al magazziniere: "Questa è una scatola specifica del mio negozio".In Drupal, quel codice si chiama Node ID (o abbreviato nid). Ogni contenuto che crei riceve il suo numero identificativo.- La scatola numero 1 è il tuo articolo del blog.- La scatola numero 2 è la pagina "Chi siamo".- La scatola numero 3 è l'annuncio "Appartamento in Via Roma".Ognuna è una scatola separata, ognuna è un Node.Cosa c'è dentro la scatola? (I Campi)Se apriamo la scatola del nostro annuncio immobiliare (il Node 3), cosa troviamo? Troviamo una serie di schede con le informazioni specifiche. In Drupal, queste informazioni si chiamano Fields (Campi).Dentro la scatola "Appartamento in Via Roma" troveremo:- Title (Titolo): Appartamento in Via Roma-- Price (Prezzo): 250.000 euro- Surface (Metri quadri): 85 mq- Image (Foto): la foto della casa.Attenzione: Il titolo non è un Node. Il prezzo non è un Node. Sono solo pezzi di carta dentro la scatola. Il Node è il contenitore che tiene tutto insieme. Cioè i dati che inseriamo attraverso i campi.L'indirizzo del contenuto (URL)Quando navighi in un sito Drupal, potresti imbatterti in indirizzi web (URL) fatti così:tuo-sito.com/node/3Questo è il modo in cui Drupal parla con il suo database. Quel link significa: "Vai in magazzino, prendi la scatola numero 3, aprila e mostrami cosa c'è dentro".Drupal apre la scatola, legge i Fields (titolo, prezzo, ecc.) e li impagina in una bella pagina web per il visitatore.Perché questo sistema è così potente?In WordPress, l'articolo è la pagina. In Drupal, la scatola (Node) esiste indipendentemente da come decidi di mostrarla. Questo ti dà una libertà incredibile. Poiché le informazioni sono separate in scatole numerate, tu puoi decidere di:- Mostrare la scatola da sola come una pagina intera.- Prendere solo il "Prezzo" e la "Foto" di dieci scatole diverse e metterli tutti insieme in una lista (usando le Views, di cui parleremo in seguito).- Prendere l'indirizzo della scatola e mostrarlo come un puntino su una mappa.In breve: il Node è il modo in cui Drupal tiene ordinati i tuoi contenuti. Tu riempi le scatole, e Drupal si occupa di non perderle mai di vista.Riassunto veloce:- Node = Una scatola con un numero univoco.- Fields = Il contenuto della scatola (titolo, prezzo, foto).- node/3 = L'istruzione per "aprire la scatola numero 3".Il "Progetto" delle scatole: il Content TypeAbbiamo visto che ogni annuncio della nostra agenzia è una scatola chiamata Node. Ma come fa Drupal a sapere che dentro la scatola dell'appartamento deve chiederci il "Prezzo", mentre nella scatola di un articolo del blog deve chiederci l' "Autore"?La risposta è il Content Type (Tipo di Contenuto).Se il Node è la scatola fisica, il Content Type è lo stampo (o il modulo predefinito) che usiamo per crearla. Immaginiamo al Content Type come se fosse il macchinario che serve per produrre quelle scatole ognuna con determinate caratteristiche ovvero con specifici dati (Fields)Perché abbiamo bisogno dello "stampo"?Perchè creando un Content Type chiamato "Annuncio Immobiliare", noi diciamo a Drupal: "Ogni volta che creo una scatola di questo tipo, prepara sempre questi scomparti (Fields):"- Un posto per il Titolo.- Un posto per il Prezzo.- Un posto per le Foto.- Un posto per la Descrizione.- Una mappaL'esempio del modulo prestampatoPensa al Content Type come a un modulo di carta prestampato che si trova dentro la scatola. Quando un nuovo agente entra in ufficio per inserire una casa, non prende un foglio bianco. Prende il modulo "Annuncio Immobiliare".- Il modulo ha già gli spazi vuoti con le etichette (Prezzo, MQ, Zona).- L'agente deve solo riempire gli spazi.- Una volta compilato, quel foglio diventa un Node. In Drupal puoi avere tanti "stampi" diversiLa cosa fantastica è che puoi creare tutti i Content Type che vuoi. Nel sito della tua agenzia potresti avere:- Content Type "Immobile": con i campi prezzo, vani e classe energetica.- Content Type "Agente": con i campi nome, foto del volto e numero di telefono.- Content Type "Articolo": con i campi testo, categoria e data.Così, ogni volta che aggiungi un contenuto, Drupal sa già quali domande farti e come organizzare i dati.In WordPress hai solo due stampi principali: "Articolo" e "Pagina". Se vuoi aggiungere il campo "Prezzo" a un articolo, devi installare dei plugin esterni. In Drupal, creare uno stampo su misura (un Content Type) con tutti i campi che desideri è una funzione base. Non serve nessun plugin: è nel DNA del sistema.In sintesi:- Content Type: È il progetto, il modulo vuoto (lo stampo) che si trova nella scatola.- Node: È il risultato finale, la scatola piena di dati (il foglio compilato).Content Type (Lo Stampo) + Dati Inseriti = Node (Il Risultato) cioè la scatolaquindi possiamo dire che node e content type sono due concetti collegati?Assolutamente sì! Sono due facce della stessa medaglia. Non può esistere l'uno senza l'altro.Per chiudere il discorso e fissare bene il concetto, possiamo dire che il loro legame è un rapporto di "Regola" e "Applicazione della regola".Il legame indissolubile tra Content Type e NodePensa a loro come al rapporto che c'è tra una Ricetta e la Torta:- Il Content Type è la Ricetta: Ti dice quali ingredienti servono (Farina, Uova, Zucchero). La ricetta non si mangia, è solo un foglio di istruzioni.- Il Node è la Torta: È l'oggetto reale che hai cucinato seguendo la ricetta. Se la ricetta dice "Farina", la tua torta avrà 500g di farina. Se la ricetta cambia e dice "aggiungi Cioccolato", la prossima torta che farai avrà il cioccolato. Perché è importante capire che sono collegati?Perché in Drupal, ogni volta che vorrai creare un nuovo contenuto, il sistema ti farà sempre la stessa domanda: "A quale Content Type deve appartenere questo Node?".Non puoi creare un Node "nel vuoto". Deve sempre seguire le regole di un Content Type.- Scegli il Content Type (es. Annuncio Immobiliare).- Inserisci i dati (es. "Villa Bella", "300.000€").- Salvi il Node (ecco l'annuncio online!).  Un piccolo trucco per non confondersi mai piùSe ti trovi in difficoltà, usa questa frase:"Il Content Type è il TIPO di cosa che sto creando, il Node è la COSA specifica che ho creato."- Tipo: Recensione di un film → Cosa: La recensione di "Matrix".- Tipo: Scheda Prodotto → Cosa: Il trapano "Modello X".- Tipo: Annuncio Immobiliare → Cosa: L'appartamento in Via Roma. Spero di essere stato chiaro e aver contribuito a dissolvere uno dei concetti che in Drupal spesso restano astratti. Questo articolo è parte di un ebook dal titolo "Drupal Opens Minds - Learn Drupal. Elevate Your Skills": 📘 DRUPAL Opens Minds...Oltre i limiti di WordPressQuesto ebook è pensato per chi proviene dal mondo WordPresse vuole capire Drupal senza complicarsi la vita.(clicca sull'immagine per il Download gratuito della prima parte dell'Ebook)di Daniele Venditti

Drupal non è per tutti, e va bene così. In un mondo dove alcuni cms più blasonati sono diventati sinonimo di “sito web”, Drupal ha scelto di rimanere un po’ più complicato, più esigente e più selettivo. Non si tratta di elitismo, ma di una questione di natura. Drupal non è progettato per semplificare la vita a chi cerca scorciatoie; è pensato per far crescere chi lo utilizza.Questo articolo non è un invito gentile. Non è una guida per principianti. È un messaggio chiaro per chi capisce che un solo CMS, oggi, nell'era dell'AI non basta più.Se hai lavorato con WordPress per anni, è probabile che tu sia diventato piuttosto veloce. Sai come muoverti, quali plugin utilizzare e come risolvere i problemi più comuni. E qui sta il punto. WordPress ti abitua alla ripetizione, non all’evoluzione. Ogni problema ha una soluzione pronta all'uso. Ogni limite viene aggirato, invece di essere affrontato. Ogni progetto finisce per somigliare a quello precedente, anche quando cerchi di convincerti del contrario.Drupal cambia completamente questa dinamica. Con Drupal, non inizi mai dalla soluzione. Parti dal problema. Sei costretto a progettare seriamente. Devi capire cosa stai facendo, non solo dove cliccare. Ed è qui che avviene il primo vero cambiamento di mentalità.Drupal non ti promette risultati rapidi. Non ti fa sentire subito produttivo. All’inizio può sembrare scomodo e frustante perchè indubbiamente rispetto ad altri cms ha una curva di apprendimento molto più ripida e ti fa mettere in discussione le tue competenze. Ma poi, qualcosa cambia perchè come si dice: le opportunità e le maggiori soddisfazioni sono nelle situazioni che manifestano maggiori sacrifici. E realizzi che quello che stai costruendo non è solo un sito, ma un vero e proprio sistema. Drupal non ti offre soluzioni pronte perché non vuole che tu diventi dipendente. Vuole che tu diventi autonomo. E quando questo scatto avviene, non torni più indietro e ti sembra aver fatto un enorme salto di qualità. Facciamo un esempio concreto: ACF e Views Immagina di avere un caso pratico, uno di quelli che chi lavora seriamente con WordPress conosce bene. Parliamo di Advanced Custom Fields. ACF è uno dei plugin più amati nell'ecosistema di WordPress, e non è difficile capire il perché: consente di creare campi personalizzati, strutturare contenuti più complessi e dare una forma decente a un sistema che, per sua natura, è un po' scarno in termini di struttura. Ma qui è importante fare una distinzione fondamentale. In WordPress, stai aggiungendo struttura dall'esterno. Stai appoggiando l'architettura dei contenuti su un plugin che non fa parte del core, che dipende da aggiornamenti, compatibilità, licenze e decisioni che non puoi controllare. In Drupal, invece, i campi non sono un'estensione. Sono il punto di partenza. Ogni contenuto, ogni entità, ogni relazione è pensata fin dall'inizio come un insieme di dati strutturati. Non stai costringendo il CMS a fare qualcosa per cui non è stato progettato: stai semplicemente utilizzando il suo modello naturale. Ed è qui che entra in gioco Views. Views è una parte fondamentale di Drupal. È così centrale che, senza Views, Drupal non sarebbe nemmeno Drupal. Views è, in sostanza, un costruttore di query. In modo visivo, senza dover scrivere codice, stai creando interrogazioni al database: scegli le entità, filtri i campi, definisci condizioni, ordini i risultati e decidi come e dove mostrarli. Nel mondo dei CMS, semplicemente, non esiste nulla di equivalente.Nell’era dell’AI, il vero rischio è saper usare senza realmente capire. Oggi, l’AI ha abbattuto molte barriere tecniche. Tutto è diventato più veloce, più accessibile e più automatico. Ma proprio per questo motivo, chi ha una vera comprensione di ciò che sta facendo acquista un valore inestimabile. WordPress è come una monocultura: funziona finché tutto ruota attorno a lui. Drupal, invece, è un sistema. E chi impara a pensare in termini di sistemi diventa molto più difficile da sostituire.Questo non è per tutti, e non deve esserlo. Se stai cercando comodità, scorciatoie e risultati immediati, allora Drupal non è la scelta giusta per te. Ma se senti che WordPress ti sta un po' stretto, che stai sempre seguendo gli stessi schemi e desideri crescere come professionista, non solo come esecutore, allora sei nel posto giusto. Drupal apre la mente. Non perché sia facile, ma perché ti spinge a diventare migliore.Drupal Opens Minds - Learn Drupal. Elevate Your SkillsPer approfondire...clicca qui 

Circa un anno fa risposi in modo duro ad un post su un gruppo Facebook dedicato a WordPress. Il post era un attacco diretto a Drupal ed io risposi più o meno in questo modo: "Lasciate stare Drupal, lasciatelo ai professionisti, voi continuate a giocare con le costruzioni" Fui molto duro e poco riflessivo, se avessi contato fino a 10 magari...e poi in un gruppo Facebook dedicato a WordPress: "Daniele nella fossa dei leoni". Vi lascio solo immaginare cosa mi arrivò addosso! 😓Qualche mese più tardi trovai su YouTube un video di un creator dal titolo "Drupal è meglio di Wordpress?" in risposta al mio post sul gruppo WordPress; Cercatelo voi se siete curiosi perchè io non inserirò alcun altro tipo di riferimento. La parte che mi interessa particolarmente è menzionata più o meno al minuto 2:40 del video e di cui riporto la fedele trascrizione estratta da YouTube:(inizio trascrizione testo dal video YouTube) "una cosa che mi dà particolarmente fastidio è che sto leggendo nei commenti in giro in articoli in altri video in commenti sotto dei post a riguardo è questa convinzione che mi rendo conto sia molto radicata in tantissimi sviluppatori che chi offre il servizio web appoggiandosi a Wordpress non sia un professionista sia quindi qualcuno che gioca a fa Sto mestiere e non lo fa seriamente c'è un commento che ho trovato particolarmente fuori luogo dove veniva scritta una cosa di questo tipo:"ma Lasciate stare Drupal Lasciatelo ai professionisti voi continuate a giocare con WordPress che va bene così" da dove nasce questa convinzione? Beh è logico che è il lato oscuro della medaglia di Wordpress:"essendo così eh usabile e avendo a disposizione così tanta roba già pronta inevitabilmente WordPress viene utilizzato anche da cani e porci e in tante di queste situazioni i cani e porci sono webagency agenzie di comunicazione"Comunque persone che si inventano un'attività e si propongono sul mercato sfruttando Wordpress e tutte le dinamiche che ci girano intorno per poter andare a realizzare cose che di fatto senza Wordpress non saprebbero fare e in questo non c'è niente di male appunto presupponendo però che chi lo fa abbia le competenze necessarie a poter gestire la piattaforma in maniera professionale perché come sempre non è mai lo strumento ma è l'uso che ne viene fatto Ecco questa roba qua a me viene da rispondere:"Uh Che palle raga cioè questo Ego [BIP BIP] di tanti sviluppatori francamente mi ha abbastanza distrutto le palle poi voi sapete come la penso io..."lavoro da tanti anni con WordPress sono consapevole di tutte le problema di Wordpress sono consapevole che c'è un mercato di persone che lo sfrutta lo usa senza saper fare professionalmente sto mestiere sono anche consapevole che..."(fine trascrizione testo dal video YouTube) Almeno in quel giorno, quando il creator ha realizzato il video, gli ho involontariamente fornito uno spunto di riflessione reale. Uno di quelli che, al netto dei toni e delle reazioni emotive, meritano di essere affrontati con più calma e più profondità.Perché è innegabile che, nell’era dell’intelligenza artificiale, certi dubbi su WordPress stiano iniziando a circolare sempre più spesso, anche all’interno della stessa community che per anni lo ha difeso senza esitazioni. Non si tratta di decretare vincitori o sconfitti, né di stabilire chi sia “professionista” e chi no. Sarebbe una semplificazione sterile, esattamente il tipo di semplificazione che ha alimentato quel commento scritto di getto.Il punto vero, oggi, è un altro: il contesto è cambiato.Gli strumenti stanno diventando sempre più accessibili, automatizzati, assistiti dall’AI. Molte attività che fino a pochi anni fa richiedevano competenze tecniche specifiche vengono ora svolte da sistemi che abbassano drasticamente la soglia di ingresso. Questo non è un male in sé, ma ha una conseguenza inevitabile: il valore del professionista non può più risiedere solo nello strumento che utilizza.Ed è qui che il confronto tra WordPress e Drupal smette di essere una guerra ideologica e diventa una riflessione sul ruolo del developer oggi. WordPress ha avuto — e continua ad avere — un merito enorme: democratizzare il web. Drupal, dal canto suo, non ha mai avuto questa ambizione. Ha sempre richiesto studio, progettazione, responsabilità. Non perché sia “per pochi eletti”, ma perché nasce per contesti in cui la complessità non è un difetto da nascondere, bensì una caratteristica da governare.Se quel video su YouTube che ho sicuramente ispirato ha avuto almeno un merito, è stato quello di riportare al centro una domanda che molti evitano:cosa rende davvero un professionista tale, in un’epoca in cui il CMS, il page builder o l’AI fanno sempre più lavoro al posto nostro?Ed è una domanda che vale la pena affrontare senza tifoserie, senza ego e — possibilmente — contando fino a dieci prima di premere “Invio”.Daniele Venditti (Progettimultimdiali.com)